
Trento,
17 settembre 2007
SEI GIOVANI ALPINISTI DELLA BOSNIA
ERZEGOVINA OSPITI
DEL TRENTINO PER IMPARARE I METODI DEL SOCCORSO ALPINO
Presentati stamani presso la sede della SAT dall’assessore
provinciale alla solidarietà internazionale Iva Berasi
Comunicato stampa
Si chiamano
Luka, Bojan, Damir, Miroslav
ed Emir; sono sei giovani alpinisti che vengono
da Mostar e da Sarajevo, in Bosnia Erzegovina, e che da oggi a domenica
23 settembre, guidati dal dott. Tigran Elezovic, del Pronto Soccorso bosniaco, partecipano a un corso di formazione tecnica sul Pronto Soccorso Alpino
presso il rifugio Vajolet. Stamani,
presso la sede della SAT, che con il Pronto Soccorso
trentino, la Provincia autonoma di Trento e il Tavolo trentino per la Bosnia,
la squadra bosniaca è stata presentata alla stampa, alla presenza dell’assessore
provinciale alla solidarietà internazionale Iva Berasi. Erano presenti all’incontro
il vicepresidente del Soccorso Alpino Giampietro De Zolt,
il vicepresidente della SAT Paolo Scoz
e Michele Nardelli per il Tavolo trentino per
la Bosnia.
“Iniziative
come la vostra – ha detto l’assessore Berasi,
salutando i giovani ospiti, – sono possibili grazie all’impegno che l’intera
comunità trentina profonde nella solidarietà internazionale attraverso le
sue 250 associazioni, ma anche all’intervento coordinato e strategico del
governo provinciale. Voi oggi siete qui in virtù dell’esito positivo
delle precedenti fortunate esperienze di aggiornamento delle guide alpine
ugandesi, argentine, cilene, perfino del Buthan
che hanno potuto approfittare dell’esperienza maturata in decenni e decenni
di attività del Pronto Soccorso trentino e della SAT.
È per questo che il mio sincero ringraziamento va agli operatori della montagna
trentina che, attraverso il volontariato, segnano
e mantengono i sentieri, curano l’ospitalità in numerosi rifugi ed intervengono
con tempestività, efficienza e altruismo quando si verificano incidenti.
Vi auguro che l’esperienza che vivrete al Vajolet
vi consenta di migliorare le vostre performance nel campo del pronto intervento,
ma anche di apprezzare la bellezza delle nostre montagne. In cambio, vi
chiediamo di aiutare anche noi a crescere, a migliorarci e ad aprirci ai
problemi e alle esperienze degli altri”.
E se
Michele Nardelli, del Tavolo per la Bosnia, ha
sottolineato “l’orgoglio con cui il Pronto soccorso
trentino viene a interfacciarsi con il ‘fratello’ bosniaco, che può contare
su una Sarajevo olimpica e su montagne che in fatto di bellezza gareggiano
con le nostre”, Giampietro de Zolt, che oltre
ad essere vicepresidente del Soccorso alpino trentino è anche responsabile
per le zone di Fiemme e Fassa, ha brevemente illustrato
i contenuti tecnici del corso.
Il dottor
Elezovic, dopo aver ringraziato quanti si sono
mossi per rendere possibile e concreta questa esperienza di formazione, ha sottolineato che la loro
presenza in Trentino ha come scopo non solo acquisire nuove conoscenze e
fare esperienza in tema di soccorso alpino, ma anche vedere come nella nostra
provincia è organizzato il pronto in alta montagna, per trasferire sistemi
e metodologie alla realtà della Bosnia Erzegovina.
Tra
la comunità trentina e alcune realtà regionali dell’area balcanica,
in particolare le municipalità di Prijedor (Bosnia Erzegovina), Kraljevo
(Serbia) e Pec-Peja (Kosovo),
sono in corso da tempo consolidate relazioni di
cooperazione e di scambio improntate sulla valorizzazione delle risorse
territoriali, che hanno portato nel corso degli anni alla realizzazione
di diversi programmi di sviluppo locale. Per merito di tali collaborazioni,
nel corso del 2005 alcuni giovani alpinisti provenienti dalla
Bosnia, dal Kossovo e dalla Serbia hanno potuto
frequentare in Trentino uno stage, sostenuto dall'Assessorato alla Solidarietà
Internazionale in collaborazione con la SAT, su
gestione e manutenzione della sentieristica.
In tale
occasione è nata l’idea di tradurre il manuale sulla sentieristica
del CAI nella lingua dei partecipanti. Il manuale
s’intitola “Staze. Planiranje,
znakovi i održavanje” (Sentieri. Pianificazione,
segnaletica e manutenzione) e rappresenta uno strumento di riavvicinamento
e di smilitarizzazione delle montagne, in Bosnia
Erzegovina, Serbia e Kosovo. Il Manuale è stato
presentato a Sarajevo il 27 novembre 2006 alla presenza di istituzioni trentine e di Sarajevo, di rappresentanti del
CAI e della SAT, di
organismi internazionali, di associazioni locali di montagna/ ambientalismo, della rete del turismo responsabile della Bosnia
Erzegovina e dell’associazione nazionale per lo sminamento.
In quella
sede, la rappresentanza del Soccorso Alpino di Sarajevo aveva manifestato
l'esigenza di poter approfondire ed acquisire maggiori competenze nel campo
del soccorso alpino, richiesta accolta favorevolmente dall'Assessorato alla
Solidarietà Internazionale, dalla SAT di Trento e dal Corpo Soccorso Alpino e Speleologico del
Trentino. E oggi la squadra dei sei alpinisti è
stata presentata ufficialmente alla stampa presso la sede della SAT, alla presenza dell’assessore provinciale alla solidarietà
internazionale Iva Berasi, del vicepresidente
della SAT Paolo Scoz,
del vicepresidente del Soccorso alpino Giampietro De Zolt
e del responsabile del Tavolo trentino per la Bosnia Michele Nardelli.
Il corso
si terrà al Rifugio Vajolet (Val di Fassa gruppo del Catinaccio)
da oggi, lunedì, fino a domenica 23 settembre. L’equipe bosniaca affronterà
i seguenti temi tecnici: ancoraggi naturali e artificiali a punti mobili
e fissi; Sequenza di discese in corda doppia (metodo soccorso); Metodi di
calata con utilizzo di vari freni; Calata con giunzione di corde sotto carico; Calata con ripresa degli
ancoraggi; Sistemi di recupero con paranchi; Tecniche di autoassicurazione
ed assicurazione; Progressione da capocordata su difficoltà indicativa di
5° UIAA.; Uso del palo pescante; Uso di materiali specifici per
il soccorso organizzato in roccia; Utilizzo di varie barelle da soccorso;
Sistemi di imbarellamento nel vuoto; Immobilizzazione
del traumatizzato.