
Bombarda Roberto è nato a Bleggio Sup. il 16.12.1963. Giornalista. Lauree in economia e geografia. Presidente APT Terme di Comano e Ecomuseo delle Giudicarie. Direttore del Filmfestival della Montagna. Fondatore del Comitato glaciologico SAT. Direttore di “Adamello-Brenta Parco” e redattore di “Trentino industriale”.
il
mio sito
robertobombarda

Idee
per un programma.
E non solo
La
mia presenza in lista alle elezioni del 26 ottobre 2003 è indirizzata
a sostenere alcune “battaglie” di civiltà. Eccole.
di un nuovo piano di sviluppo che privilegi il benessere delle persone.
§
Lo
sviluppo turistico
deve passare attraverso la formula del “Trentino, regione del benessere”.
Ciò significa migliorare su moltissimi fronti, ma soprattutto costruire
nuovo sviluppo partendo dalla tutela ambientale e paesaggistica (a cominciare
dai Parchi), dei valori culturali (ad esempio attraverso gli Ecomusei),
dell’enogastronomia (con le Strade del Vino e dei Sapori), delle acque termali.
Il Trentino può diventare ancora di più leader delle attività all’aria aperta.
Si potrebbe proporre ad esempio la costituzione di un “fondo per lo sviluppo
turistico sostenibile” con il quale finanziare gli operatori che si
certificano ISO 14001, adottano modelli virtuosi
di gestione energetica e del ciclo delle acque, acquistano biologico, costruiscono
con bioedilizia.
§
Riformare
la legge parchi, investendo ancora di
più sugli attuali tre Parchi trentini (Stelvio, Adamello-Brenta, Paneveggio-Pale
di San Martino), istituendo nei prossimi anni altri parchi (Lagorai, Bondone,
Baldo e Tenno-Cadria-Val Marcia), costruendo attorno alle aree protette
il nuovo sviluppo del Trentino.
§
Il
nostro livello di cultura nei confronti dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti è drammaticamente
basso. Bisogna porsi degli obiettivi molto ambiziosi,
favorendo soprattutto gli enti pubblici che diminuiscono gli sprechi. Favorire
l’uso delle energie alternative e rinnovabili.
§
Vi
sembra questa la mobilità? Vi sembra il caso che nel 2003 si debba
continuare a spostare masse di valligiani per lavorare a Trento quando la
tecnologia consente di spostare gli elettroni lungo fibre ottiche? Bisogna
esprimere un’opzione forte per la mobilità sostenibile,
la ferrovia, le piste ciclabili, l’uso dei mezzi pubblici.
§
L’Europa, l’Euregio,
la Rete alpina si formano con atti concreti, coinvolgendo la popolazione
dal basso. Bisogna incentivare i gemellaggi tra
Comuni, scuole, associazioni dei due versanti alpini e non solo.
§
Il
volontariato è
un fenomeno diffusissimo in Trentino, dove è ancora presente lo spirito
delle antiche “regole”. Bisogna riconoscere e valorizzare maggiormente il
ruolo delle organizzazioni che si basano sul volontariato, dalla SAT ai
Vigili del Fuoco, dalle Pro Loco al WWF.
§
Servono
dei nuovi “Patti Sociali”: tra le generazioni, tra i trentini ed i nostri emigrati,
tra persone con la pancia piena e persone in difficoltà, qui e nel resto
del mondo.
§
Proviamo
infine ad immaginare un “Trentino per
i giovani”, guardando alla gestione
del territorio con i loro occhi, i loro interessi, le loro aspettative.
Assieme all’ambiente naturale, i giovani costituiscono i
nostro principale patrimonio attorno al quale costruire il futuro
della Comunità trentina.
Lascio
per ultime le questioni più importanti. Il mondo che viviamo è profondamente
ingiusto e si sta incamminando sull’orlo del baratro. Il clima sta drammaticamente
cambiando ed anche noi, nel nostro piccolo, con il nostro modo di vivere
siamo responsabili di quello che sta succedendo al nostro Pianeta. Sono
convinto che ognuno di noi possa agire localmente, come si dice, pur pensando
globalmente.
E’
per conto dei miei figli che sono chiamato a co-gestire il “loro” mondo
(ma in generale per conto di tutti i figli del mondo, anche di quelli che
non arriveranno al primo anno di età per denutrizione o malattia).
