Berasi Iva
è nata a Bleggio Superiore il 30.5.1956. Assessore provinciale all’Ambiente, sport e pari opportunità. Insegnante. Ha fatto parte del Gruppo culturale Pablo Neruda. È stata consigliere e Assessore al Decentramento, alla pace e obiettori di coscienza e alla tutela degli animali nel Comune di Trento.
ELEZIONE
del Presidente e del Consiglio provinciale di Trento
26 ottobre 2003

Rapporto agli elettori

A termine del mio mandato, credo sia doveroso presentare un sintetico
“Rapporto agli elettori”, per rendere conto, almeno in parte, della mi
a
attività di questi  anni.
“Ecologia al governo” Si è conclusa la legislatura che ha visto i Verdi impegnati ad affermare l’ecologia al Governo del Trentino. Abbiamo messo al centro del nostro impegno la sostenibilità dello sviluppo, per garantire una durevole e migliore qualità della vita. Abbiamo dovuto dire dei necessari no (Valdastico, Val Jumela, gestione della fauna sbilanciata verso i cacciatori) ma sempre accompagnati da dei si alternativi.
Parchi Siamo partiti dalla centralità dei Parchi naturali, dotando ogni Parco di una sede e di centri visitatori necessari ad un turismo in cerca di natura, storia cultura, sempre più in crescita.
Ripristino e valorizzazione ambientale Il Trentino è diventato più bello, con lo straordinario impegno del Servizio ripristino ambientale. Sono stati completati 300 km di piste ciclabili; ne sono previsti altri 100. In molti Comuni sono sorte aree di sosta per turisti e camperisti, restituite all’originale splendore vecchie fontane e piazze, ripristinati sentieri naturalistici e realizzati parchi gioco, aree sportive o parchi urbani, garantita l’apertura di musei e biblioteche.
L’acqua Le strutture provinciali sono state riorganizzate, per meglio governare, una preziosa risorsa qual’è l’acqua, nell’ottica della salvaguardia e del risparmio. Numerosi gli interventi di rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, a partire dalle scale di monta sulla Sarca, per permettere ai pesci di risalire fiumi e torrenti.
Rete trentina per lo sviluppo sostenibile È nata la Rete trentina per lo Sviluppo sostenibile con 14 Laboratori territoriali, affidati a giovani consulenti del posto, per uno sviluppo durevole del territorio.
Rifiuti È stato elaborato il Piano provinciale con una forte spinta alla riduzione e alla raccolta differenziata. Siamo passati dal 6 al 30% di raccolta differenziata, favorendo e sostenendo finanziariamente progetti di riorganizzazione del servizio raccolta, per arrivare almeno al 50%.
Inquinamento 1. Riunificato in un testo unico la normativa ambientale con particolare attenzione all’inquinamento da traffico, rumore, elettrosmog. 2. Approvato un regolamento per prevenire l’inquinamento da campi elettromagnetici, applicando il principio di precauzione, fissando limiti severi e salvaguardando anche il paesaggio. 3. Preparato un Manuale, per tutti i Comuni, per prevenire l’inquinamento luminoso degli impianti pubblici. 4. Predisposto il Piano provinciale delle aree da bonificare, a partire da Trento-Nord e dalla Siric di Rovereto.
Clima Promossa l’adesione dei Comuni alla Alleanza per il Clima, per la quale ogni aderente deve attivare progetti specifici per combattere le emissioni di CO2 e  contribuire alla riduzioni degli effetti negativi sul clima.
Agenda 21 Elaborate le Linee guida per l’applicazione di processi di  Agenda 21: per favorire la partecipazione di cittadini, associazioni e imprese ad un “piano di azione” per le priorità e gli interventi sul territorio, nel rispetto della sostenibilità economica, sociale e ambientale.
Certificazioni ambientali Per azioni volte ad una gestione sostenibile delle risorse, si è lavorato per dare un supporto concreto alle certificazioni ambientali di aziende, per adottare nelle problematiche ambientali una politica di prevenzione e rendere più competitive le aziende stesse attraverso l’applicazione di sistemi di qualità. Predisposte Linee guida per la certificazione ambientale delle piccole e medie imprese e per accompagnarle nel percorso da parte dell’Agenzia per l’Ambiente: imprese che debbono essere sostenute con la stessa convinzione con cui si interviene verso aziende dai grandi numeri occupazionali.
Sport Ho lavorato per affermare il valore sociale dello sport. Lo sport aiuta i ragazzi a crescere in armonia, gli adulti a mantenersi in salute e può essere un messaggio di solidarietà, convivenza e  pace. Favorire la pratica sportiva è investire per prevenire i disagi dell’adolescenza e garantire la salute, con un risparmio sulla spesa sanitaria. Credendo in questi valori lo sport ha ottenuto un raddoppio dei finanziamenti ed un intervento programmato sulle strutture, per garantire al Trentino una rete di impianti sportivi, con un’attenzione particolare a  sport definiti “minori” quali le bocce, l’arco, il tamburello ed altri.
Con le piste ciclabili molti piccoli ciclisti possono allenarsi in sicurezza su circuiti realizzati a Dro, a Borgo e a Terlago; altri sono già previsti. La rete delle infrastrutture deve proseguire con un palazzetto dello sport nella zona del Garda, con impianti natatori efficienti ed il completamento di strutture esistenti che permettano la fruizione anche durante la stagione invernale.
Sollecitati dal mondo sportivo calcistico, il più numeroso, la Provincia ora interviene per coprire almeno il 50% dei costi che le società sportive sostengono per le assicurazioni ad atleti, dirigenti e tecnici. È stata stesa la prima carta dei diritti dei bambini e delle bambine sportive per garantire loro la gioia nel praticare lo sport ed il diritto di non essere campioni. È necessario investire maggiori risorse nello sport per dare alle migliaia di dirigenti, tecnici, volontari e atleti che fanno del Trentino una grande realtà sportiva maggiore tranquillità nel loro spendersi, ma anche per sostenere atleti e squadre che promuovono lo sport tra i ragazzi.
Pari opportunità L’impegno per politiche che garantiscano le Pari opportunità fra uomo e donna ha caratterizzato una parte del mio lavoro. È stato creato un capitolo specifico per finanziare le attività e la nuova sede della Commissione Pari opportunità.
Come da normativa europea anche in Trentino è partita l’applicazione della VISPO, che comporta la valutazione di piani e programmi nell’ottica “di genere”. È necessario lavorare con convinzione per garantire la parità di accesso a uomini e donne nelle cariche elettive.
Animali Troppe difficoltà ha incontrato il recepimento della legge 281 per la prevenzione del randagismo e per gli animali d’affezione, che solo alla fine, in Finanziaria, è stata recepita. È stata però organizzata l’anagrafe canina che a partire dal gennaio 2004 sarà obbligatoria.
Un ringraziamento ai molti, moltissimi con cui, in tutti gli ambiti e in tutti i settori di intervento, ho potuto collaborare per realizzare le iniziative, che solo in parte qui ho potuto ricordare.

