
ASSEMBLEA PROVINCIALE
DEI VERDI DEL TRENTINO
AMBIENTE,
SVILUPPO SOSTENIBILE
DIRITTI UMANI
La politica dei Verdi e dell'Ulivo in Trentino, in Italia e nel nuovo contesto
internazionale
Sabato 20 ottobre 2001, ore 15-19.30 - TRENTO - Centro
S. Chiara aula 2
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Trento, 20 ottobne 2001
RELAZIONE ALLA ASSEMBLEA PROVINCIALE DEI
VERDI
di
IVA BERASI – assessore provinciale all’ambiente, sport e pari
opportunità
Care amiche, cari amici,
questa
nostra assemblea annuale – abituale momento di riflessione accanto ai diversi
altri incontri che noi abitualmente promuoviamo – si incrocia con avvenimenti
drammatici per noi tutti come la gravissima crisi internazionale che coinvolge
in prima persona anche il nostro Paese e con altri assai preoccupanti, sia
pure di altra natura, sul piano istituzionale provinciale e regionale – una
crisi a livello provinciale non ancora conclusa ed una crisi a livello regionale
che si è aperta mercoledì scorso, paradossalmente proprio nel
momento in cui il Consiglio era convocato per ratificare con nomine e dimissioni
un accordo rinnovato da parte del centro-sinistra con SVP ed Unione autonomista
popolare (Genziane, Autonomia integrale, Popolari per l’Europa e Patt).
Un’assemblea
che per noi è anche un’occasione di riflessione e bilancio del nostro
lavoro sul piano provinciale in questa prima parte della legislatura e punto
di partenza per il rilancio del nostro impegno per la seconda parte della
legislatura e prepararci alla sfida del 2003, prima verifica concreta del
nuovo assetto autonomista, votato dal Parlamento nel febbraio scorso e che
entrerà progressivamente a regime entro il 2003, quando si voterà
e si eleggerà per la prima volta dal ’48 direttamente il Presidente
della provincia, leader di una coalizione con un programma comune presentato
agli elettori prima del voto e con la prospettiva di un quinquennio per realizzarlo.
Un’assemblea
che è necessariamente momento di confronto sul futuro dei verdi sul
piano nazionale a conclusione di un tormentato e lungo processo costituente
iniziato all’indomani delle elezioni europee del 1999. Momento di rilancio,
non di liquidazione dei verdi. Non a caso abbiamo dato a questa assemblea
un titolo che richiama le motivazioni di fondo del nostro impegno politico
quotidiano (almeno le principali) e cioè l’ambiente, lo sviluppo sostenibile
e i diritti umani, in Trentino, in Italia e nel nuovo contesto internazionale,
nella consapevolezza di quell’ "agire localmente, pensare globalmente"
che ormai da vent’anni, da quando siamo nati – questo era lo slogan rilanciato
da Alex Langer in uno dei primissimi convegni di discussione sul movimento
verde, allora allo stato nascente, che abbiamo organizzato a Trento all’inizio
degli anni ‘80 – caratterizza la nostra azione politica.
Non
vorrei affrontare la questione della crisi internazionale di cui parlerà
credo Marco Boato che ha avuto modo, nelle scorse settimane di visitare il
WTC di NY, il luogo distrutto dai due aerei kamikaze l’11 settembre e che
a livello parlamentare ha seguito e segue da vicino l’evolversi della crisi
internazionale.
E’
tuttavia indiscutibile che ciò che è accaduto l’11 settembre
a NY e la conseguente risposta militare iniziata il 7 ottobre in Afganistan
incide fortemente sulla nostra vita quotidiana. All’attacco dell’11 settembre
a NY e Washington ha fatto seguito la disseminazione, qua e là, delle
spore di antrace. Da ultimo pare anche in Europa, cioè fuori dal teatro
originario del primo attacco, secondo una strategia del terrore ben definita:
far crescere ovunque nel mondo occidentale – Stati Uniti ed Europa – la paura
e l’angoscia per una minaccia invisibile. Per molti mesi dovremo imparare
a convivere con questo allarme, sapendo bene come sia fin troppo facile far
passare in secondo piano questioni come i diritti e le libertà individuali,
il diritto all’informazione, i diritti di convivenza, gli stessi diritti ambientali
quando in gioco è la sicurezza nazionale. Nel nostro ordinamento penale
abbiamo ancora norme che sono state introdotte quando in Italia il terrorismo
era nella sua fase di massima espansione: oggi il terrorismo che abbiamo sperimentato
fra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 è stato sconfitto,
ma talune limitazioni alle libertà personali sono ancora presenti nei
nostri codici. Ci sono ovviamente molti fattori da tener presente quando si
parla di sicurezza e molti provvedimenti, ovviamente, sono scontatamente ovvi.
