
Trento,
4 ottobre 2007
IL DIALOGO FRA ISRAELIANI E PALESTINESI
A TRENTO
Conferenza stampa stamani con l’assessore Berasi,
il presidente del Forum per la pace Bombarda e
quattro testimoni d’eccezione della situazione mediorientale.
E domenica più di mille trentini parteciperanno alla Marcia Perugia-Assisi
Comunicato stampa
È la
testimonianza di un forte impegno in favore della pace e della comprensione
reciproca, a dispetto di ogni ostacolo,
quella portata oggi in Trentino da Ala Khatib,
arabo-israeliano, vicepreside della Scuola d’insegnamento bilingue, multireligioso
e multiculturale “Hand
in Hand” di Gerusalemme, Samia Zeit Khalilieh palestinese, delegata
per il progetto “Centro Giovanile Multiculturale”
nel comune di Beit Jala,
Youssef Nasser palestinese, sindaco
di Birzeit e Zvi Schuldiner israeliano, docente di politica e pubblica amministrazione
al “Sapir College”. Gli ospiti sono in questi
giorni in Trentino per un percorso di riflessione promosso dalle istituzioni
provinciali e regionali e dalle scuole in occasione anche della tradizionale
Marcia della pace Perugia-Assisi, che avrà luogo
domenica 7 ottobre (è prevista la partecipazione di più di un migliaio di
trentini, di cui circa 500 del mondo della scuola, in gran parte studenti).
Accanto ai quattro esponenti israeliani e palestinesi, stamani alla conferenza
stampa di presentazione erano presenti anche Iva
Berasi, assessore provinciale alla Solidarietà
Internazionale della Provincia autonoma di Trento e Roberto Bombarda, presidente
del Forum trentino per la pace e i diritti umani. In prima mattinata i quattro “testimoni di pace”,
assieme all’assessore Berasi, hanno anche partecipato
ad un incontro al Liceo classico Prati di Trento. In serata infine l’incontro pubblico presso la Regione.
“Dialoghi di pace…Israele e Palestina”, questo il titolo della giornata
organizzata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento, all’assessorato
provinciale alla Solidarietà internazionale, dal Consiglio regionale del
Trentino Alto Adige e dal Forum trentino per la pace e i diritti umani.
Giornata apertasi stamani con l’incontro fra i quattro ospiti israeliani
e palestinesi con gli studenti del Prati e poi
con la conferenza stampa nel Palazzo della Provincia. Quattro
le storie, quattro le testimonianze ascoltate, quattro i percorsi di pace
portati all’attenzione dei trentini ma che in realtà in trentini già conoscono,
perché da tempo li sostengono attivamente, sia con interscambi e gemellaggi
scolastici sia con progetti di cooperazione e solidarietà cofinanziati
dagli enti pubblici.
Sul palco Youssef Nasser
sindaco di Birzeit, la città a nord di Ramallah sede dell’Università che ha storicamente formato
la classe dirigente ed intellettuale del mondo arabo; Zvi
Schuldiner, docente di Politica e Pubblica amministrazione
al “Sapir College” che si batte, da ebreo-israeliano, contro la
costruzione del Muro e per il ritiro dai territori occupati; Samia Zeit Khalilieh,
del municipio di Beit Jala,
cittadina palestinese con cui la Provincia autonoma di Trento ha stabilito
un rapporto di solidarietà iniziato già nel 2000 e reso sempre più complicato
e difficile dal riesplodere della conflittualità
nella regione; Ala Khatib, scienziato e docente
arabo-israeliano, co-responsabile di “Hand in Hand”, scuola che accoglie
ragazzi e ragazze delle due comunità e delle tre religioni (cristiani compresi),
sostenuta anche da diverse scuole del Trentino.
“Oggi è in corso a Perugia l’assemblea dell’Onu dei popoli per la pace – ha ricordato in apertura l’assessore
Berasi – organizzata dal coordinamento al quale
fanno parte la Provincia autonoma, la Regione e molti comuni. Ogni realtà
istituzionale si è impegnata a portare alla Perugia-Assisi
un testimone appartenente ad un popolo che soffre. Questo è il nostro contributo,
per fare riflettere su una realtà, quella di Israele
e dei territori palestinesi, che il Trentino del resto conosce da tempo.”
Va detto che, fra l’altro, la Provincia autonoma sostiene la scuola ”Hand in Hand” con 50.000 euro all’anno circa dal 2004 (oltre che a promuovere interscambi
e gemellaggi con le scuole trentine) e finanzierà la costruzione del centro
sociale di Beit Jala
con circa 300.000 euro (la realizzazione è prevista nel 2008). “Iniziative
che sono partite dal basso, dalla società civile – ha spiegato ancora l’assessore
Berasi – secondo quello che è il nostro ‘stile’ di lavoro,
il quale non prevede mai iniziative imposte dall’alto”.
Il professor Zvi Schuldiner,
dopo avere espresso il suo stupore per la grande attenzione
riscontrata a Trento, anche fra gli studenti, e dopo avere ringraziato il
Trentino per la vicinanza dimostrata in questi anni, ha brevemente illustrato
qual è la situazione attuale nel suo Paese. “L’occupazione dei territori
palestinesi continua, il muro, che è anche un muro dell’odio, rimane in
piedi, Gaza è una prigione anche se formalmente
noi ci siamo ritirati e la Cisgiordania è solo
una prigione un po’ più larga. Oggi si parla di pace, ma la strategia per
arrivare alla pace sembra essere quella di spaccare la società palestinese.
