
Trento,
15 gennaio 2008
“UNA RAPPRESENTANTE FEMMINILE NEL TAVOLO
VERDE”
LE DONNE DELL’AGRICOLTURA VOGLIONO CONTARE DI PIÙ
Le agricoltrici trentine in un gruppo di lavoro promosso dall’assessore
Iva Berasi
Chiedono risorse nell’ambito del PSR
per le aziende agricole al femminile
Comunicato stampa
Ma
le “agricoltrici” che donne sono? Per scoprirlo occorre prima accorgersi
di loro, sapere che ci sono, che contano e vogliono contare. Perché,
in silenzio, hanno sempre contato e perché sanno di poter dare all’agricoltura
un valore aggiunto fatto di creatività, fantasia, idee nuove e professionalità
capaci di fare sintesi tra il patrimonio del territorio e gli stimoli provenienti
dal mercato. L’agricoltura, specie quella di montagna che costa di
più e dà meno, deve molto a loro. Oggi si parla di multifunzionalità
delle aziende agricole (agriturismo, fattorie didattiche…) dimenticando
che le agricoltrici da sempre hanno sostenuto il lavoro nei campi (e il
reddito familiare) integrando il bilancio aziendale con attività parallele
e servizi che hanno contribuito non solo a migliorare la qualità della vita
degli agricoltori ma anche alla conservazione delle stesse comunità rurali.
Ed allora perché non riconoscere loro maggiore visibilità e potere decisionale,
favorendo una più sostanziale parità nella proprietà delle aziende nonché
una più equa partecipazione alle attività ed alla gestione delle stesse?
Questioni di cui le donne dell’agricoltura hanno iniziato a parlare, confrontandosi
al di là delle culture politiche e delle appartenenze
sindacali, grazie al Tavolo costituito dall’Assessorato provinciale alle
pari opportunità al quale partecipano le rappresentanze femminili di Confederazione
italiana agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura.
Un gruppo di lavoro che, convocato dall’assessore Iva
Berasi, si è riunito anche ieri. Prima
richiesta: una rappresentanza femminile nei luoghi di decisione istituzionale,
a partire dal Tavolo Verde. Seconda richiesta:
trovare risorse all’interno del nuovo Piano di sviluppo rurale per le aziende
agricole condotte da donne.
L’obiettivo
è quello di iniziare un percorso di sostegno alle donne che nel nostro territorio
si dedicano all’attività agricola per consentire loro di avere quella visibilità
che spesso manca, nonostante il forte impegno e
la centralità della loro attività per il mondo agricolo, nonché per valorizzare
il ruolo femminile nel mondo rurale.
“La
presenza femminile in agricoltura – ha ricordato l’assessore Berasi
- oltre a rivestire un importante tassello a livello di produzione agricola,
svolge una funzione essenziale per mantenere vivo il territorio rurale.
Se le donne se ne vanno dalla campagna, l’agricoltura
muore. Impegnarsi per sostenere la presenza femminile in tale settore è
dunque fondamentale per promuovere uno sviluppo locale dove ambiente, biodiversità,
patrimonio culturale e qualità della vita siano
parole chiave”.
Un
primo impegno che il gruppo di lavoro ha deciso di portare avanti
riguarda la richiesta di una rappresentanza femminile nei luoghi di decisione
istituzionale a partire dal Tavolo Verde. Non solo: “All’interno del Piano
di sviluppo rurale provinciale – ha affermato l’assessore Berasi
- vanno trovate risorse per le aziende condotte da donne”.
E proprio
sul Piano di sviluppo rurale, illustrato all’incontro da Daniela Zecca del
Dipartimento agricoltura e alimentazione, le donne dell’agricoltura trentina
hanno iniziato a confrontarsi e ad elaborare progetti che possano
trovare se non nel Piano, ormai approvato nella sua versione definitiva,
almeno nelle delibere attuative opportunità di
finanziamento. Un argomento del quale la stessa assessore Berasi ha fatto sapere di voler coinvolgere il collega assessore
all’agricoltura Tiziano Mellarini.
Attualmente
le donne rappresentano un terzo (37 per cento) della popolazione agricola
attiva europea. Le troviamo presenti specialmente in attività innovative,
come ad esempio nell’agriturismo, nelle fattorie didattiche, nel settore
biologico, nelle produzioni di nicchia, nell’ortofrutta
e nella vitivinicoltura, dove sono sempre più
apprezzate (non a caso è una donna ad aver ottenuto lo scorso anno, ed è
la prima volta, il titolo di miglior sommelier italiano).
Sebbene
il numero delle aziende agricole in rosa sia in crescita, ad oggi solo un’azienda
su sei in Trentino è diretta da una donna e la maggioranza di queste sono
di piccole dimensioni. Tra le imprese registrate all’Archivio provinciale
delle imprese agricole, si contavano alla fine
dello scorso anno 1.244 imprenditrici, il 13,8 per cento del totale. Numeri
che danno conto di come esista una “questione femminile”,
nel senso di pari opportunità negate, anche nel mondo agricolo, ma certo
non svelano l’effettivo peso che le agricoltrici hanno in questo importante
comparto.