Iva Berasi

“AGIRE LOCALMENTE,
PENSARE
GLOBALMENTE”
È lo slogan dei Verdi
che Iva Berasi, candidata
alle prossime provinciali,
sottolinea essere praticato
e non solo predicato.
Intervista a Iva Berasi,  di Roberto Bertoldi de “La Cronaca”, n. 3, sabato 4 ottobre 2003

Perché si dovrebbe scegliere ancora i Verdi per governare il Trentino?
“Semplicemente perché da sempre ci siamo occupati della qualità della vita dei cittadini - allarga le braccia la candidata Iva Berasi -, qualità della nostra vita quotidiana che significa nel contempo anche attenzione verso il mondo. Dobbiamo, infatti, essere consapevoli che ogni nostra azione incide sul sistema globale. Ecco perché il nostro slogan è: “agire localmente, pensare globalmente”.

Alcuni vostri avversari, però, vi definiscono integralisti. Sostengono che per salvaguardare la natura bocciate ogni progetto.
“Sono giudizi superficiali di chi non è ha mai seguito attentamente il nostro lavoro che ormai si è sviluppato anche a livello nazionale. Ed è un modo come un altro per sbarrare la strada al futuro con il quale dovremo confrontarci. E’ più facile criticare, denigrare, cancellare che confrontarsi.

Quindi, non è vero che siete dei sempiterni “Mister no”?
“Proprio no. Da tempo, ormai, i verdi, da quando almeno hanno deciso di diventare una forza di governo, non rispondono categoricamente e ideologicamente no a progetti o piani di sviluppo, ma pongono sempre un’alternativa che prende in considerazione gli spetti economici, sociali e ambientali che gravitano intorno all’operazione proposta, cercando, quindi, di renderla migliore e più sostenibile di quella offerta.”

