
Trento,
17 settembre 2007
L’INAUGURAZIONE DEL MUSEO DELLE GUIDE
ALPINE
AL CHALET “LAGHETTO” A MADONNA DI CAMPIGLIO
L’apertura ufficiale ieri mattina alla presenza dell’assessore Iva Berasi e della vicepresidente Cogo
Comunicato stampa
Ieri
mattina poco prima di mezzogiorno, sulle rive del Laghetto di Madonna di
Campiglio, la vicepresidente
della Provincia Margherita Cogo e l’assessore
Iva Berasi – assente giustificato l’assessore
Tiziano Mellarini – hanno presenziato all’inaugurazione
del “Museo delle guide alpine e delle genti di Madonna di Campiglio”, che sarà ospitato in una sala del Chalet “Laghetto”.
A fare
gli onori di Casa il “vulcanico” Cesare Maestri, la cui decennale attività
è ampiamente documentata nel nuovo museo, “una realtà – ha detto Maestri
alla folla di appassionati e di residenti, – che
attendiamo da più di quarant’anni e che oggi vede
finalmente la luce grazie all’apporto della Provincia, del Comune e, soprattutto,
delle guide di Madonna di Campiglio”. Accanto
a lui l’intramontabile Bruno Detassis, che si
sta avviando a toccare il secolo di vita; presenti alla cerimonia anche
l’onorevole Olivieri, amministratori locali della Val Rendena,
rappresentanti degli albergatori locali e numerosi alpinisti di fama internazionale.
E la
piccola sala del museo (che in un prossimo futuro traslocherà in ambienti
più consoni e grandi) è da ieri a disposizione di quanti, soggiornando momentaneamente
a Madonna di Campiglio per le vacanze estive o
per quelle invernali, vorranno meglio conoscere la storia di una
entità delle guide alpine, che è stata decisiva per la storia di
Campiglio e per la sua economia turistica.
“È un
bene – ci ha detto la vicepresidente Cogo,
– che si siano mosse le guide alpine di Madonna di Campiglio,
perché in tal modo hanno dato prova di vivacità, di intraprendenza e anche
di tenacia nel ricercare tutti gli aiuti e i sostegni possibili. Il Museo
che oggi viene inaugurato è la prova che dietro
all’economia, dietro al turismo, ci sono anche i ricordi, c’è la ‘memoria’,
c’è in definitiva un approccio profondamente culturale alla montagna”.
Parole
di apprezzamento sono venute anche dall’assessore
Berasi: “Il legame con la montagna è, per i Trentini,
irrinunciabile, è uno dei segni identitari che
ci portiamo dietro in qualunque parte del mondo noi ci si trovi ad emigrare,
oppure a lavorare ad esempio nel mondo del volontariato internazionale.
Un grazie, quindi, alle guide alpine di Madonna di Campiglio, che hanno tradotto in
“storia” il loro impegno che va avanti da numerose generazioni”.
Il taglio
di una corda da scalata ha sostituito il tradizionale taglio del nastro;
poi, la sala è stata invasa da appassionati e da curiosi, che si sono accalcati
attorno alle vetrinette (allestimento dell’arch. Baldracchi)
per curiosare tra vecchi ramponi e foto storiche, ritagli di giornale che
documentato le imprese delle guide campigliane,
zaini e scarponi, chiodi e moschettoni.
L’inaugurazione
si è poi mescolata alla festa chiassosa della tradizionale “Campigliana”,
sagra popolare che ha portato una nota di allegria
nella stazione turistica tra le più “in” dell’arco alpino.