
Trento,
1 giugno 2007
L’ASSESSORE IVA BERASI
SI È INCONTRATA CON NEWTON LIMA NETO,
SINDACO BRASILIANO CHE FA PARTE DI “CENTO CITTÀ”
“Cento Città” è un progetto di solidarietà Italia-Brasile
che vuole mettere in rete
le esperienze delle municipalità e creare una rete di rapporti alla
pari
Comunicato stampa
L’assessore
alla solidarietà internazionale Iva Berasi si è incontrata ieri sera, presso gli uffici dell’assessorato,
con Nietor Lima, sindaco della città brasiliana
di Sao Carlos che partecipa,
assieme alla Provincia di Trento e a molte altre città, Province e Regioni
italiane e brasiliane, al grande progetto denominato
“Cento Città”. “Un progetto, quello di Cento Città, che esula dai tradizionali
canoni della solidarietà ai quali ci hanno abituato i molti, moltissimi
interventi promossi e sostenuti ormai da anni dalla Provincia autonoma di
Trento – ci ha spiegato l’assessore Berasi. –
Quello che vede coinvolte le municipalità delle due Nazioni
è un vero e proprio progetto di scambio: municipalità italiane e
municipalità brasiliane si incontrano, discutono sui temi di comune interesse,
si scambiano esperienze e buone esperienze, per creare rete, per crescere
assieme”.
E il
sindaco Nietor Lima si è trovato sulla medesima
lunghezza d’onda di Iva Berasi: “Sao Carlo è una municipalità
di 220mila abitanti, con due università. Io stesso
sono stato rettore di uno dei due Atenei, e quindi ho dimestichezza con
i giovani. E proprio quello del problemi, ma anche
delle prospettive della gioventù è il tema in comune che vede Trento e Sao Carlo lavorare assieme per identificare quali progetti
di cooperazione sarà possibile concretizzare”.
“Purché
–ha raccomandato al termine dell’incontro l’assessore
Berasi, che per l’occasione era accompagnata dai
responsabili di alcune associazioni trentine impegnate in Brsile e da Luciano Rocchetti, del Servizio provinciale solidarietà
internazionale, – non ci si limiti a intrecciare rapporti solo fra istituzioni,
solo fra province e comuni. È invece necessario coinvolgere l’intero tessuto
delle due società civili, delle cento società civili dell’intero progetto,
perché è solo sentendo i problemi come propri, come problemi individuali,
che sarà possibile inventare strumenti collettivi
per risolverli o per dare risposte ai bisogni di crescita e di sviluppo,
nel nostro caso delle giovani generazioni”.
“Cento
Città”, utilizzando gli strumenti della cooperazione decentrata e della
valorizzazione delle competenze degli enti locali,
si è posta come obiettivo quello di creare un quadro di riferimento per
facilitare le relazioni di partenariato e il coordinamento
delle attività di cooperazione degli enti locali italiani e brasiliani,
intrecciare insomma una rete di municipi, province, enti strumentali che
sono impegnati in progetti di cooperazione decentrata tra Italia e Brasile.
Promotore del progetto, per l’Italia, è il comune di Torino. Gli assi tematici
sono quelli dell’Infanzia e dell’adolescenza, l’ambiente (gestione delle
risorse idriche e gestione dei rifiuti), la pianificazione territoriale
(l’abitazione, la mobilità urbana) e i diritti delle donne.
Al progetto
“cento Città” hanno aderito numerose città brasiliane, tra cui Porto Alegre
(Stato del Rio Grande do Sul), Sao Paulo, Rio de
Janeiro, Belo Horizonte, Salvador, Recife, Belem, solo per menzionare
le più grandi e importanti. Ma non è sulla grandezza delle municipalità,
che punta il progetto: il vero discrimine sono invece i temi da approfondire e sui quali
scambiarsi esperienze e buone pratiche.
Ad esempio,
al Tavolo “Infanzia adolescenza” si sono già “seduti”, oltre alla Provincia
autonoma di Trento attraverso il suo assessorato alla solidarietà e alcune
associazioni di volontariato impegnate proprio
in Brasile, anche i comuni di Collegno, di Dronero, di Biella, di Borgiallo
e di Torino, nonché Confocooperative, Città Studi
Biella, il Consorzio F.P. Educazione permanente S.Donato
Milanese, la Provincia di Torino. “Non dimentichiamoci, però –ha sottolineato con forza ieri sera l’assessore Iva Berasi, – che il progetto Cento Città potrà raggiungere i
suoi obiettivi reali solo se riusciremo a coinvolgere, al di là delle istituzioni,
la società civile, le componenti orizzontali delle municipalità, delle Province,
delle Regioni. Solo così riusciremo veramente a creare nuove buone pratiche,
a individuare nuovi strumenti per una cooperazione
e una solidarietà internazionale che veramente favoriscano scambi alla pari,
arricchimenti vicendevoli, sia etici, sia economici”.