Il Trentino rimane sempre un’isola felice?
“Come si dice, non sempre è tutto oro quello che luccica. E’ vero che abbiamo il reddito pro capite più alto d’Italia, ma ad esempio abbiamo anche parecchi suicidi, in alcune nostre valli che evidenziano situazioni di grave disagio e che non possono affatto venire sanate con un forte reddito. Ecco perché parliamo sempre di qualità della vita, perché ormai quella economica l’abbiamo già raggiunta. Purtroppo non sempre allo sviluppo economico segue la qualità sociale e ambientale.

Certo però che li favorisce.
“Senza dubbio. Quando si ha la pancia piena, ci si può occupare anche di altri problemi. Quindi, è difficile costringere i popoli del sud del mondo a ragionare in termini di ambiente, me ne rendo conto, dato che non hanno ancora raggiunto la possibilità di mangiare adeguatamente. Ma qui da noi, i bisogni primari li abbiamo abbondantemente soddisfatti. Perciò poniamoci il problema della qualità vera della vita. Se non abbiamo più rilevanti problemi legati all’occupazione, non aggrediamo l’ambiente, ma tuteliamolo poiché è la nostra maggiore risorsa. Dobbiamo avere la consapevolezza che dobbiamo lasciare ai nostri figli questa nostra terra, almeno come l’abbiamo trovata.

Chi sono i nemici del Trentino, dove li avete individuati?
“Nella rincorsa di modelli che non possono essere esportati in una storia culturale, politica, sociale come quella del Trentino. Stiamo correndo il rischio di rincorrere il modello veneto e questo sarebbe distruttivo per il Trentino. Il Veneto, infatti, è una regione che ha raggiunto un notevole benessere economico, ma non ha salvaguardato la qualità della vita. Ecco perché emerge impietosamente un basso tasso di scolarizzazione, un elevato tasso d’alcolismo, un disastroso sistema di infrastrutture viarie. In Veneto le strade non esistono se confrontate alla produzione industriale della regione, come sono assolutamente inadeguate le ferrovie.

Bisognerà aiutarlo questo Veneto.
“Certo i veneti non possono pretendere, dopo aver abusato del loro territorio di avere a disposizione quello degli altri.

Si riferisce per caso alla Valdastico?
“Certo e ribadisco il nostro no alla Valdastico. Il Veneto risolva innanzi tutto il problema della propria viabilità perché con qualunque imprenditore della vicina regione con il quale io parli, denuncia subito il problema della viabilità interna. Perciò, prima risolvano questo loro impellente problema e poi penseremo a come attraversare le Alpi.

Con le autostrade?
“Eh no, non possiamo più permetterci di attraversare le Alpi con le logiche delle autostrade. E’ ora di investire invece con convinzione sulla ferrovia. Ma finché non renderemo le Ferrovie competitive sotto l’aspetto economico, non potremmo avviarci su questa via.”

Lei sottolinea spesso che si deve recuperare anche la qualità dei rapporti umani. Cosa intende in concreto?
Che se non ci sono gli spazi d’incontro, la gente non può parlarsi, scambiare opinioni, dialogare insomma. Ecco allora che sempre secondo la mia ottica di assessore, avendo la competenza di uno dei servizi che ritengo strategici dell’Amministrazione provinciale, ovvero il servizio ripristino ambientale, ho programmato: spazi gioco per bambini nei nostri paesi, spazi d’incontro per gli anziani, parchi aperti alla comunità.”

Tutte le forze politiche orami hanno nel loro programma la difesa dell’ambiente. Che differenza c’è, quindi, tra voi e gli altri partiti?
“Come dico sempre, le cose si possono predicare e non praticare. Oppure si predicano e si cerca di praticarle. Questa è la sostanziale differenza. Noi abbiamo una formazione culturale che pone sempre una grande attenzione alla sostenibilità dello sviluppo.
Che significa non solo che l’ambiente entra con pari diritto di altri fattori, nella valutazione di qualunque intervento si faccia, ma significa anche far partecipare la gente ai processi decisionali e pure condividere con i cittadini, quel che si va a fare sul territorio. Insomma, non è più un fare per, ma fare con.

Ma c’è sempre la necessità di presidiare l’ambiente, o come sostengono altre forze politiche non è più necessario?
“Certo, qualche politico dice che non serve più l’assessorato all’ambiente. Perché tutti ormai si occupano di ambiente. Beh, guardate come è finita al comune di Trento, dove non si sa nemmeno chi si occupi di ambiente!”