Trento, 14 dicembre 2007
ISRAELE E PALESTINA: OGGI IN PROVINCIA L’INCONTRO CON LA VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO MORGANTINI
L’assessore Berasi ha esposto l’impegno dell’amministrazione
e delle tante associazioni trentine nell’area mediorientale

Comunicato stampa

Israele e Palestina divisi da un muro: un muro che non protegge, ma crea nuove ingiustizie e nuove ostilità. È questa la constatazione che emerge dall’incontro pubblico tenutosi stamani in Provincia per iniziativa dell’assessorato alla solidarietà internazionale, ospite d’onore la vicepresidente del Parlamento europeo onorevole Luisa Morgantini.

L’incontro – a cui hanno partecipato numerosi studenti delle scuole superiori di Trento - ha chiuso anche la mostra fotografica “Un muro non basta”, organizzata dalla Provincia autonoma assieme alle associazioni Vis-Volontariato internazionale per lo sviluppo e Pace per Gerusalemme e al Forum trentino per la pace e i diritti umani, presso la sede dell’Ocse di Trento.

In apertura dell’incontro l’assessore provinciale Iva Berasi ha ricordato i molti impegni assunti dal Trentino nell’area mediorientale, fra cui il sostegno alle scuole della rete Hand in Hand di Israele, dove studiano e insegnano, in maniera assolutamente paritaria, tanto gli ebrei quanto i palestinesi, o il progetto per un centro giovanile a Beit Jalla, vicino Betlemme.

Il presidente del Consiglio delle autonomie Renzo Anderle ha parlato invece delle iniziative realizzate dai Comuni, mentre il giornalista dell’Ansa Luigi Sandri, esperto in questioni mediorientali, ha analizzato brevemente le grandi questioni aperte, a partire da quella di fondo, la necessità di avere due Stati veramente tali per i due popoli, quello israeliano e quello palestinese, delimitati da confini “giusti”, che dovrebbero ricalcare quelli tracciati nel 1949, che assegnavano circa il 54% del territorio conteso a Israele e il 44% ai palestinesi. Ma la realtà è un’altra, ha sostenuto con forza la vicepresidente del parlamento europeo Luisa Morgantini: in realtà le successive acquisizioni territoriali di Israele hanno portato ad una situazione per la quale il 78% del territorio è andato a Israele e solo il 22% è rimasto ai palestinesi. Ma solo in maniera teorica, perché Israele ha continuato a creare nuove colonie nei territori palestinesi, nonostante le colonie siano considerate illegali dalla comunità internazionale. A ciò si deve aggiungere il dramma dei profughi, cioè di quei circa 4 milioni di palestinesi che vivono lontani dalla loro terra.

Di questa realtà, “drammatica per tutti, ma non nella stessa misura”, ha ricordato ancora la Morgantini, porta una pesante responsabilità anche l’Europa, che ha commesso dei gravi errori e che, anche nelle recenti trattative condotte negli Usa, a Annapolis, ha lasciato tutta l’iniziativa agli americani. Dall’onorevole Morgantini infine un appello a coltivare una visione “pacifista” pur in una realtà che spingerebbe a reazioni anche violente, tante sono le ingiustizie che covano al suo interno. Quella visione che continuano testardamente a coltivare tante persone in entrambe gli schieramenti e che porta alla nascita di realtà come l’associazione Parent’s circle, che raggruppa i parenti delle vittime sia israeliane che palestinesi.

Dopo una breve, intensa rappresentazione realizzata dalle compagnie teatrali Ombre nel Mondo e Estroteatro, intitolata “9 metri la misura dell’indifferenza”, la parola è andata a don Piero Rattin, biblista, che ha parlato delle radici culturali e religiose dell’odio, ma anche dei suoi possibili antidoti, a due volontarie trentine, Sara Faustinelli del Vis e Federica Fortunato di Pace per Gerusalemme, che hanno portato la loro sofferta testimonianza, ad Alberto Robol della Fondazione Campana dei caduti di Rovereto e a Alberto Inzigneri del Forum trentino per la pace.