
Trento,
25 febbraio 2008
QUANDO UNA CORRIERA TI CAMBIA LA VITA
IN TUTTI I SENSI:
LA PROVINCIA DONA UN BUS ALLA CITTA’ DI OUIDAH
(BENIN)
Alla presenza dell’assessore Iva Berasi, presentata
stamani alla stampa un progetto di Atout African-Arch.it, che ha coinvolto la Provincia e la Trentino
Trasporti
Comunicato stampa
Questa
mattina, alla presenza dell’assessore provinciale alla solidarietà internazionale
Iva Berasi, del presidente di Trentino Trasporti
Vanni Ceola, di Koffi Koko, presidente dell’associazione
del Benin “Atout African”, dell’arch. Barbara Borgeri,
responsabile dell’associazione roveretana di volontariato
“Atout African-Arch.it”
e di Laura Froner, che dell’associazione è uno
dei membri, è stato presentato un originale (ma non unico nel suo genere)
progetto di solidarietà, che ha visto la Provincia autonoma di Trento, la
Trentino Trasporti e l’associazione composta da architetti e da appassionati
del patrimonio artistico africano, tutti in rete e raccordati tra di loro
per il dono di un autobus alla comunità di Uoidah,
città del Benin chiamata anche “Città della tolleranza”
e protetta dall’UNESCO come patrimonio artistico dell’umanità.
“Quella
corriera – ha detto l’assessore Berasi, – per
noi vuol dire poco, ma per gli studenti di Ouidah significa poter frequentare tutti i giorni le scuole
superiori della capitale, distante 45 chilometri, tornando a casa ogni sera;
significa anche dare la possibilità ai contadini di Ouidah
di raggiungere i mercati più vicini per mettere in vendita i prodotti del
loro lavoro oppure alle donne di recarsi all’ospedale quando ciò necessita;
significa creare sviluppo, insomma. Ecco perché la Provincia premia e sostiene
più di duecento associazioni di volontariato impegnate nei cinque continenti:
per creare autosviluppo, per favorire la formazione
e la professionalizzazione, per aiutare i Paesi
poveri ad uscire dalle condizioni di miseria aiutandosi con le loro mani
e con i loro patrimoni culturali e umani”.
“Noi
di Atout African-Arch.it”
– ha poi detto l’arch. Barbara Borgini, – eravamo
andati in Benin e a Oudah
con l’obiettivo di sviluppare un progetto culturale attorno al patrimonio
di danze autoctone e con l’intenzione di restaurare un edificio per farne
un’autentica Casa della Cultura del Benin. Questo
progetto sta andando avanti a grandi passi, ma nel frattempo era nata l’esigenza
di fornire un mezzo di locomozione ai giovani studenti che devono
soggiornare nella capitale per frequentare le scuole superiori. E ci è venuto in mente che già in altre occasioni la Trentino
Trasporti aveva donato autobus e corriere ormai dimesse a comunità dei Paesi
in via di sviluppo. E’ nato così il proposito di far avere un pullman, anzi,
l’unico pullmann oggi esistente in tutto il Benin (grande come mezza Alta Italia, con una popolazione
di circa 5 milioni di abitanti), Superando le innumerevoli
difficoltà che ciò presuppone. Difficoltà di costi, ma la Provincia ci
è venuta incontro accollandosi le spese di acquisto a prezzo simbolico
del veicolo e di trasporto; difficoltà di reperire il mezzo, ma la Trentino
Trasporti ha dimostrato tutta la sua sensibilità; difficoltà di trovare
in loco qualcuno capace di guidare il mezzo, risoltasi positivamente con
un annuncio diffuso in tutto il Benin...”
L’arrivo
del pullmann ha realmente rivoluzionato la vita
della comunità di Ouidah: “Il bus è giunto in Africa pieno zeppo di ‘cose’ utili
– ha continuato Barbara Borgini, – come ad esempio
numerosi pacchi di vestiti per bambini raccolti dalla parrocchia di Mori
e un bel numero di macchine da cucire. Queste macchine hanno letteralmente
rivoluzionato l’attività di un locale orfanotrofio, che ha in mente di organizzare
un vero e proprio corso di taglio e cucito utilizzando proprio i macchinari
giunti dal Trentino!”.
“E’,
questa – ha commentato l’assessore Berasi, – la
solidarietà che più ci piace: la solidarietà che
ne crea dell’altra e che, soprattutto, mette in moto la creatività locale,
puntando sulle peculiarità degli uomini ma soprattutto delle donne che noi
andiamo ad aiutare”.
Una
solidarietà, questa, che comunque mette in crisi
il nostro vivere da ricchi in un Paese ricco. Ne ha parlato il presidente
di Trentino Trasporti Vanni Ceola: “Guardando
le immagini della festa con cui è stato accolto il nostro bus a Ouidah, mi vengono in mente le
lamentele di coloro che oggi alcuni criticano il nostro servizio di trasporto
pubblico... troppo lento, dicono, addirittura con troppi passaggi di autobus
in questa o in quella via della città... Se penso che nella corriera da
noi dimessa e che abbiamo regalato all’Africa (ma anche nelle altre che
abbiamo donato negli anni scorsi al Ghana, alla Somalia, a Cuba, alla Bielorussia, alla Calabria di mons. Bregantini...)
i nostri Trentini oggi si rifiuterebbero di salire perché troppo datata
e troppo scomoda, mentre nel Benin costituisce
occasione di riscatto e di sviluppo di un’intera comunità, mi vien da dire che a volte dovremmo rivedere le nostre priorità!”
E noi, dai giovani Trentini che sono impegnati nella solidarietà internazionale,
ha chiosato l’assessore Berasi, proprio questo
ci attendiamo: “Che sappiano riversare qui da noi le loro esperienze per
aiutarci a resettare e a cambiare fin dove possibile
le nostre abitudini e le consuetudini di un popolo ricco, sazio e anche
pigro”.
Da Koffi
Koko, presidente dell’associazione “Atou
African”, coreografo di fama internazionale, due volte presente
con le sue danze a Oriente Occidente e da trent’anni impegnato in un certosino lavoro di recupero dell’identità
culturale,. musicale e coreografica del suo paese,
è venuto il grazie di tutto il suo popolo per il dono venuto da Trento.
Ouidah è la “Città della tolleranza”, testimone
storica del dramma della schiavitù e, oggi, scrigno di tesori culturali,
architettonici e artistici che vogliamo difendere, far conoscere e valorizzare.
Il vostro autobus, così come l’impegno degli amici roveretani per realizzare una Casa della Cultura, ma anche
per offrire occasioni di formazione e di professionalizzazione,
sono regali preziosi e utilissimi. Il Benin e
l’Africa vi ringraziano!”.