
Cambiamenti
climatici: per un nuovo realismo nella politica ecologica.
L’allarmismo
esagerato sulle problematiche ambientali è l’accusa che accompagna il movimento
ecologista, dall’inizio della sua esistenza.
Sia che si parlasse
del buco dell’ozono, che avrebbe fatto aumentare le temperature del pianeta;
che si parlasse delle piogge acide che avrebbero fatto morire le foreste,
la risposta era la stessa, tutto ciò era il prezzo del benessere, seguito
dalla considerazione che abbandonare la via abituale sarebbe costato in
termini di perdita di posti di lavoro ed economici.
Sta di fatto che
questi allarmi qualcosa hanno prodotto, nelle condizioni dell’agire politico:
oggi il DDT è vietato come altri prodotti chimici, sono stati costruiti
molti depuratori per risanare le nostre acque, ecc…
Ciò non sarebbe
stato possibile senza un forte movimento ambientalista, e i verdi.
Il riscaldamento
globale in atto e nell’Europa, alpi comprese, è più marcato che in altre
zone del pianeta, a causa delle emissioni di gas serra, ovvero di anidride
carbonica, metano, ozono, generate dal complesso delle attività umane: industria,
agricoltura, riscaldamento, trasporti e così via.
Nell’arco alpino
assisteremo in futuro a fenomeni come: ulteriore riduzione dei ghiacciai,
assieme ad una crescita della piovosità “estrema” e nella stagione invernale,
aumento delle concentrazioni di ozono. Ci sarà inoltre un progressivo adattamento
degli ecosistemi montani alla nuova situazione, con effetti di diversa natura,
che possono modificare tra l’altro la flora e la fauna delle nostre vallate.
A livello locale
il calo della massa dei ghiacciai è un dato osservabile. La temperatura
del globo nell’ultimo secolo è salita. Le due ultime decadi sono state le
più calde degli ultimi 2000 anni.
Lo scenario da
qui al 2030 sembra essere il seguente: crescita della popolazione mondiale
ad 8 miliardi di persone, crescita del 60% della domanda di energia, per
due terzi concentrata nei paesi in via di sviluppo.
La domanda che
ci si pone, a che cosa servono i verdi; se oggi tutti i partiti politici
sostengono obiettivi ecologici?
Anche i verdi
devono coprire l’insieme delle tematiche politiche, integrandole però con
i principi ecologici, tematiche come energia, mobilità, agricoltura, ricerca,
politica finanziaria, il bilancio ambientale.
1. consumare meno,
e preferire il prodotto locale, più si allunga la distanza fra agricoltore
e consumatore, meno facile è sapere da dove viene un determinato alimento,
chi lo ha prodotto e con quali sostanze chimiche è stato trattato.
2. comprare beni
durevoli, che durino più a lungo e siano riutilizzabili
3. anche se a
volte ciò può sembrare la lotta del singolo che nulla può contro i giganti
dell’economia.
L’insieme
è costituito da singoli e se i singoli diventano tanti possono formare un’insieme
grande abbastanza per poter in qualche modo incidere.
E’ irrealistico
volere contenere i cambiamenti climatici entro confini rappresentabili,
senza una drastica riduzione del consumo di energia fossile nei paesi industrializzati.
In molti ambiti
della nostra società domina l’idea che ecologia è un tema del benessere,
che ci si può permettere solo quando la situazione economica lo consente.
Il rendimento
gratuito che ci viene donato dalla natura, un clima stabile, terreni produttivi,
acqua potabile, aria pulita e molteplicità biologiche rappresentano il fondamento
su cui si basa la nostra civilizzazione e la nostra cultura, se si erodono
questi fondamenti, dovremmo tener conto delle conseguenze che questo può
produrre;- il collasso del sistema -.
Questo
è il contesto che lascia presagire l’incombente cambiamento del clima;
-
gli errori della civilizzazione moderna, eccessivo uso del carbone,
petrolio, gas, case, auto, dighe e fabbriche, l’industrializzazione con
la sua altissima richiesta di energia
Questi errori
che sono iniziati nei paesi industrializzati, sono copiati dai Paesi in
via di sviluppo, come Cina, India, Brasile, con conseguenze non immaginabili
per la nostra terra.
Fare in modo che
la politica della protezione del clima sviluppi cambiamenti ecologici strutturali
e che questi siano misurabili; presentiamo a questo scopo un insieme di
obiettivi chiari.
- Energie
rinnovabili ed efficienza energetica, sviluppandone la ricerca ed investendo
economicamente in questo campo, in modo che diventino redditizie.
- Costruire case
migliori, che usino meno energia per riscaldarsi, recupero del già costruito
e diminuire i nuovi insediamenti.
- Aumentare le
superfici delle zone naturali protette,
- produrre meno
rumore possibile.
Al loro
interno i verdi hanno bisogno di una discussione sul futuro della politica
ecologica, non solo declamare ma discutere sulle tematiche in questione.
Una domanda rimane
aperta, a cui non so dare una risposta.
Il permanente
sviluppo economico, la globalizzazione e la protezione del clima sono tematiche
che possono convivere?
Assemblea congressuale dei Verdi del Trentino 14 aprile 2007
Intervento
di
M A D D A L E N A B O N A T