Trento, 27 febbraio 2008
“PER CONTRASTARE IL FENOMENO DELLA VIOLENZA SULLE
DONNE È NECESSARIO UN OSSERVATORIO PROVINCIALE”

Lo ha detto stamani l’assessore alle pari opportunità Iva Berasi, presentando un nuovo opuscolo del Centro Antiviolenza e le iniziative per il prossimo 8 marzo
Comunicato stampa

L’assessore provinciale alle pari opportunità Iva Berasi ha presentato stamani alla stampa il calendario delle iniziative più importanti in programma per il prossimo 8 marzo, Festa della Donna, e un’agile brochure pubblicata dal Centro Antiviolenza di Trento per contrastare in modo efficace il drammatico fenomeno della violenza contro le donne. “Quello contro le donne è una violenza spesso nascosta e sotterranea – ha tra l’altro detto l’assessore Berasi nel suo intervento introduttivo – e che deve emergere in tutta la sua gravità. Penso che anche per il Trentino sia necessario un Osservatorio sulla violenza di genere, mentre per la creazione di una Casa Segreta delle Donne la giunta provinciale s’è formalmente impegnata, demandando alla collega Marta Dalmaso il compito di seguire il problema”.

Erano presenti alla conferenza stampa anche l’assessore comunale Lucia Maestri, Elena Bellotti del Coordinamento Donne, Barbara Bastarelli, responsabile del Centro Antiviolenza e Aisha Mesrar, della cooperativa “Città Aperta” di Rovereto.

Se l’ISTAT stima che in Italia siano 6 milioni e mezzo le donne dai 16 ai 70 anni a subire violenze fisiche o sessuali (e a questa paurosa cifra bisogna aggiungere quindi le violenze sulle minori dei sedici anni d’età!), in Trentino, secondo quanto reso pubblico da Transcrime, e che riguarda solo ai casi che hanno fatto aprire un fascicolo giudiziario, escludendo pertanto le violenze sommerse, le cose non vanno molto meglio, anche se non abbiamo dati precisi ed esaurienti. “Ecco perché – ha detto l’assessore Berasi nel suo interevento, – auspico che nasca il tanto atteso Osservatorio provinciale contro la Violenza, col quale è possibile monitorare il fenomeno”. Ma di violenza sulle donne si parla comunque troppo poco, “e questa è un’aggravante di una situazione già di per sé scabrosa – ha proseguito l’assessore Berasi. – Se ci meravigliamo nel leggere i dati nazionali che parlano di milioni e milioni di donne sottoposte a violenze, che sono violenze fisiche, verbali, sessuali, lavorative, è come stupirsi alla notizia che abbiamo letto stamani aprendo i giornali locali, e che parlano di una preoccupante diffusione in Trentino di malattie veneree: il nostro stupore, la nostra meraviglia sono la testimonianza che questi fenomeni, la violenza e le malattie veneree, non li conosciamo a sufficienza”.

Per fare opera di informazione, stamani il Centro Antiviolenza di Trento (Via Dogana 1) ha presentato un’agile brochure alla quale sarà data la più ampia diffusione, per diffondere dati, informazioni e notizie in merito al tema della violenza e a quanto il Centro sta facendo per venire in soccorso delle donne che denunciano abusi familiari o extrafamiliari. “Spunti di riflessione sulla violenza maschile sulle donne” è il titolo della pubblicazione, “che abbiamo voluto semplice e chiara – ha detto Barbara Bastarelli, responsabile del Centro Antiviolenza, – agile di formato ma ricca di spunti a diversi piani di approfondimento. È un opuscolo che colma bisogni di conoscenza, fornisce strumenti utili, dati e informazioni su come l’abuso si può manifestare, su come lo si può riconoscere e come si può reagire alla violenza trovando nel Centro un supporto fidato, sereno, competente”.

Ma la violenza è anche appannaggio delle culture non italiane che si sono affacciate nella nostra società: Aisha Mesrar, della cooperativa “Città Aperta” di Rovereto, ha annunciato che spetterà alla sua associazione diffondere il volumetto anche tra le comunità extracomunitarie, “e già stiamo lavorando a una traduzione di queste pagine nelle più diffuse lingue estere praticate in Trentino”.