Amo
il Trentino, le montagne che sono nel nostro dna,
che sono il vero “patrimonio di famiglia” di ogni trentino. Le
montagne mi hanno dato tanto: Edward Whymper scrisse che le montagne
gli avevano dato i due beni più preziosi, la salute e l’amicizia. Mi sento
oggi in obbligo di ricambiare quanto la Terra ha saputo darmi, impegnandomi
per difenderla, cercando di migliorarla, per trasmetterla alle future generazioni.
Che possano essere orgogliose di noi, così come
io sono orgoglioso quando ripenso ai miei avi, alle carte di regola, alle
prime cooperative, agli emigranti che scendevano nelle miniere di carbone
in Belgio o in Pennsylvania…
Roberto Bombarda

Trento,
13 ottobre 2003
“Il giro dell’Acqua”
Dalle sorgenti, ai fiumi, ai laghi, per seguire,
valorizzare e promuovere uno dei beni più preziosi
del Trentino.
Comunicato
stampa di Roberto Bombarda e Fabrizio Miori
(Verdi e Democratici per l'Ulivo).
Il Trentino
ospita circa 300 laghi, 150 ghiacciai e glacionevati, importanti fiumi e cascate, sorgenti e fonti
termali. L’acqua è dunque uno dei beni più preziosi del Trentino. O meglio,
è uno dei beni più preziosi della Terra e centinaia di milioni di
abitanti del Pianeta non dispongono di acqua potabile, tanto che
le Nazioni Unite hanno proclamato il 2003 come “Anno Internazionale dell’Acqua”.
Per ricordare
ai Trentini il valore di questo bene ambientale durante una campagna elettorale
che sembra privilegiare temi infrastrutturali,
viaggi in camper od auto noleggiate, cene e banchetti, Roberto Bombarda
e Fabrizio Miori, amici ed alpinisti, candidati
con i Verdi e Democratici per l’Ulivo, hanno inteso promuovere una campagna
elettorale a misura d’uomo e d’ambiente.
Assieme seguiranno
il percorso di alcuni dei principali fiumi del
Trentino, utilizzando ove possibile le piste ciclabili, strutture fondamentali
per una mobilità sostenibile.
Questo originale
“Giro dell’Acqua” servirà anche per monitorare lo stato dei maggiori corsi
d’acqua all’indomani di un’estate particolarmente torrida ed asciutta e
per rimarcare il valore eccezionale dei ghiacciai – dall’Adamello alla Marmolada
– dai quali nascono i nostri fiumi principali.
Nel corso dei
diversi itinerari, Bombarda e Miori, accompagnati anche da altri esponenti dei Verdi e Democratici
per l’Ulivo, avranno modo di esporre i programmi della loro forza politica,
impegnata per una difesa ed una valorizzazione
intelligente e durevole del patrimonio ambientale e culturale del Trentino.
Gli appuntamenti
con Roberto Bombarda e Fabrizio Miori
– che si sono autodefiniti, in stile alpinistico,
“una cordata per il Trentino” – saranno:
- mercoledì 15 ottobre, dal Lago della Fedaia a Lavis, seguendo il percorso
del fiume Avisio
- domenica 19 ottobre, dalle Cascate di Nardìs
al Garda, seguendo il percorso della Sarca
-
martedì 21 ottobre, da Salorno (confine Trento-Bolzano)
a Borghetto (confine Trento-Verona),
seguendo tutto il tratto trentino dell’Adige
La
conclusione del “Giro” è fissata per venerdì 24 ottobre, quando Bombarda
e Miori saliranno una facile montagna nei dintorni
dell’Alto Garda, incontrando lungo il percorso
e nel pomeriggio a Riva del Garda amici ed appassionati per parlare del
futuro della Montagna e dell’Acqua del Trentino.
Le partenze dal Lago della Fedaia e dalla Cascata
di Nardìs sono fissate per le ore 10. Anche
la partenza dal confine Trentino-Alto Adige è fissata per la stessa ora:
chi intendesse raggiungere Salorno con il treno,
potrà caricare la bicicletta a Rovereto (partenza del treno alle ore 7.38)
od a Trento (partenza del treno alle ore 7.54).