Nessuno si lamenta se aumentano le misure di sicurezza negli aeroporti. Ma
sono dietro all’angolo trasformazioni – che possono sembrare per ora marginali
– ma che avranno a mio avviso in futuro un forte impatto proprio in un settore
cruciale per lo sviluppo della nostra democrazia. Mi riferisco, ad esempio,
alla possibilità di controllo di tutte le comunicazioni elettroniche
che avvengono attraverso Internet. La posta elettronica potrà essere
controllata dai servizi di sicurezza dei vari stati senza tanti complimenti.
Internet
sta già per essere vanificato dalla legalizzazione dei controlli sulla
rete e su ciò che vi circola, essenzialmente informazione. La libertà
di informazione, uno dei cardini su cui è fondata la nostra democrazia,
sta per essere in qualche modo messa in discussione, limitata, controllata.
E’
una questione che va di pari passo con un’altra altrettanto importante. Per
ora se volete è sono un discorso accademico, ma non tanto se dobbiamo
abituarci a vedere l’esercito che presidia i punti nevralgici del nostro sistema
(aeroporti, centrali, centri di telecomunicazioni, ecc.), strutture civili,
non militari.
Ho
buttato lì questo argomento – che forse non è nemmeno oggi fra
i più importanti fra tutte le drammatiche cose che scorrono sotto i
nostri occhi – perché penso che noi dovremo fare il massimo di attenzione
e, compatibilmente di informazione e sensibilizzazione, per evitare che questo
conflitto oltre a costringerci a cambiare alcune abitudini di vita finisca
per farci accettare compressioni e limitazioni ai quei valori di libertà
e democrazia di cui a volte – da occidentali -andiamo giustamente fieri (ed
altre volte, come ha fatto Berlusconi nei giorni scorsi, sbandieriamo a vanvera).
Vorrei
parlare ora brevemente delle questioni politiche locali.
Siamo
in dirittura finale per risolvere una crisi politica nella coalizione provinciale,
aperta dopo il voto sull’assestamento di bilancio, a fine luglio, e dobbiamo
affrontare quella regionale aperta mentre tutti eravamo convinti di trovarci,
al meno per quanto riguarda la Regione, di fronte ad un passaggio abbastanza
tranquillo.
Oggi
non sappiamo ancora come si concluderà la crisi in Provincia, anche
se per la prossima settimana è convocato il Consiglio provinciale.
Trovo
personalmente paradossale quanto sta accadendo all’Ulivo trentino ed alla
coalizione di centro-sinistra. Mentre sul piano dei consensi constatiamo una
rinnovata fiducia nella coalizione da parte degli elettori – è stato
il caso del difficile passaggio elettorale delle politiche, quando abbiamo
vinto con un consenso che andava ben oltre qualsiasi previsione, ma anche
il risultato del referendum sulla riforma federale della Costituzione ha fatto
segnare un risultato positivo ben oltre alle pur soddisfacenti percentuali
nazionali – sul piano dei comportamenti politici di singole forze politiche
ed in certi casi di singoli rappresentanti politici registriamo livelli di
irresponsabilità allarmanti.
Si
è giocato su una presunta contrapposizione ideale e programmatica fra
il "centro" e la "sinistra" della nostra coalizione. Leggiamo
tutti sui giornale le esternazioni di qualche collega di area autonomista
che un giorno propone di scaricare i Verdi, il giorno successivo i Ds, poi
evoca ribaltoni e via elencando.
