

Educazione
motoria
anche nella scuola elementare
L’educazione
all’attività motoria è elemento fondamentale nella
crescita del bambino, perché apre la conoscenza del proprio corpo, delle
sue funzioni e dei suoi bisogni, permettendo al futuro individuo adulto
una vita più serena e completa.
Le
occasioni di crescita motoria sono sempre meno frequenti, a favore di una
diffusa sedentarietà giovanile. Tale ipomotricità nell’età evolutiva è causa
di una serie di conseguenze negative, sia dal punto di vista igienico-sanitario,
sia da quello di una corretta formazione complessiva dell’individuo. Emergono
così ulteriormente le differenze sociali quando il bambino, per la poca
disponibilità temporale o economica dei genitori, è spesso abbandonato ad
un abuso di attività sedentarie.
Nel
nostro paese, al contrario del resto d’Europa, l’educazione motoria scolastica,
quella pubblica e accessibile a tutti, è fortemente
sottostimata. La figura dell’insegnante di educazione
fisica nella scuola primaria è pressoché inesistente. Al
di là di sporadici interventi su singoli progetti o di rare attività
di coordinamento, l’intervento educativo motorio è affidato alla buona volontà
di maestri che, per quanto validi, non sono sufficientemente qualificati.
Inoltre, le due ore settimanali di educazione motoria,
previste dai programmi ministeriali per la scuola primaria, sono spesso
completamente sospese o accodate ad ogni altra esigenza didattica.
Propongo
quindi questi interventi:
1. inserimento nell’organico di ruolo di
ogni Istituto comprensivo scolastico provinciale di un insegnante
di educazione fisica o laureato in scienze motorie preposto al coordinamento
e conduzione dell’attività motoria nella scuola elementare;
2. successivo
completamento dell’organico
scolastico provinciale, per far fronte al coordinamento e conduzione dell’educazione
motoria in ogni plesso di scuola elementare.
Ruggero Pozzer
