
Trento,
17 settembre 2007
“È URGENTE E NECESSARIO CHE UN MUSEO DELL’EMIGRAZIONE
CONSENTA AI TRENTINI DI CONOSCERE MEGLIO LA LORO STORIA!”
Lo ha detto l’assessore all’emigrazione Iva Berasi,
incontrandosi con i frequentanti di un corso riservato ai giovani oriundi
trentini
Comunicato stampa
Sono
diciannove i giovani oriundi trentini che, frequentando corsi universitari
grazie alle borse di studio previste dalla Provincia autonoma di Trento,
hanno scelto di partecipare anche a un corso che
si sviluppa su quattro incontri e che servirà loro per conoscere più a fondo
la storia dell’emigrazione trentina e, più in generale, le condizioni socio-economiche
e politiche che contraddistinsero le varie fasi della storia dell’emigrazione.
Questo pomeriggio, presso il Museo storico in Trento che organizza il corso,
l’assessore provinciale all’emigrazione Iva Berasi ha incontrato i corsisti, con i quali ha intrecciato
un’interessante “lezione” che ha toccato diversi aspetti del problema. “Con
iniziative come queste – ha tra l’altro detto l’assessore,
– vogliamo darvi gli strumenti per poter poi navigare meglio nelle
acque spesso difficili di questo mondo. Certo, un corso in quattro incontri
forse è sottodimensionato rispetto alle vostre aspettative.
Attendiamo però da voi stimoli e richieste per ampliare gli
orizzonti dell’intervento, in attesa che finalmente il Centro di documentazione
della storia dell’emigrazione trentina, attualmente gestito e ospitato dal
Museo storico in Trento, trovi una sua sede, una ‘Casa’ dell’emigrazione
che possa diventare, per i Trentini che vivono nel mondo ma soprattutto
per i Trentini che vivono qui un centro focale d’interesse, un’occasione
per recuperare la memoria di ciò che siamo stati, per capire quel che siamo
oggi e per costruire con coraggio e con la creatività dei giovani ciò che
saremo.”
I diciannove
giovani, frequentanti diversi corsi universitari, vengono dal Brasile, dall’Argentina,
dal Cile, dagli Stati Uniti e dal Messico. Al termine del corso, un attestato
di partecipazione arricchirà il loro curriculum, “nella speranza – ha detto
l’assessore, – che le esperienze e le conoscenze raccolte qui un giorno
voi le possiate poi mettere a disposizione delle
vostre comunità di origine. Io sono convinta che grazie a voi e al futuro
Museo dell’Emigrazione sapremo creare quella rete che ci arricchirà vicendevolmente”.
E
di coinvolgimento dei giovani corsisti anche in attività di raccolta di
dati e di documenti riguardanti la storia dell’emigrazione ha parlato Giuseppe
Ferrandi, direttore del Museo storico di Trento
nel suo intervento di presentazione.
Il corso,
al quale partecipano appunto diciannove giovani oriundi trentini, prevede
quattro giornate di incontri, delle quali due si svolgono presso la sede
del Museo Storico, con lezioni di storia e presentazioni di fonti documentarie
a cura di Giuseppe Ferrandi e del dott. Quinto Antonelli.
Le altre due giornate prevedono specifiche visite illustrate sul territorio
in luoghi della memoria.
Dopo
la giornata di oggi, dedicata all’accoglienza,
all’introduzione storico-metodologica sui temi
dell’autonomia trentina e alla proiezione di un film prodotto dal Museo,
domani ai corsisti nella mattinata verrà proposta una conferenza teorico-metodologica
sui temi della scrittura popolare, con particolare riferimento alla prima
guerra mondiale e all’emigrazione trentina, a cura di Quinto Antonelli,
ricercatore del Museo e responsabile dell’Archivio della scrittura popolare.
Nel pomeriggio verranno approfonditi gli argomenti trattati al mattino, analizzando
alcuni documenti originali conservati presso l’Archivio della scrittura
popolare.
Mercoledì
19 settembre i corsisti visiteranno Forte Belvedere sull’altopiano di Lavarone
e, nel pomeriggio, il Centro di documentazione di Lucerna.
Giovedì
20 settembre sarà la volta, al mattino di una visita
al Museo Storico Italiano della Guerra a Rovereto e, al pomeriggio, di una
visita al MART.