In caso di forti precipitazioni, Bombarda e Miori e gli altri amici dei Verdi e Democratici per l'Ulivo
effettueranno le loro escursioni in date successive.
Ulteriori
informazioni sui luoghi o sugli orari saranno disponibili nei prossimi giorni
sul sito di Roberto Bombarda oppure al numero di cellulare di Fabrizio Miori
335 6936132.
Trento,
27 settembre 2003
I VERDI, OVVERO
I CONDOTTIERI DELLA CIVILTA’
Intervista
a Roberto Bombarda, di Roberto
Bertoldi, de “La Cronaca” di sabato 27 settembre
2003
Dopo vent’anni di studi sulle montagne del nostro
territorio, Roberto Bombarda si candida per assicurare
ai trentini una costante e puntuale informazione sulle questioni dell’ambiente.
«Siamo l’unico partito con una forte anima ambientalista – dice Bombarda,
giornalista con una laurea in economia e una in geografia – e l’unico partito
che sostiene i temi della pace e dello sviluppo sostenibile, degli aiuti
al terzo mondo e della sicurezza alimentare».
Del mondo della politica Roberto Bombarda, candidato dei Verdi, non ha mai avuto e non ha, tuttora, un’immagine edificante; “parliamoci chiaro - dice -: è un mondo che non mi piace. Spesso, troppo spesso, chi ne fa parte, fa di tutto affinché chi è competente e sensibile rimanga costantemente in ombra. C’è dentro troppa gente con il culto della sedia che non fa politica per spirito di servizio alla comunità, ma solo per ottenere benefici personali.”
E allora perché ha deciso di entrarci?
Perché
i Verdi democratici dell’Ulivo di cui oggi faccio parte, sono gli unici
che intendono rompere gli schemi cristallizzati della politica nostrana.
Il quaranta per cento della nostra lista è infatti
costituita da indipendenti. E questo consente di presentarci come l’unica,
vera, grande novità di questa campagna elettorale.
Che significa, in termini pratici, essere indipendente?
E’ vero che siete l’unica lista ad aver una fortissima componente femminile?
Certo. Il
trentacinque per cento è costituita da donne. Nessuna
altra lista ha una simile percentuale. E per di
più con due capolista.
Perché questa scelta?
Quando ha avvertito l’esigenza di mettersi a disposizione della comunità trentina,
come uomo politico?
Quindi, in tutti i momenti che il lavoro glielo consente, va in montagna per
studiare l’ambiente?
Sì, e questo
ormai da vent’anni, durante i quali ho fondato
la commissione scientifica della Sat e il comitato
per lo studio dei ghiacciai trentini. Tutto sulla base del volontariato,
s’intende. Oggi siamo in una cinquantina a salire sui nostri ghiacciai per
verificarne costantemente lo stato di salute. Un lavoro che alla Provincia
costerebbe cinquanta volte tanto, perché avrebbe bisogno di
elicotteri, teleferiche, fuoristrada. Noi, invece, andiamo a piedi
a prendere le misure dei ghiacciai. E molti del
gruppo vivono nelle vallate costituendo un presidio permanente del territorio.
Un’attività che ci ha confermato il sospetto che l’ambiente
si sta velocemente deteriorando. Perciò,
mi sono detto: forse sarà utile che io dica questo a tutta quella gente
che non si rende ancora conto che la situazione del nostro ambiente, nostro
primo patrimonio, si sta facendo sempre più drammatica.
Una situazione che dipende molto dalla nostra ignoranza sulle questioni
ambientali?
Orami ci si
deve rendere conto che le modifiche dell’ambiente, i cambiamenti climatici
che ci inquietano, dipendono da come viviamo. E
anche i trentini hanno il dovere di utilizzare la loro autonomia, le loro
risorse, organizzazioni e conoscenze per migliorare il territorio sul quale
vivono, sapendo che migliorandolo si da un contributo,
anche se piccolissimo al miglioramento del mondo. Perché, diciamocelo: se
ogni regione, città, stato, non si impegna per
la parte che gli compete, va tutto in malora!
Trento ha però anche problemi legati al traffico, agli insediamenti urbani
e industriali, alla viabilità?
Certo; possiamo
parlare di parcheggi, strade, centri commerciali, tutte cose importanti,
ma attenzione, dicono i Verdi; se non ci preoccupiamo innanzitutto dei cambiamenti
climatici, dei grandi problemi globali come la
pace, la sicurezza, la salute, tra venti, trent’anni,
il mondo verserà in una situazione difficilissima.