Io non sono d’accordo: anche a me non piace Hamas,
la pace la si deve fare con chi ci è nemico e non
solo con chi ci è amico.”
Gli ha fatto eco il sindaco di Birzeit Youssef Nasser, per il quale la
conferenza di pace che inizierà il mese prossimo non approderà a nulla a
meno che non si rispettino tre condizioni: il riconoscimento della “pulizia
etnica” praticata dal ’48 nei confronti dei Palestinesi,
il diritto al ritorno dei profughi alle terre che hanno dovuto lasciare
e la fine dell’occupazione dei territori palestinesi, sia militare sia da
parte dei coloni.
Samia Zeit Khalilieh ha riportato il discorso alle emergenze del quotidiano:
“In posti come Beit Jala
non c’è lavoro, non c’è possibilità di studiare. I Comuni non hanno risorse
per garantire servizi adeguati alla popolazione. Per questo l’aiuto di realtà
come il Trentino per noi è vitale”. Infine Ala Khatib
della scuola “Hand in Hand”,
palestinese che vive in Israele. “Forse per voi parlare di una scuola
‘mista’ è normale, per noi certamente no.
In Israele ebrei e arabi studiano in scuole diverse, i contatti sono scarsissimi.
Questa esperienza è una sfida alla divisione che attraversa la nostra società”.
Roberto Bombarda in chiusura ha ricordato come all’indomani della Perugia-Assisi inizierà l’anno internazionale dei Diritti
umani dell’Onu. Un’occasione
in più per impegnarsi, un’occasione che il Trentino si prepara a cogliere.
Ricordiamo infine che ad organizzare la trasferta a Perugia
di domenica in pullman sono le Acli di Trento
e la Cgil. Ci sono ancora alcuni posti per coloro che volessero iscriversi.
SCHEDE:
Bilingual School di
Gerusalemme-Al Quds (Fondazione
“Hand in Hand”).
Nel 1997 il Centro Educativo arabo ebraico in Israele “Hand
in Hand” ha aperto le prime scuole pubbliche completamente
integrate a Gerusalemme ed in Galilea, nelle quali bambini arabi ed ebrei
studiano fianco a fianco, guidati da insegnanti
e dirigenti scolastici delle due comunità. Nelle scuole “Hand in Hand” i programmi didattici
puntano all’insegnamento bilinguistico, multireligioso e multiculturale
con l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca, il riconoscimento reciproco, la comprensione ed in futuro la collaborazione.
La richiesta di questo tipo di scuole, da parte delle comunità locali, è
in continuo aumento (nell’anno scolastico 2004/5 gli studenti erano 530,
nell’anno scolastico 2006/7 sono saliti a 750). Le scuole Hand
in Hand oggi sono 3 e danno istruzione a 751 studenti:
306 nella scuola di Gerusalemme (dalla pre-scuola
materna fino all’ottava classe), 192 in Galilea (dalla prima fino alla nona
classe) e circa 200 a Vada Ara (fino alla quinta classe). Le scuole hanno
ricevuto l’approvazione del ministero dell’educazione israeliano. Ai genitori
viene chiesto di pagare 1.000 USD all’anno (il resto, circa
1.000 dollari, viene raccolto). La scuola ha in fondo monetario per sostenere
circa 50 borse di studio per famiglie che non sono
in grado di pagare la retta annuale.
Una delegazione della scuola (insegnanti, dirigenti scolastici e studenti)
è stata ospite in Trentino della fondazione Opera Campana dei Caduti e dell’Istituto
Comprensivo “Trento 2” nel 2004 e nel 2005. La Provincia ha già finanziato
la scuola per due volte con 50.000 euro l’anno e si prepara a fare lo stesso
per l’anno a venire.
Comune
di Beit Jala
Il rapporto fra il Trentino e la municipalità di Beit
Jala, cittadina di 15.000 abitanti della Cisgiorgdania, a pochi chilometri da Gerusalemme e di fronte
a Betlemme, è iniziato nel 2000 con la visita di una delegazione della Provincia
autonoma. Poche settimane dopo è avvenuta la famosa passeggiata di Sharon sulla spianata delle moschee e l’inizio della seconda
Intifada, che di fatto
ha reso sempre più difficili i rapporti.
Nel 2001 c’è stata invece la visita del Sindaco di Beit
Jala in Trentino, durante la quale
è stata avanzata alla Provincia autonoma la richiesta di sostenere il progetto
di costruzione di un centro giovanile, che l’inasprirsi della situazione
politica ha però reso impossibile.
Nel 2002 invece
la Provincia ha finanziato un intervento di emergenza diretta a favore dell’Ospedale
di Beit Jala (2 macchine
per dialisi) e della Custodia di Terra Santa (riparazione tetti di famiglie
povere). Nel 2003, anche tramite l’associazione Pace per Gerusalemme, sono
iniziati gli interscambi con studenti della zona. Recentemente sono ripresi
i contatti per la realizzazione del centro giovanile
e sociale, la cui costruzione – finanziata dall’assessorato alla solidarietà
internazionale – dovrebbe partire a brevissimo. La conclusione dei lavori
è prevista nel 2008. L’impegno di spesa a carico della Provincia è di 300.000 euro.