Noi
abbiamo ispirato il nostro comportamento a senso di responsabilità
e lealtà nei confronti di tutta la coalizione, in ogni occasione, ma
forse sarebbe tempo di ribadire che l’attuale coalizione che governa la provincia
non è composta da autonomisti, margherita e sinistre singolarmente
presi, ma dall’Ulivo – una coalizione che si è presentata con un candidato
leader ed un programma comune alle elezioni del 1989 e che ha ottenuto 16
consiglieri eletti – che, dopo le elezioni ha stretto una alleanza con tre
singoli consiglieri che solo in epoca successiva hanno dato vita alla formazione
politica delle Genziane. Tale alleanza è stata consolidata in occasione
delle elezioni politiche sia sul piano provinciale (con la candidatura di
Renzo Anderle in rappresentanza dell’area autonomista nel collegio indicato
da quell’area) sia su quello regionale con l’accordo con la SVP che ha consentito
di strappare al centro-destra la rappresentanza parlamentare della città
di Bolzano, sia alla Camera che al Senato. Ma l’Ulivo è e rimane una
coalizione politica con un preciso riferimento politico e programmatico a
forze politiche nazionali, sia pure con le specificità di ciascuno
di noi sul piano locale. Noi consideriamo positivo il fatto che l’area autonomista
abbia cercato una ricomposizione nell’UAP, abbiamo letto e ci siamo confrontati
positivamente con le loro proposte politiche e programmatiche ed abbiamo stretto
un accordo in base al quale noi auspichiamo possa concludersi l’ultima fase
della legislatura.
Ma
una lettura della coalizione in chiave, definiamola così, "tripolare"
è un grave errore ed una mistificazione della realtà. Esiste
l’Ulivo alleato, per ora, con una parte dell’area autonomista. Questa è
l’unica chiave per leggere correttamente questa alleanza, diversamente si
legittimerebbe il gioco al massacro del centro-destra, incapace come si è
visto in tutti questi anni di presentarsi come coalizione di governo alternativa
all’attuale, il quale ha tutto l’interesse a mascherare la propria incapacità
di governo prospettando soluzioni che sono fuori dal tempo e dalla politica.
E
in questo contesto è evidente che chi non ama il bipolarismo ci sguazza
ipotizzando soluzioni stravaganti quanto impraticabili. Noi rispettiamo la
decisione dell’UAP di interpretare questo accordo a scadenza 2003, mentre
noi – e nel noi comprendo tutto l’Ulivo – avremmo preferito poter utilizzare
questa fase di fine legislatura per corroborare una alleanza che ci proietti
vincenti anche nella prossima legislatura.
D’altro
canto credo nessuno autorizzi singoli esponenti dell’UAP a ragionare cose
se l’Ulivo non esistesse e non rappresentasse in ogni caso la parte maggioritaria
della coalizione di Governo.
Non
credo sia superfluo ricordare che è stato proprio Lorenzo Dellai, a
suggello del patto politico-programmatico del 1998, a vergare di suo pungo
quella frase conclusiva del nostro programma politico-amministrativo per la
legislatura:"tutti insieme al governo o all’opposizione" e che tutti
noi abbiamo sottoscritto. E lo voglio ricordare per due ragioni: la prima
perché credo che Dellai abbia avuto e continui ad avere ben presente
questo impegno che egli ha imposto in primo luogo a se stesso oltre che a
tutti noi e che ha lealmente onorato; la seconda perché questo impegno
non lo dimentichi nessuno dei contraenti di quel patto se non vorrà
perdere per il presente e per il futuro la propria credibilità politica
e personale.
Per
questo, almeno per quanto ci riguarda, parlare di giunta istituzionale non
ha alcun senso. Essa rappresenterebbe non solo la certificazione del fallimento
dell’Ulivo, ma anche la sua pratica liquidazione. Dopo aver lavorato tanti
anni per portare a casa una riforma dello Statuto che ci consentisse di fare
una legge elettorale bipolare che, garantendo la rappresentanza di tutte le
componenti politiche ed ideali dell’arco costituzionale, assicurasse al tempo
stesso agli elettori il diritto di scegliere il leader, il programma e la
coalizione di governo ed agli eletti i numeri per fare ciò che si sono
impegnati a fare davanti agli elettori, significherebbe consegnare di nuovo
il Trentino nelle mani di chi per dieci lunghi anni ha osteggiato qualsiasi
ipotesi di riforma, con i risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti.
La
cornice normativa entro cui nel 2003 si affronterà il confronto con
il centro-destra è piuttosto ben definita: elezione diretta del Presidente
della Provincia, coalizione e programma definiti prima delle elezioni. Realismo
e serietà vogliono che si lavori da qui al 2003 ciascuno avendo ben
presente che non v’è spazio per imboscate e ribaltoni. Ciascuno – a
partire da Dellai e fino all’ultimo consigliere – sapendo che ci vuole corresponsabilità
e reciproca lealtà.
E’ del
tutto normale che in una assemblea annuale degli iscritti e simpatizzanti
si tenti di fare anche un po’ di bilancio delle cose fatte. Questo ovviamente
vale in primo luogo per me che ricopro l’incarico con maggior responsabilità
sul piano amministrativo, ma immagino che anche gli altri amici che ricoprono
cariche amministrative abbiano questa esigenza.