I vostri avversari spesso vi accusano di essere, sui temi legati alla
salvaguardia dell’ambiente, dei veri integralisti.
Non è vero.
Temono solo che possiamo portar via loro un alto numero di voti. Da anni
i Verdi non sono più solo il partito degli ambientalisti, perché fortunatamente
la coscienza ecologica ormai si è largamente diffusa. I Verdi, ormai in
Europa, hanno acquisito una coscienza di governo, sono
in molti casi, forza di governo. E questo ha consentito a questa nostra
forza politica, di non porsi più solo e sempre su posizioni antagoniste
di ostracismo. Certo, era più facile all’inizio, quando si
era il partito di opposizione contrario a tutto.
Ma la nostra esperienza in Trentino, in cinque anni di governo,
come quella dei nostri amici in Germania e alcuni paesi nordici, dimostrano
che il passato fondamentalista, se mai c’è stato,
è finito.
Quindi oggi i verdi sono?
Trento,
11 ottobre 2003
«NON SPOSTATE I TRENTINI DALLE VALLI»
intervista a Roberto Bombarda, di Roberto Bertoldi
del “La Cronaca” di sabato 11 ottobre 2003
«Si deve consentire ai trentini di vivere nelle proprie
valli e non di doversi spostare tutti i giorni per venire in città, creando
colonne di auto sulle strade con i conseguenti
intasamenti. Le tecnologie oggi lo permettono. Se
per esempio si è dipendenti della Provincia, si può benissimo lavorare senza
spostarsi dalla propria abitazione; con il computer non si arriva dove si
vuole?»
Un partito che si batte per la civiltà. Così Roberto Bombarda definisce i Verdi, formazione politica con la quale si è candidato per le provinciali del 26 ottobre. “I Verdi - dice con forza - sono l’unico partito con una grande anima ambientalista, sono il partito dei diritti civili e l’unico partito che sostiene i temi della pace, dello sviluppo sostenibile, degli aiuti al terzo mondo e della sicurezza alimentare. I trentini - pone il quesito Bombarda - si chiedono cosa finisce nei loro piatti? Sanno di ingerire anche sostanze intossicate con gli organismi geneticamente modificati?
E verso gli ospiti stranieri come vi ponete?
Sareste favorevoli allo stato federale?
“Io personalmente
si. Sono un europeista convinto”
Come si coniuga la politica dei Verdi con lo sviluppo economico?
“Nel modo
più moderno possibile perché propongono modelli di sviluppo che partono
dal concetto che la prima risorsa è l’ambiente, insieme alle risorse umane.
Noi possiamo creare nuovo, vero, sviluppo e di lunga durata, solo partendo
da questi due fattori. Noi, ad esempio, abbiamo sempre offerto progetti
turistici; ma il turismo che proponiamo, valorizza l’ambiente, la cultura
e le risorse del territorio, come le strade del vino e dei sapori, la valorizzazione dei parchi. Io da tempo
propugno la costituzione di un fondo per lo sviluppo turistico che incentivi
e agevoli tutte le imprese turistiche e commerciali che sono più legate
al territorio in cui sono inserite. Perciò dovrebbero essere incentivati
e premiati quegli imprenditori che valorizzano i prodotti locali. Quelli che garantiscono la certificazione di qualità, quelli che fanno
rete sul territorio con altri operatori. Come si vede, quindi, le
nostre proposte in materia di economia sono molto
coerenti.”
E riguardo ai giovani?
“Noi vogliamo
che la nostra gioventù rimanga a lavorare in Trentino. E
rimarranno se lo sviluppo della nostra terra sarà di tipo tecnologico. Quindi,
non spostando i trentini dalle valli a Trento, ma spostando il lavoro da
Trento alle valli. Perché si deve consentire ai trentini di vivere
nelle proprie valli e non di dover si spostare tutti i giorni per venire
in città, creando colonne di auto sulle strade
con i conseguenti intasamenti. Le tecnologie oggi lo permettono. Se
per esempio si è dipendenti della Provincia, si può benissimo lavorare senza
spostarsi dalla propria abitazione; con il computer non si arriva dove si
vuole?”