
Trento,
27 febbraio 2008
NINO
MARCONI, 70
ANNI CON IL CICLISMO NEL CUORE
OGGI IL “GRAZIE” DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Premiato dall’assessore allo sport, Iva Berasi
Comunicato stampa
“Ho
voluto che questa cerimonia si svolgesse all’insegna dell’informalità, un
ritrovarsi tra tanti amici che vogliono fare gli auguri e dire ancora grazie
a chi da anni si occupa con passione genuina di sport”. Così Iva Berasi,
assessore allo sport della Provincia autonoma di Trento, ha aperto questa
mattina l’incontro – nella sede dell’Assessorato, in via
Jacopo Aconcio – con Nino
Marconi, da pochi giorni settantenne. E
sono stati 70 anni dedicati con passione e “cuore grande” al ciclismo. Una
passione condivisa dalla moglie Irma e dai figli, Milena, Sara e Claudio
che Nino ha voluto accanto a sé, oggi, non senza una comprensibile
emozione. “Se oggi lo sport in Trentino è ai vertici nazionali lo
deve anche e soprattutto a personaggi come Nino
Marconi”, ha detto Iva Berasi
“e io spero che tanti giovani sappiano cogliere il valore di questo
impegno e decidano a loro volta di essere parte attiva di quella
macchina organizzativa, all’interno delle società, senza la quale lo sport
trentino non potrebbe esistere”. A Nino Marconi l’assessore Berasi ha fatto
dono di un orologio, “simbolo del tanto tempo dedicato al movimento sportivo
trentino, augurio per quello che deve ancora venire, perché il ciclismo
trentino, che a Marconi deve già moltissimo, di
lui ha ancora bisogno”.
Tanta
gente per questo incontro all’insegna della spontaneità,
dell’affetto, di tanti ricordi. C’era Giuseppe Zoccante, il presidente della
Federazione ciclistica trentina, c’erano i dirigenti della Montecorona. Ci sono stati i ricordi: da
quel 1953 quando Marconi, “bartaliano
convinto”, iniziò a seguire Aldo Moser; da quel
terribile capitombolo che impedì a Francesco Moser
di disputare il Giro d’Italia: cadde a San Michele all’Adige, mentre si
allenava “dietro alla mia Vespa rossa con il rullo: che spavento e che rabbia
dover rinunciare alla corsa rosa, due giorni prima”. E
quante feste preparate, e qualche volta rinviate, per i tanti trionfi dei
Moser prima, di Gilberto Simoni,
poi, in val di Cembra.
“Ho sempre messo costanza e passione in quello che ho fatto e continuo a
fare”, ha detto Nino Marconi. E chi vuole bene allo sport,
non può che annuire e rinnovare gli auguri.