Finocchiaro Pino
è nato a Scalea (Cs) il 29.11.1947. Consigliere comunale di Rovereto. Tecnico teatrale al Centro S. Chiara di Trento. È stato Assessore all’Ambiente del Comune di Rovereto e candidato alle regionali nel 1998. Vicepresidente dei Verdi del Trentino, è componente dell’Esecutivo e del Consiglio federale.
ELEZIONE
del Presidente e del Consiglio provinciale di Trento
26 ottobre 2003

LE ACCUSE AI VERDI
PER I BLACK OUT ELETTRICI
SONO INFONDATE

Risposta ad una lettera pubblicata da
Il
Trentino del 2 ottobre 2003

Le affermazioni del signor Dalbosco a proposito delle responsabilità
per il black out verificatosi qualche notte fa, sono a dir poco sorprendenti.
L’elettricità, infatti, è mancata nel momento di minor consumo e quindi la capacità produttiva nazionale – che da molti anni è inferiore al nostro fabbisogno - non c’entra in questo caso assolutamente nulla: molte nostre centrali erano semplicemente spente! Chi decide la politica di approvvigionamento energetico – il Governo Berlusconi, in primis, oltre ai produttori e gestori della distribuzione – devono spiegare agli italiani le ragioni per le quali per pagare un po’ meno l’energia, di notte, cioè nel periodo in cui maggiori sono i costi sociali di un eventuale black out, ma quasi irrilevanti quelli per sistema economico produttivo, ci si affidi per una percentuale così alta di fabbisogno alle forniture estere.
I gestori della rete, poi, si rimpalleranno ancora per molti giorni le responsabilità per il black out totale in presenza di un deficit di energia pari al 20% del fabbisogno. Un intervento tempestivo di scollegamento programmato delle utenze avrebbe probabilmente evitato un black out su tutto il territorio nazionale.
Il rischio di black out, con cui abbiamo convissuto nell’ultimo anno, ha riaperto nel nostro Paese il dibattito sull’obiettivo dell’autosufficienza elettrica. I sostenitori del nucleare, sorvolando sul fatto che dal nucleare siamo usciti in seguito ad un referendum, dopo l’incidente di Chernobyl, sono ripartiti alla carica.
Chi vuole il nucleare afferma che l’energia elettrica prodotta con tale tecnologia è la più economica. Autorevoli esperti, anche in questi giorni, e fra questi il premio Nobel Carlo Rubbia, hanno chiarito che si tratta di una sciocchezza. Infatti non si computa fra i costi lo smaltimento delle scorie, una eredità ingombrante che lasceremmo irresponsabilmente alle future generazioni. Così come non si tiene conto che la Francia cede energia ad un prezzo inferiore perché le sue centrali nucleari sono state costruite con ingentissimi investimenti statali a fondo perduto. Incentivi che oggi, nessun Stato della CE potrebbe erogare  alle società private che producono l’energia elettrica. Per non parlare – aggiungo io - dei rischi, in caso di incidente serio.
Il nostro futuro energetico dipende dalle energie puliti e rinnovabili: è in quella direzione che occorre investire molto di più e fare ricerca sul serio.

Pino Finocchiaro
Verdi e democratici per l’Ulivo

INTERROGATIVI SULLA
A31 -
VALDASTICO

Da molti anni i Verdi del Trentino, insieme ad altre associazioni e movimenti, si oppongono al completamento della A31-Valdastico: non per ragioni “ideologiche”, ma per molti e validi motivi, oggettivamente verificabili.
Non è vero che con la nuova autostrada si riuscirebbe a decongestionare il traffico e a ridurre l’inquinamento.
E’ vero invece che la Valdastico provocherebbe un aumento del traffico – com’è accaduto ovunque siano state realizzate nuove autostrade – e quindi maggior inquinamento dell’aria e da rumore. Già oggi – senza Valdastico e senza terza corsia dell’Autobrennero – il livello di inquinamento da ozono ha superato a Trento Nord i limiti di legge dal 1997 (dato medio annuo), mentre l’inquinamento da biossido di azoto, nella medesima zona, ha superato mediamente nell’anno i limiti di legge nel 1996, 1997 e nel 2001.
Più trasporto pubblico per le persone e più ferrovia per le merci. L’unico modo per ridurre l’inquinamento e decongestionare il traffico stradale è quello di trasferire il più possibile il trasporto merci dalla gomma alla rotaia, potenziando le ferrovie della Valsugana e del Brennero, e di favorire il più ampio uso del trasporto pubblico. Da molti anni si propone un sistema leggero di metropolitana in Trentino: bisogna finalmente realizzarlo, magari impiegando quelle risorse ingentissime che si vorrebbero destinare alla Valdastico.
Una alleanza tra Trentino e Alto Adige per territorio e salute.  Da molti anni gli studiosi ci indicano che la sopravvivenza dell’ecosistema alpino potrà essere irrimediabilmente compromessa se aumenterà il traffico su gomma attraverso le vallate alpine. La Provincia autonoma di Bolzano si oppone sia all’ampliamento dell’Autobrennero, sia alla realizzazione dell’Alemagna, sia alla Valdastico, che inciderebbe in ogni caso sul traffico dell’Autobrennero. Non lo fa certo per pregiudizi ideologici o per autolesionismo economico. L’Alto Adige si oppone coerentemente e tenacemente perché ha a cuore la sopravvivenza del proprio territorio. Anche in Trentino dobbiamo avere questa consapevolezza e dobbiamo creare finalmente un fronte comune – da Borghetto al Brennero – contro nuove autostrade che si vorrebbero costruire, incuranti della nostra salute, del nostro benessere, della nostra agricoltura e della nostra stessa sopravvivenza.
Quale futuro per il Trentino?  Malgrado vi siano ormai pochissime fabbriche chimiche o inquinanti, in Trentino vi sono moltissimi casi di tumori e malattie respiratorie. Le cause sono molte, ma nessun scienziato oggi mette più in discussione che l’inquinamento da traffico sia una delle cause principali di queste malattie. Nuove autostrade non significano solo asfalto e cemento in più e meno verde, ma anche meno salute, cioè maggiori malattie incurabili e quindi una peggior qualità della vita, oltre a nuove spese sanitarie. Non è questo il futuro che vogliamo per il nostro Trentino e per l’intero eco-sistema alpino.

Pino Finocchiaro