Trento, 15 novembre 2007
“MAGIADIMAGLIA”: CON UNA MOSTRA SULL’ARTE DEL FAR FILÒ
SI RISCATTA UN’ANTICA ATTIVITÀ DOMESTICA ED ECONOMICA
L’assessore alle pari opportunità Iva Berasi ha inaugurato stamani l’originale esposizione che rimarrà aperta a Torre Mirana, a Trento, fino al 29 novembre

Comunicato stampa

Sarà perché ognuno di noi ha o ha avuto in famiglia una nonna o una zia che si dilettavano nel “fare a maglia”; sarà perché tutti hanno indossato oppure indossano una sciarpa o un magione o un berretto di lana sferruzzato in casa, fatto sta l’inaugurazione della mostra “MagiaDiMaglia”, stamani a Torre Mirana in via Belenzani, a Trento, ha richiamato un folto pubblico composto da donne di tutte le età (con una significativa presenza di nonne e bisnonne), ma anche molti uomini attirati soprattutto dalla curiosità.

“Ed è veramente curiosa, questa mostra – ha detto l’assessore provinciale alle pari opportunità Iva Berasi, – che recupera alla memoria un’attività alla quale molto devono le generazioni che ci hanno preceduti. Un’attività che per molto tempo è stata di fondamentale sostegno per l’economia domestica di migliaia e migliaia di famiglie,  che ha creato socializzazione, che ha stimolato la creatività di tante donne.”

“Fare a maglia”, sferruzzare o – con un vocabolo straniero addomesticato all’italiano – “tricotare” è la tipica attività delle donne, “tanto che quando indicare a una donna il suo ruolo congeniale – ha chiosato Iva Berasi, – che cosa gli dici? ‘Tasi e vaI a casa a far la calza!”.

MagieDiMaglia, una mostra che rimane aperta fino al 29 novembre, è solo la punta di dell’ice-berg del nuovo gusto del far filò, del prendere in mani i ferri da calza e del lavorare a maglia chiacchierando del più e del meno. “Sferruzzare – ha ancora detto l’assessore Berasi, – è un’attività semplice, che predispone alla narrazione, che crea socialità: oggi si è ripreso il gusto del far filò nei bar di Trento, in alcuni alberghi di Baselga di Piné e di Levico Terme; ed è stato grazie allo sferruzzamento che immagino pieno di chiacchiere nelle donne anziane delle Case di Riposo di Bezzecca, Bleggio Superiore-Santa Croce, Folgaria, Lavis, Primiero-Transacqua, Roncegno, Rovereto, Storo, Tesero e Trento se oggi, all’interno della mostra, abbiamo quei centocinquanta chilometri di sciarpa di lana cucita dalle donne Trentine e non sono Trentine in questi ultimi mesi”.

E, poi, leggende, Madonne che sferruzzano, fiabe e leggende legate al far filò, addirittura quadri di maglia... la mostra MagieDiMaglia e tutto questo e molto di più. Ivana di Camillo, in rappresentanza del Comune di Trento, ha parlato dello sferruzzare come di un linguaggio, di uno strumento di comunicazione: “Fare a maglia fa bene alla salute e allo spirito: lo consiglio soprattutto ai giovani, perché tricotare è un vero e proprio ricostituente della salute!”.

Sono moltissimi i “nomi” (soprattutto di donne) che hanno collaborato alla realizzazione di questa mostra unica nel suo genere. Si va da Wolftraud de Concini, che ne ha avuto l’idea, a Lucia Trettel, dell’assessorato provinciale alle pari opportunità; da Lucia Maestri, assessore alla cultura del comune di Trento alla giovane Martina Benoni che ha illustrato le fiabe del far filò; dall’assessore Iva Berasi, che ha tenuto per alcuni mesi nella sala di attesa del suo ufficio, in Provincia, la sciarpa chilometrica alla quale hanno lavorato tutte le donne passate di lì (ed invero  anche qualche maschio) a Piero Lavagna che ha curato le fotografie del catalogo...

Madonne trecentesche che lavorano a maglia, abiti dell’Alta Moda in maglia, arazzi creati con tasselli eseguiti nelle Case di Riposo, negli ospedali e durante i “filo-filò” bei bar o negli alberghi, la storia, l’economia, la cultura dello sferruzzare raccontate con immagini e testi, un reportage su alcune donne e sul loro lavorare a maglia: sono questi i punti di forza e di attrazione della mostra MagiaDiMaglia, che rimarrà aperta a Torre Mirana, in via Belenzani a Trento, fino al prossimo 29 novembre (con orario dalle 10 alle 18). MagiaDiMaglia vuole valorizzare un’attività manuale che ha sempre avuto un posto di rilievo nelle famiglie, specie per quelle di montagna. Un’attività simbolo delle donne, metafora del loro contributo alla storia e alla cultura.

Promossa dall’Assessorato provinciale alle pari opportunità e solidarietà internazionale in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del comune di Trento, la mostra incanta per i colori, per le forme dei punti, quelli conosciuti e quelli meno noti, per la creatività delle artiste che hanno realizzato veri e propri quadri sferruzzati a maglia. Il tutto legato a un progetto di solidarietà che si rivolge a Viscri, il villaggio rumeno ai piedi dei Carpazi che oggi vive di calze, sferruzzate da tutte le donne del paesino. Una prova, se ce n’era bisogno, di quanto possa costituire volano economico ancora oggi il semplice fare a maglia. Ne sono una testimonianza i più di 150 metri di scarpa di lana cuciti dalle donne Trentine e non solo Trentine. Non è un caso che ben cento metri della lunghissima sciarpa siano stati sferruzzati dalle nonnine della Casa di Riposo di Storo. “È la rivincita della donna anziana – ha poi commentato l’assessore Berasi nella visita guidata alla mostra, – la rivincita dell’esperienza, di quell’età che a torto è considerata improduttiva o poco interessante”. Mentre l’assessore parlava, alle sue spalle un’anziana ospite di una Casa di Riposo seduta sulla carrozzella sferruzzava felice pienamente inserita nella confusione della vernissage. Il suo sorriso soddisfatto valeva, da solo, l’intera mostra di Torre Mirana!