
Assemblea
programmatica
dei Verdi del Trentino
13 ottobre 2007
Intervento
di
V I T T O R I O C A V A L L A R O
MA UN OBBLIGO COMUNITARIO
L’Agenda
di Goteborg e l’obiettivo del 2010
Nel 2001 gli Stati dell’UE hanno firmato a Goteborg, in Svezia, un
accordo per “arrestare la perdita di biodiversità
nell’Unione Eueopea”. Tale accordo è stato ripreso
con forza dalla Commissione Europea che nel 2004 lo ha rilanciato tramite
il documento “Message from
Malahide”, al quale anche
Lo scorso anno l’Italia ha aderito all’iniziativa Countdown 2010 che ha
lo scopo di monitorare i progressi verso l’obiettivo dell’Unione Europea
di fermare il declino della biodiversità entro
il 2010.
Purtroppo, a soli tre anni dalla scadenza del 2010, su scala europea non
si registra un rallentamento del tasso di perdita della biodiversità.
Nell’ambito dell’Unione Europea, i principali strumenti per affrontare la sfida del 2010 sono
Cambiamenti
climatici e biodiversità
Anche in
questo caso Rete Natura 2000, che mira a preservare gli habitat e le specie
in uno stato di conservazione favorevole, si rivela in questo contesto
una misura determinante.
La realizzazione
della Rete Natura 2000 dovrà essere integrata da azioni esterne che ne migliorino
la connettività e la coerenza, anche mediante il ripristino e
la creazione di habitat che possano agevolare gli spostamenti e la diffusione
delle specie man mano che muta il loro “spazio climatico”. Inoltre, per
aiutare la natura a adattarsi ai mutamenti climatici, dovremo ridurre i
“tradizionali” fattori che esercitano pressioni sulla biodiversità,
come l’uso intensivo delle terre, la frammentazione degli habitat, un eccessivo
sfruttamento delle risorse, la diffusione di specie invasive non autoctone
e l’inquinamento. Senza un intervento di questo tipo, l’Europa perderà progressivamente
la sua diversità biologica, prevarranno soltanto le specie più comuni e
le specie acquatiche e non sarà più possibile sostenere il flusso
dei servizi ecosistemici essenziali.
Due
fattori chiave per l’obiettivo del 2010:
La nuova prospettiva
finanziaria dell’UE (2007-2013) presenta un’opportunità di enorme
rilevanza per una programmazione pluriennale che armonizzi le esigenze della
conservazione della natura con quelle delle altre politiche settoriali.
L’ Unione Europea ha individuato nella Rete Natura 2000 lo strumento principale
per la conservazione della biodiversità e la necessità
che le diverse politiche settoriali si integrino
in modo armonioso. Come indicato dall’Unione Europea è necessario che, a
fianco del nascente programma LIFE + per l’ambiente, vengano
utilizzati i Piani di Sviluppo Rurale per realizzare le sinergie necessarie
alla tutela della biodiversità e in particolare
al finanziamento della Rete Natura 2000. Purtroppo in passato, fondi appartenenti
a diversi strumenti di finanziamento sono stati utilizzati in modo non compatibile.
Il
ruolo della Provincia Autonoma di Trento
La Provincia Autonoma di Trento ospita sul proprio territorio numerosi
siti della Rete Natura 2000 (Siti di Interesse
Comunitario, SIC e Zone di Protezione Speciale, ZPS)
ed ha una forte responsabilità per ciò che concerne la conservazione delle
specie e degli habitat alpini.
Una volta completata
la fase di designazione della propria porzione della rete
Al fine di agevolare
il cammino presente e futuro verso la conservazione della biodiversità
è di fondamentale importanza che
Vittorio
Cavallaro