
Trento,
14 novembre 2007
CON IL LIBRO “OLTRE OGNI CONFINE” DI RENZO
GROSSELLI,
LA STORIA DELL’EMIGRAZIONE DIVENTA RACCONTO
Il volume che raccoglie le testimonianze degli emigrati del Vanoi,
è stato presentato ieri sera dall’assessore Iva Berasi
e da Quinto Antonelli
Comunicato stampa
Come
altri libri di Renzo Maria Grosselli dedicati all’emigrazione, anche quello presentato
ieri nel tardo pomeriggio nella Sala Stampa della Provincia, intitolato
“Oltre ogni confine” è destinato a scrivere una
pagina importante nella storia del movimenti migratori che dalle valli trentine
condussero nostri conterranei praticamente in tutti i continenti della terra.
Si pensi – ha tra l’altro ricordato l’assessore all’emigrazione Iva Berasi, prendendo la parola in apertura di presentazione –
che un analogo lavoro pubblicato a nel 1986 da
Grosselli sull’emigrazione trentina in Brasile, dal titolo
Vincere o morire, è oggi utilizzato dall’Ambasciata e dai Consolati per
documentare l’origine trentina di coloro che chiedono, oggi, la cittadinanza
italiana”.
Un libro
consistente, “Oltre ogni confine”, seicento pagine fitte fitte di dati, informazioni,
riflessioni e analisi, ma soprattutto di “storie”: “110 ore di registrazioni
– ha ricordato l’Autore, – realizzate per la gran parte nel 1993, per raccogliere
dalla viva voce dei protagonisti e dei testimoni le loro storie di migranti
che dalla Valle del Vanoi hanno percorso le strade
del mondo per giungere in ogni dove”.
Un
libro, “Oltre ogni confine”, che vede la luce grazie all’azione congiunta
del Museo Storico in Trento e del “Centro di documentazione per la storia
dell’Emigrazione trentina” promosso dall’assessorato provinciale all’emigrazione.
“Vorrei qui ricordare – ha aggiunto Iva Berasi,
– che sabato scorso il presidente della Provincia, parlando alle celebrazioni
dei 50 anni dell’associazione Trentini nel Mondo, ha anticipato che nelle
ex-gallerie di Piedicastello, in cui nascerà quanto prima un percorso museale dedicato alla storia del Trentino, il fenomeno dell’emigrazione
e le sue innumerevoli storie troveranno adeguato spazio”.
È toccato
a Luigi Zortea, sindaco di Canal San Bovo, aprire
la serata, ricordando quanto la sua valle abbia dato all’emigrazione: “Una valle defilata, sconosciuta
un tempo ai più, che soffrì il dramma dell’emigrazione, se è vero che nel
1869 eravamo in 4.403, e nel 2004 solo 1.650 abitanti. La storia dei nostri
migranti ci insegna, comunque, che è nell’accoglienza
di coloro che arrivano da noi provenendo da lontano che si gioca la partita
del nostro futuro di comunità aperta e multiculturale”.
Quinto
Antonelli, invece, per il Museo Storico in Trento,
si è soffermato sul patrimonio di “voci” raccolto nel volume: “È stupefacente
vedere come sia riuscito, Renzo Grosselli, a
partire da una minuscola entità geografica qual era ed è il Vanoi,
per far esplodere il tema dell’emigrazione a livello planetario, con diversi
strati di lettura e di interpretazione dei fatti reali. Il mio invito, da
storico, è quello di leggere queste 139 storie con gli occhi curiosi di
chi vuole saperne di più delle partenze e degli
arrivi, degli incontri in terra di emigrazione, dei rapporti con gli uomini
e le donne che si trovavano nei Paesi lontani...”
Il libro
ha un suo indice cronologico che va dal Settecento al Novecento, ma se prendiamo
come metro di lettura le vicende dei vari Egidio Stefani di Canal
San Bovo, Maria Zortea
di Cicone, Ilario Sperandio di Caoria,
Maria Hartmann di Ronco...
escono temi che concorrono a scrivere un altro indice della pubblicazione,
fatto di capitoli che parlano della famiglia, dei bambini, della donna,
del viaggio, delle paure, dei cibi nuovi, della nostalgia, delle rabbie
e delle frustrazioni, con alcuni quadretti anche esilaranti per l’involontaria
comicità delle situazioni...
“Oltre
ogni confine”, ha ancora detto l’assessore Berasi, costituisce un indubbio e significativo
passo in avanti di quella “storia dell’emigrazione” che in questi anni hanno
visto coinvolti autori come Renzo Grosselli, Renzo
Tommasi e Josè Zilli Manica, come
Francesca Raouik Massarotto.
Però quello che presentiamo oggi e un libro nuovo,
è un libro che racconta, e sappiamo che nei racconti Renzo Grosselli
riesce a riesce a dare il meglio di sé, come scrittore e come giornalista.
Noi vogliamo riappropriarci di questa nostra storia e la vogliamo raccontare
ai giovani”.
“Con
questo libro – ha detto in chiusura l’Autore, rivolgendosi a
un pubblico nel quale erano mescolati gli undici Consultori per l’emigrazione
a Trento per l’annuale riunione, – penso di aver esaurito il mio percorso
di analisi delle varie emigrazioni. Se assemblate i contenuti dei libri
da me scritti fino a oggi, avrete un ideale testo
che esamina il fenomeno emigratorio dalle migrazioni stagionali del Medioevo
a quelle dell’attualità. Questo dovevo agli emigranti, questo dovevo a me stesso, perché in
queste seicento pagine c’è racchiuso il cuore della gente!”.