Trento, 12 novembre 2007
CONSULTA PROVINCIALE DELL’EMIGRAZIONE AL VIA
L’assessore Berasi, a proposito dei progetti trentini in Paraguay
ha detto che “ la Provincia di Trento non fa carità, ma solidarietà;
non elargisce favori, ma rispetta i diritti!”

Comunicato stampa

Gli “ambasciatori” della Provincia Autonoma di Trento presso le comunità di emigrati trentini sparsi in tre dei cinque continenti della Terra si sono ritrovati, oggi, a Trento, per l’annuale appuntamento con la Consulta provinciale dell’Emigrazione. Sono, appunto, i Consultori, e cioè i rappresentanti dei Trentini emigrati in Cile (Renato Albertini), nell’ex-Jugoslavia e in Romania (Pero Andreatta), in Australia (Franco Dondio), nelll’Europa occidentale (Giuseppe Filippi), in Canada (Lucia Larentis Flaim), in Uruguay e in Paraguay (Laura Vera Righi), in Brasile (Josè Eraldo Stenico), in Messico (Laura Versini), negli Stati Uniti (Rosemarie Viola Odorizzi) e in Argentina (Hugo Daniel Zurlo). Presenti alla riunione introduttiva di oggi anche il presidente della Trentini nel Mondo Ferruccio Pisoni e il suo direttore Rino Zandonai; la vicepresidente dell’Unione delle Famiglie Trentine Rina Bonvecchio; Francisco Nardelli in rappresentanza del CGE (la Consulta Generale degli Italiani all’estero); il signor Gomez, presidente del Circolo di Assuncion (Paraguay); Ciro Russo, coordinatore dei progetti di solidarietà nell’America Latina.

Molti i temi sul tappeto: tra i più importanti e urgenti, l’assessore Iva Berasi ha indicato la prossima modifica della legge provinciale sull’emigrazione, “che riguarderà in particolar modo la revisione dello status di emigrato, in modo che le risorse a disposizione in tema di solidarietà vengano destinate ai discendenti trentini fino al quarto grado di parentela, ponendo il 1970 come anno limite di espatrio”. La legge verrà inoltre modificata, o meglio, ulteriormente chiarita per ciò che concerne la figura del Consultore: “Dovrà essere evidente che il ruolo del Consultore non è quello di un  dipendente regolarmente assunto dalla giunta provinciale, bensì di colui che riceve un incarico sulla base di un rapporto di fiducia”.

A questo proposito, la parte iniziale della riunione di stamattina (la Consulta proseguirà anche nei prossimi giorni, fino a giovedì 15 novembre) è stata dedicata ad esaminare nel dettaglio gli ultimi sviluppi della “questione Paraguay”, dove l’attività della Trentini nel Mondo e quello della Provincia è stata messa in discussione da delazioni, da denunce anonime e da attacchi, pressanti, strumentali e immotivati.

“In Paragay – ha detto il Consultore provvisorio Laura Vera Righi – i Trentini non si sono accorti di quel che è successo e comunque gli attacchi pare non siano venuti da oriundi che vivono oggi in Paraguay, ma direttamente dall’Italia, da persone e da organi di informazione ben precisi e politicamente ben individuati”. In realtà, ha aggiunto Ciro Russo, “la situazione paraguayana è conseguenza della profonda divisione che esiste fra il gruppo dei Trentini che stanno economicamente bene e i Trentini invece che versano in situazioni precarie. I primi non accettano che le risorse della Provincia e della Trentini nel Mondo vengano indirizzate per alleviare le condizioni di vita dei secondi!”.

“Sia ben chiaro – ha affermato l’assessore Berasi a questo proposito, – che la Provincia autonoma di Trento ha ben presente la distinzione fra carità e solidarietà, fra favori e diritti! Noi non elargiamo prebende agli amici ed evitiamo di distribuire a pioggia e in misura non controllata i fondi a nostra disposizione. Noi aiutiamo i gruppi, le famiglie e le persone che ne hanno veramente bisogno e se qualcuno ci attacca per questo, la comunità trentina ne saprà trarre le dovute conseguenze!”