Fin
dall’inizio di questa esperienza del tutto nuova per me ci siamo posti il
problema di come interpretare il nostro ruolo e soprattutto come tradurre
sul piano amministrativo le molte idee e sollecitazioni che abbiamo avuto
in questi anni.
Nella
seconda metà degli anni ’80, in particolare in seguito alla tragedia
di Stava, l’ambientalismo ha vissuto una stagione in cui sul piano sociale
(e conseguentemente anche su quello politico) ha potuto raccogliere un ampio
consenso, in modo trasversale. I Verdi nelle elezioni fra l’87 ed il ’92 hanno
raccolto in assoluto il massimo dei consensi elettorali e altre forze politiche
– in Trentino in particolare le forze della sinistra storica – hanno cambiato
radicalmente il proprio punto di vista sulla questione ambientale.
Sotto
la spinta dell’emergenza (e della tragedia) di Stava si sono scritte nuove
regole e sono state stanziate molte risorse. Sapevamo molto bene cosa vietare,
un po’ meno come cambiare e indirizzare lo sviluppo in modo ecologicamente
sostenibile.
L’inconveniente
di tutte le buone regole che si scrivono sotto la spinta di qualche emergenza
è che, passata l’emergenza, incomincia la loro progressiva demolizione
o il loro sostanziale svuotamento. E conseguentemente anche le risorse si
riducono.
E’
quello che sostanzialmente è accaduto dal ’93 al ’98, lasciando oltretutto
a questa Giunta una eredità di cose incompiute o fatte male che hanno
provocato non pochi problemi. Pensate alla questione impianti di risalita,
alla stessa vicenda della Diga di Valda o alla stessa questione Valdastico.
Ora
quello che abbiamo cercato di fare in questa legislatura, fra mille difficoltà
e fra mille contraddizioni è quello di tentare un salto di qualità,
fare uno sforzo per trasferire nel modo di pensare, di programmare, di operare
dell’Amministrazione pubblica e dell’imprenditoria privata un diverso modo
di concepire lo sviluppo e quindi il rapporto fra economia ed ambiente: in
sintesi definire regole e procedure ispirate alla filosofia dello "sviluppo
sostenibile". L’adozione del documento di indirizzo sullo sviluppo sostenibile
è stato a mio avviso un passo avanti significativo. Per carità,
non ha risolto ancora molti problemi perché trattandosi di un atto
di indirizzo amministrativo avrà bisogno ora di essere progressivamente
calato nelle procedure operative dell’Amministrazione, ma dovrà anche
essere in qualche misura assimilato sul piano culturale un po’ da tutti.
Può
anche darsi che tutto ciò, nell’immediato non paghi molto sul piano
del consenso: penso che negli anni ’60 quando si è incominciato a introdurre
il metodo della pianificazione nella gestione del territorio sia successo
più o meno la stessa cosa. Ma oggi nessuno si sognerebbe di mettere
in discussione che lo sviluppo edilizio di qualsiasi città o paese
possa fare a meno di un piano regolatore.
Siamo
stati attaccati per la semplificazione delle norme sulla VIA, un intervento
dovuto sulla base di direttive europee ahimé per noi vincolanti; tuttavia
nessuno ha notato che in base alle precedenti rigorose norme di VIA è
stata autorizzata una struttura come l’aeroporto di Matterello, ritenuta ambientalmente
compatibile dal punto di vista dei parametri di inquinamento da rumore, da
luminosità, da inquinamento dell’aria o da inquinamento elettromagnetico,
ma insostenibile sotto il profilo della redditività economica e della
integrazione con strutte analoghe esistenti. Ecco cosa intendo dire quando
parlo della necessità di lavorare più in profondità sul
coordinamento e sull’aggiornamento delle norme e degli strumenti di intervento
finanziari dell’Ente pubblico. Sono altrettanto convinta che con una rigorosa
applicazione della normativa europea che riduce drasticamente gli aiuti pubblici
all’economia privata, non sarebbero state necessarie tante battaglie "ambientaliste"
contro certi impianti di risalita. Interventi economici che "drogano"
l’economia di certe zone, e così facendo non stimolano l’inventiva
e la ricerca di soluzioni adeguate, quelle che noi definiamo "socialmente
ed ecologicamente sostenibili". E’ una riflessione che va fatta anche
in rapporto ai cosiddetti "Patti territoriali", in sé strumento
positivo ed apprezzabile, ma che possono costituire l’ultimo assalto alla
diligenza ambientale se operano secondo la vecchia logica di reintrodurre
dalla finestra ciò che è stato buttato fuori dalla porta. Penso
in questo momento alla vicenda del Patto del Tesino… Ecco dunque alcuni esempi
dai quali si capisce come attraverso l’uso della "sostenibilità
economica" si possa difendere l’ambiente efficacemente e con argomenti
di sicuro maggior appeal sull’opinione pubblica: nessun contribuente
credo sia oggi disponibile a veder sperperato il denaro pubblico in investimenti
che non renderanno nulla e rappresenteranno un deficit vita natural durante.
