
Trento,
25 febbraio 2008
ROBERT BERTOLAS, CANADESE DI ORIGINI TRENTINE,
STA COMBATTENDO LA SCLEROSI MULTIPLA A FORZA DI MARATONE
Il formidabile atleta s’è incontrato stamani con l’assessore all’emigrazione
e allo sport Iva Berasi
Comunicato stampa
L’assessore
provinciale all’emigrazione e allo sport Iva Berasi s’è incontrata, stamani,
con Robert Bertolas, un atleta quarantenne canadese di
origini trentine, in visita al Trentino delle sue origini assieme
al padre Luigi (nato a Cles 84 anni fa ed emigrato in Canada nel 1957) e
alla sorella Rita. “Sono lieta – ha detto, l’assessore Berasi nel ricevere
il Bertolas, – di poter stringere la mano a un uomo che ha fatto della sua condizione di disabilità (Robert
Bertolas è affetto da sclerosi multipla, tenuta a bada però da una dieta
appropriata e da tanti, tantissimi chilometri di corsa!) una bandiera per
far capire al mondo intero che dal tunnel della sclerosi multipla si può
uscire. Con la forza di volontà, con la tenacia, con l’impegno
quotidiano. In lui ritroviamo quelle doti che contraddistinsero nei
cinque continenti della Terra i nostri progenitori emigrati per trovar altrove
fortune.” Proprio come il papà Luigi, commosso
nel vedere come sia cambiato in questi ultimi decenni il “suo” Trentino.
Robert
Bertolas – che si esprime in un ottimo dialetto trentino, intercalato da
espressioni inglesi laddove i termini vengono a mancare, sarà domani sera
a Rovereto, su invito del Comune della Città della Quercia, alla Sala Filarmonica di Corso Rosmini, per
raccontare la sua esperienza e il senso dei traguardi raggiunti in questi
anni. Sabato 1 marzo, invece, sempre alle 20.30 sarà all’Auditorium comunale
di Marcena di Rumo, su invito del comune di Rumo. I tre Bertolas sono in
Trentino su invito della Provincia autonoma di Trento, che ha trovato nei
due comuni sopra ricordati e nell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla
tre validi co-sponsor.
Quella
di Roberto Bertolas, quarantenne canadese di origini trentine è una “fiaba” il cui lieto fine è scritto
nella fiaba stessa.
Giovane
sportivo (a 18 anni vinse una borsa di studio universitaria grazie ai suoi
risultati nel base-ball, ma la rifiutò per un senso di rispetto nei confronti
della sua famiglia, non certo ricca e con quattro figli da mandare a scuola),
Robert a 19 anni si scopre affetto dalla terribile malattia della sclerosi
multipla. Una malattia progressivamente invalidante, a meno che... “A meno
che, dopo i primi anni di sconcerto e di rassegnazione – ha ricordato il
Bertolas stamani, nel corso di un incontro con l’assessore provinciale all’emigrazione
Iva Berasi – non subentri la voglia di vivere e di lottare”. Ma
come lottare, contro la sclerosi multipla? “Con una dieta appropriata e
con tanto, tanto movimento, mi dissero i medici”. E Robert prese in parola
quei dottori: negli ultimi quindici anni della sua vita ha inanellato cinque
Maratone, con tempi di tutto rispetto (“Adesso corro in tre ore e 57 minuti,
ma sto decisamente puntando ad entrare tra la elite
della disciplina, raggiungendo il limite delle tre ore e 28 minuti per poter
essere ammesso alla Maratona di Boston!”.
E
ancora oggi, in visita al suo Trentino delle origini assieme al padre ultraottantenne
Luigi e alla sorella Rita, Robert non vede l’ora di calzare le scarpette
da corsa e di correre su e giù per l’asta dell’Adige, dieci-quindici chilometri
di corsa ogni giorno per tenersi allenato. E’ del 2007, poi, il “Victory
Tour”, 10.055 chilometri da costa a costa, dalla Columbia Britannica a
occidente del Nord America fino alla
penisola di Terranova, a oriente, percorsi di corsa, in bicicletta e sui
pattini dal 3 marzo al 18 novembre.
E
il male? La sclerosi multipla è sotto controllo: “All’inizio ero vittima
di attacchi addirittura settimanali, poi col passare
del tempo l’allenamento, la corsa e l’alimentazione appropriata hanno fatto
quasi del tutto sparire queste avvisaglie dolorose. Per otto anni sono stato
ininterrottamente bene, salvo poi sentire un po’ di dolore nel corso dei
mesi del “Victory Tour”, ma quello era previsto”.
Oggi
Robert è un testimonial che gira per il mondo a diffondere la sua esperienza,
a incontrarsi con molti ammalati di sclerosi, a
comunicare loro il messaggio di speranza che la malattia si può costringere
e tenere sotto controllo. Oggi Robert corre anche per il piacere di correre:
snocciola senza mai tirare il fiato dati, notizie,
aneddoti sulla Maratona di New York e sta facendo un pensierino alla prossima
“Maratona del Lago di Garda”, alla quale l’assessore Berasi l’ha invitato.
Qualcuno lo ha definito un “Forrest Gamp” di origini trentine, ma Robert è tutto, fuorché un isolato
e un solitario: ama correre in gruppo, ben sapendo che quella corsa – di
gara o di allenamento – gli sta regalando una chance di vita in più: “E
non vedo l’ora di trovare qualche maratoneta di Trento che voglia fare un
po’ di chilometri al giorno con me. Così potrò dire, e magari scrivere sul
libro che ho in mente di pubblicare, che tra le altre cose ho anche corso
nelle valli in cui è nato mio padre”.
Domani
sera Robert Bertolas sarà a Rovereto, alle 20.30 presso la Sala della Filarmonica
di Corso Rosmini, e sabato 1 marzo, sempre alle 20.30, presso l’Auditorium
di Marcena di Rumo, per parlare in pubblico della sua esperienza. Promuovono
gli incontri la Provincia autonoma di Trento, i due comuni ospiti
e l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.