La riunione annuale dei Consultori per l’emigrazione, che sono ormai definiti gli “ambasciatori” della Provincia autonoma di Trento laddove, nel mondo, ci siano gruppi organizzati di discendenti di emigrati Trentini, è l’occasione per fare il punto su quanto sta avvenendo nel variegato, poliedrico e diversificato mondo dell’emigrazione. E partiamo dalle cifre, da quelle cifre messe sul tappeto dall’assessore provinciale all’emigrazione Iva Berasi: “Attualmente sono 1.331 le persone per le quali interveniamo con sostegni di solidarietà; sono 354 le borse di studio che elargiamo per consentire ai figli dei nostri discendenti di frequentare le scuole nei Paesi che li ospitano; sono 375 le borse di studio che distribuiamo nel solo Chaco, in Argentina”.

E di solidarietà si è parlato spesso, nel corso della prima giornata di Consulta, da parte di coloro che hanno fatto presente un certo malessere che serpeggia in alcuni gruppi di discendenti che si sentono trascurati a favore dei progetti di autosviluppo in Sud America, e da coloro che invece fanno vere e proprie gare di solidarietà per raccogliere fondi nei Paesi ricchi del Nord, a favore dei colleghi Trentini che vivono spesso in condizioni precarie nei Paesi del Sud oppure dell’Est Europa. “Sia chiaro – ha detto a questo proposito l’assessore Berasi, – che i fondi della Provincia autonoma di Trento non sono infiniti. Non a caso nella prossima finanziaria vedremo di inserire una modifica alla legge provinciale dell’Emigrazione per circoscrivere l’ambito e il numero dei soggetti per i quali potremo continuare a fare interventi di solidarietà. E infatti il concetto di ‘discendente di emigrati’ sarà limitato al quarto grado di parentela rispetto a coloro che hanno lasciato il Trentino prima del 1970”.

La spinosa questione Paraguayana è stata risolta con una frase icastica e definitiva sempre dell’assessore: “Sia altrettanto chiaro a tutti i nostri detrattori che la Provincia autonoma di Trento ha ben presente la differenza fra carità e solidarietà, tra elargizione di favori e rispetto dei diritti delle persone. Noi lavoriamo per coloro che stanno realmente male, con progetti mirati, di sviluppo e di autosviluppo. Anzi: chiediamo alle comunità dei discendenti dei Trentini che hanno fatto fortuna e stanno economicamente bene di aiutarci, di venirci incontro, di fare a loro volta solidarietà, come sta già avvenendo in numerose realtà del Nord America, dell’Australia, dell’Europa”.

Si è parlato, stamani, anche di riunificazione delle due associazioni che si occupano di emigrati. “Il processo di avvicinamento delle due realtà – ha detto l’assessore Berasi, – si è fermato, si è bloccato su posizioni che paiono inconciliabili. Faccio comunque nuovamente un appello all’Unione delle Famiglie Trentine e alla Trentini nel Mondo a ritrovarsi, a sedersi attorno al medesimo tavolo e a predisporre una proposta comune da sottoporci. In mancanza di questa proposta, che dovrà essere organica e strutturale, sarà la Provincia stessa a provvedere d’imperio, perché noi riteniamo che sia imprescindibile presentarsi alle istituzioni locali dei singoli Paesi ospiti con un’immagine di unità e di coesione!”

In tema di giovani, dopo aver ricordato che i Circoli e le Famiglie devono trovare il modo di coinvolgerli nelle loro attività, Iva Berasi ha anticipato che, in sostituzione del Congresso Mondiale della Gioventù che doveva tenersi in Trentino nel 2008, per motivi di opportunità e di urgenze organizzative sarà sostituito da un seminario che nel corso del mese di febbraio vedrà coinvolti un gruppo di giovani provenienti da tutte le realtà della nostra emigrazione, per un laboratorio di scambi, riflessioni e approfondimenti.

La giornata di domani (martedì 13 novembre) vedrà i Consultori impegnati in due incontri tecnici: con Carla Locatelli, pro-rettore per i rapporti internazionali dell’Università degli Studi di Trento, si parlerà di prospettive di collaborazione nell’ambito dei programmi diretti ai discendenti degli emigrati trentini all’estero e di riconoscimento dei titoli di studio. Con Patrizia Gentile, invece, dirigente del Servizio provinciale competente in materia elettorale, ci si confronterà sui requisiti per la partecipazione al voto da parte dei tre tini all’estero.

Sempre domani. nel pomeriggio alle 18, presso la Sala Stampa della Provincia verrà presentato alla stampa il volume di Renzo Maria Grosselli “Oltre ogni confine”, che parla dell’emigrazione trentina dal Vanoi in Sud America.