Ora vorrei brevemente parlare nel dettaglio di alcune cose fatte.
Adozione
con delibera di Giunta
- Atto
di indirizzo sullo sviluppo sostenibile
(sito –www.provincia.tn.it- poi cliccare su Giunta Provinciale e Atti
di Indirizzo)
- Acquisizione
del progetto per lo Sviluppo Sostenibile del Trentino.
Sviluppo
Sostenibile
- Progetti pilota di applicazione del Piano di Sviluppo Sostenibile:
- Accordo volontario ambientale per la promozione e diffusione di sistemi
di gestione ambientale, l’utilizzi di prodotti ecocompatibili e l’applicazione
di una Agenda 21 locale per la Valle di Fiemme e la sperimentazione delle
buone pratiche di ecogestione;
- Accordo ambientale con la Federazione Trentina delle cooperative
nell’ambito generale dello sviluppo sostenibile;
- Proposte di criteri per supportare finanziariamente le amministrazioni
comunali per l’attivazione di sistemi di gestione ambientale e la promozione
di Agende 21 locali;
- Manuale di buone pratiche per lo sviluppo sostenibile dello Spazio
Alpino;
- Progetto per la costituzione di una Consulta permanente per la cultura
dell’ambiente;
- Corsi di formazione per le amministrazioni comunali sui sistemi di
gestione ambientale;
- Stesura linee guida per le piccole medie imprese dell’industria trentina,
per l’analisi ambientale verso la certificazione ISO 14001 e EMAS;
- Linee guida per l’applicazione di Agende 21 locali nei comuni trentini;
- Promozione presso tutti i Comuni della Provincia dell’adesione all’Alleanza
per il clima;
- Progetti alla sostenibilità nelle scuole di Tesero e Mezzolombardo:
Scuola sostenibile: energia, clima, ecosistema;
- Rete provinciale di Laboratori territoriali per l’educazione ambientale
allo sviluppo sostenibile;
ed inoltre:
- Riorganizzazione sistema provinciale di educazione ambientale;
- Guida per l’educazione ambientale (catalogo delle proposte educative
integrato con tutta l’offerta provinciale);
- Pubblicazione specifica per tutti gli alunni della scuola elementare
Lo sviluppo dev’esser sostenibile;
- Convegno annuale della CIPRA (Commissione internazionale per la protezione
delle Alpi) e pubblicazione atti;
- Iniziative e promozione della Convenzione delle Alpi (principi e
protocolli).
Rifiuti
- Aggiornamento del Piano provinciale rifiuti (improntato al
raggiungimento del 35% di raccolta differenziata entro il 2003 anche con piano
CRM (Centri di Raccolta Materiali);
- Accordo volontario ambientale, con il mondo della cooperazione agricola,
per l’organizzazione della raccolta differenziata degli imballaggi
primari costituiti da contenitori vuoti di prodotti fitosanitari utilizzati
nelle attività agricole.
Campi
elettromagnetici
- Regolamento campi elettromagnetici e successiva modifica
che da competenza ai Comuni nel fissare criteri di localizzazione
delle antenne della radiocomunicazione;
- Pubblicazione Silenzio...siamo in onda;
- Convegno
"Inquinamento da campi elettromagnetici".
Progetto
Laghi
- Ricerca sul comportamento idrodinamico, idrologico e biologico
dei principali laghi della provincia di Trento;
- Studio e applicazione a tre laghi provinciali (Laghi di Canzolino,
Costa e Caldonazzo).
