
RIFORMA
ISTITUZIONALE E COMUNITA’ DI VALLE
Questo comporta
un importante trasferimento di funzioni, ora esercitate dalla Provincia
e dai Comprensori, ai Comuni ed alle loro forme associate, attraverso una
serie di passaggi quali l’istituzione delle Comunità, l’individuazione dei
relativi territori, la riorganizzazione dei servizi pubblici, la nuova disciplina
della finanza locale, la riorganizzazione della Provincia e dei suoi
enti, il coinvolgimento degli enti locali attraverso il Consiglio delle
Autonomie Locali.
Con
questo assetto le nuove Comunità assumono funzioni
di governo ovvero di:
- programmazione,
pianificazione e indirizzo, comprese le politiche di entrata
e di spesa
-
definizione di livelli qualitativi e quantitativi minimi delle prestazioni
di garantirsi sul territorio
- regolamentazione
e organizzazione
come nell’organizzazione ed erogazione di attività e di servizi
pubblici.
Altri
compiti relativi a materie riservate alla Provincia
potranno essere trasferiti, con legge provinciale, ai Comuni con obbligo
di esercizio associato e quindi esercitate dalla Comunità.
In questi mesi
si è provveduto all’individuazione dei territori delle Comunità secondo
la prevista procedura legislativa.
I territori sono
16: Valle di Fiemme, Primiero, Bassa Valsugana,
Alta Valsugana, Cembra, Val di Non, Val di Sole,
Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Vallagarina,
Ladino di Fassa, Altopiano di Folgaria Lavarone Luserna, Rotaliana, Paganella, Val dell’Adige, Valle dei Laghi.
I Comuni appartenenti
a ciascun territorio costituiranno la propria comunità approvandone lo statuto.
Lo statuto indicherà
le norme fondamentali di organizzazione (organi, deliberazioni, coinvolgimento dei
Comuni, modalità di affidamento di funzioni da parte dei Comuni, l’organizzazione
dei servizi pubblici, la partecipazione popolare).
Per ciascuna Comunità
è prevista una assemblea composta dai Sindaci e
da un numero di componenti a seconda del numero dei Comuni costituenti
Il diritto di
voto spetta solo ai consiglieri comunali e dove ci sono anche ai consiglieri
circoscrizionali; sono eleggibili solo consiglieri comunali e circoscrizionali
nonché assessori.
L’elezione avviene
sulla base di liste aventi come riferimento il
territorio della Comunità con modalità da stabilire in un regolamento.
Il Presidente
è eletto dall’Assemblea, così come l’organo esecutivo.
Tra
le funzioni trasferite alla comunità vi sono:
- assistenza scolastica
ed edilizia scolastica del primo ciclo di istruzione
- assistenza e
beneficenza pubblica compresi i servizi socio-assistenziali
nonché il volontariato sociale
- edilizia abitativa
pubblica
- urbanistica
escluse le funzioni di pianificazione urbanistica a livello provinciale
- espropriazioni
- programmazione
economica locale
- azioni ed attività
di interesse locale nell’ambito di diverse politiche
provinciali,
quali agricoltura, foreste, sviluppo della montagna
- infrastrutture
di interesse locale a carattere sovracomunale
- interventi sovracomunali
di prevenzione dei rischi
- servizi pubblici
di interesse locale non già di competenza dei comuni.
Il merito della
legge è di tentare di affrontare organicamente
la ridistribuzione delle competenze tra Provincia,
Comuni e Comunità di Valle. Sicuramente appaiono diverse carenze
e criticità; pensiamo solo al fatto di non prevedere l’elezione diretta
dell’Assemblea che poteva avvenire in concomitanza con le elezioni comunali
risparmiando tempo e denaro ma allo stesso tempo riempiendo il nuovo ente
con la partecipazione popolare diretta che è sempre un valore aggiunto.
Tutti i compiti
di elezioni sono affidati ai consiglieri comunali
che votano e si fanno votare, tra l’altro impedendo di fatto di eleggere
persone esterne così come avviene attualmente nei comprensori, riducendo
di fatto la possibilità di ampliamento di incarichi politici ad un numero
maggiore di cittadini.
Particolare importante
proprio perché si vanno a decidere nell’Assemblea di valle significative
attività che giustificherebbero l’avvallo della popolazione; le legge però
è questa e su questa noi dobbiamo lavorare ed impegnarci, per poi proporre
nel tempo la necessità di modifiche alla stessa sulla base delle esigenze
riscontrate e delle problematicità.
Il tentativo di
innovazione è forte nella legge, ma allo stesso tempo finora si riscontra
la mancanza di entusiasmo di fronte a questo riassetto istituzionale.
Credo valga la
pena di investire idee e proposte su questa riforma, pensiamo per esempio
alla possibilità di collocare importanti modifiche urbanistiche su un territorio
più ampio come quello di una comunità superando in certi casi strette logiche
campanilistiche e di potere comunale che spesso mal si conciliano
con la tutela dell’ambiente; dall’altro lato anche il problema opposto:
la sensibilità di una amministrazione comunale su un tema specifico che
poi non trova altrettanti consensi in una comunità.
Assemblea congressuale dei Verdi del Trentino 14 aprile 2007
Intervento
di
G I U S E P P E F A C C H I N I