Lucia Maestri, che è intervenuta a nome del Comune, dopo aver sottolineato la positività dei rapporti con la Provincia, “perché la strada della collaborazione è possibile, basta solo volerlo!” ha parlato nello specifico di un progetto realizzato per l’appunto assieme all’Assessorato provinciale alle pari opportunità. Si tratta dell’esposizione e della vendita di manufatti creati dalle donne, che riempiranno l’8 marzo di colori vivacissimi Piazza del Duomo: “La creatività femminile in mostra è una iniziativa che vuole mettere in luce il fare delle donne – ha detto l’assessore Maestri, – che vuole promuovere le loro capacità creative e di espressione attraverso i prodotti della manualità originale e, appunto creativa.

I DATI DELLA VIOLENZA IN ITALIA E IN TRENTINO

Una Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2002 definisce la violenza come “qualsiasi azione di violenza fondata sull’appartenenza sessuale, che comporta o potrebbe comportare per le donne che ne sono bersaglio danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica, ivi compresa la minaccia di mettere in atto simili azioni, la costrizione, la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che in quella privata”. Dentro tale definizione ricadono tutte quelle situazioni di stupro, di molestie sessuali, di intimidazione sul luogo di lavoro, di schiavitù sessuale, di tratta ai fini di sfruttamento sessuale ed economico ma anche la violenza perpetrata all’interno della famiglia. Non bisogna infatti pensare che gli episodi di violenza, sia essa fisica psicologica o sessuale, avvengano solo in luoghi a rischio o da parte di estranei. Sempre più spesso la violenza avviene all’interno delle mura domestiche, all’interno della famiglia che, di fronte ad un ambiente esterno che oramai richiede solo controllo ed efficienza, sembra divenire luogo dello sfogo di tutte le emozioni, anche le più violente ed aggressive.

 

DATI NAZIONALI

Secondo i dati dell’indagine “La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia”, condotta dall’Istat nel 2006 si stima che le donne da 16 a 70 anni che hanno subito violenza nel corso della vita sono:

Relativamente agli autori delle violenze, il 14,3% delle donne (2 milioni 988 mila) ha subito violenza fisica o sessuale dal partner o partner, il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo.

Per quanto riguarda la denuncia delle violenze subite, risulta che nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate (93,8%); anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%).

È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner).

La violenza è nella maggior parte dei casi ripetuta (67,4%) e se la violenza ripetuta è maggiormente presente se l’autore è un partner (67,1%). Si sottolinea inoltre che nel caso di violenze sessuali da partner la percentuale di violenza ripetuta arriva al 91,1%. I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. Il rischio di subire uno stupro piuttosto che un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima.

7 milioni 134 mila donne hanno subito o subiscono violenza psicologica1: le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento (46,7%), il controllo (40,7%), la violenza economica (30,7%) e la svalorizzazione (23,8. Il 43,2% delle donne ha subito violenza psicologica dal partner attuale. 1milione 42 mila donne hanno subito oltre alla violenza psicologica, anche violenza fisica o sessuale, il 90,5% delle vittime di violenza fisica o sessuale.

690 mila donne hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Il 62,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza. Nel 19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso.

 

DATI DISPONIBILI RELATIVI AL TRENTINO

Rispetto ai dati relativi alla violenza contro le donne in Trentino, possiamo disporre, dei dati resi noti da Transcrime nel 2007 in “Violenze e maltrattamenti in famiglia”. E necessario sottolineare che questi dati si riferiscono ai contenuti dei fascicoli giudiziari riguardanti i reati in materia di violenza e maltrattamenti in famiglia denunciati e perseguiti in provincia di Trento nel periodo 2001-2005.

Sono inoltre disponibili i dati raccolti dal Centro antiviolenza nel 2006 e riferiti alle donne che si sono rivolte al Centro.

Date le preoccupanti dimensioni che la violenza di genere tende ad assumere anche nel territorio trentino, e data l’assenza di dati aggiornati periodicamente, sarebbe opportuno poter disporre di un Osservatorio Provinciale contro la Violenza tramite il quale monitorare costantemente il fenomeno. Ricordiamo a questo proposito che, lo scorso dicembre, in occasione dell’Assemblea per il Piano d’Azione Nazionale contro la violenza alle donne (che permette di coordinare ministeri competenti, Enti Locali, Case delle donne, formazione degli operatori ecc), la Ministra Pollastrini ha annunciato l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale contro le Molestie e la Violenza considerandolo il primo tassello all’interno del più ampio Piano d’Azione.