Valutazione
Impatto Ambientale/VIA e Valutazione Ambientale Strategica/VAS
- Adeguamento normativa provinciale VIA alla normativa
europea;
- Introduzione della VAS nell’atto di indirizzo sullo sviluppo
sostenibile
- Convegno nazionale sulla VIA (ottobre 2001);
- Studio specifico per l’applicazione ai piani dei programmi provinciali;
Inquinamento
luminoso
- Proposta di disegno di legge all’interno del testo unico
delle leggi ambientali;
- Pubblicazione sull’inquinamento luminoso, con soluzioni tecniche
e proposte inviato a tulle le amministrazioni comunali.
Biotopi
- Lago di Loppio e finanziamento 15 miliardi per l’impermeabilizzazione
della galleria Adige-Garda;
- Nuovi biotopi (Fontanazzo e Inghiaie lungo l’asta del Brenta; Palù
di Borghetto, Taio e Adige lungo l’asta fluviale; La Rocchetta
lungo l’asta del Noce e Lago d’Idro lungo l’asta del Chiese.
- Finanziamenti europei (progetto Nemos) per la riqualificazione
naturalistica di alcuni biotopi;
- Sottopassi per anfibi presso il Lago d’Ampola, a Vattaro, al Lago
di Loppio e alla torbiera di Fiavè.
Parchi
- Logo per tutte le Aree protette del trentino e proposte unitarie;
- Progetto TOVEL (tutela e valorizzazione Val di Tovel) con finanziamento
europeo;
- Parco Adamello Brenta e progetto Life Ursus;
- Progetto riorganizzazione parchi (ricerca, formazione e marketing)
in collaborazione con Camera di Commercio e Università);
- Progetto di fitodepurazione nel Parco dello Stelvio.
Servizio
Acque
- Nuovo piano utilizzazione Acque;
- Pubblicazione opuscolo scuola di Mezzolombardo Quelli che l’acqua
la amano;
- Adesione all’associazione internazionale Civiltà dell’Acqua;
- Linee guida per impianti di fitodepurazione con previsione di contributi
sul Dipartimento Ambiente;
Centro
Ecologia Alpina
- Progetto di ricerca-azione sulla sostenibilità nelle
Alpi;
- Proposta sede e iniziative per la Convenzione delle Alpi;
- Proposta quale sede per scuola FISI-UNCEM "Sport e Turismo".
Servizio
Ripristino e Valorizzazione Ambientale
- Piste ciclabili e piazzole di sosta Bici Gril;
- Criteri di riferimento per spazi gioco per bambini, parchi
per le case di riposo per anziani e qualificazione luoghi riferiti all’acqua;
- Interventi di ripristino con recupero e valorizzazione ambientale
(centri storici, fontane, capitelli, malghe, parchi urbani ecc…);
- Progettazione e realizzazione circuiti d’allenamento ciclabili
per bambini (Dro, Cles, Terlago, Borgo Valsugana e Caderzone).
Pari
Opportunità
- VISPO (Valutazione Impatto Strategico Pari Opportunità)
- Istituzione sede per le Pari Opportunità;
- Capitolo specifico per fondo per le Pari Opportunità.
Sport
- Disegno di Legge sullo Sport Interventi per lo sviluppo
dello sport in Trentino;
- Base Jumping e autoregolamento;
- Ridefinizione criteri di distribuzione delle risorse finanziarie,
basati sui principi dell’equità;
- Regolamento in itinere per gli sport fluviali.
Animali
- Progetto in corso per l’anagrafe canina;
- Emendamento al disegno di legge all’ordine del giorno del Consiglio
Provinciale per la previsione dei cimiteri per animali.
Disegni
di Legge
1. Istituzione di un marchio di qualità dei prodotti
agro-alimentari del Trentino geneticamente non modificati;
2. proposta di modifica LP 25 luglio 1973 n.17 Protezione della flora
alpina;
3. inquinamento luminoso;
4. interventi per lo sviluppo dello Sport in Trentino;
5. norme per la tutela degli anfibi e dei rettili;
6. Testo unico leggi ambientali;
7. Alberi monumentali.
Pubblicazioni
* Atti del convegno di novembre 1999 sui Campi Elettromagnetici;
* Silenzio…siamo in onda con Regolamento sui campi elettromagnetici;
* Atti del convegno di ottobre 2000 della CIPRA su Turismo nelle Alpi;
* Guida alle attività di Educazione Ambientale nelle scuole;
* Linee guida per le PMI trentine sulla Certificazione Ambientale;
* Inquinamento luminoso;
* Lo sviluppo dev’esser sostenibile (opuscolo per gli alunni e studenti delle
scuole);

