
Trento,
21 giugno 2007
L’ASSESSORE BERASI
INCONTRA PADRE ZEFFIRINO
“SALVIAMO LE DONNE E I BAMBINI DEL PERÙ DALL’AIDS”
L’incontro si è tenuto stamani presso l’assessorato
alla solidarietà internazionale
Il Trentino ha finanziato il progetto “Latte per la vita” a favore di piccoli
di Lima
Il progetto
"Latte per la vita" ha visto la Provincia autonoma di Trento impegnata
in prima persona nell’azione di contrasto della diffusione del
virus HIV/AIDS in Perù e in particolare nella capitale Lima.
In Perù
la popolazione di Lima, deve affrontare il grave problema che colpisce la
salute delle fasce più deboli della comunità. Il pericolo di trasmissione
del virus HIV/AIDS colpisce soprattutto i bambini che rischiano di contrarre
il virus attraverso il latte materno. Infatti quella
verticale è la principale forma di trasmissione del virus nei bambini. La
Provincia autonoma di Trento e, in particolare l’assessore alla solidarietà
internazionale Iva Berasi hanno ritenuto indispensabile
sviluppare un programma il cui obiettivo sia quello di ridurre o annullare
il rischio di trasmissione di tale virus.
L’Hogar
San Camillo, fondato nel 1995 e gestito da padre Zeffirino, ha tra i suoi
obiettivi quello di accogliere, accompagnare e accudire la
persona potenziando l’aspetto della salute. In tale senso sviluppa una serie
di progetti che intendono affrontare il problema dell’HIV/AIDS.
Il progetto
della Provincia autonoma di Trento si inserisce nell’attività già consolidata dell’Hogar San Camillo che promuove una serie di attività rivolte
alle persone che, nella maggior parte dei casi, hanno scarse risorse economiche
e sociali. Per questo motivo, gli operatori lavorano con i distinti membri
della famiglia, madri, padri, figli con il supporto del lavoro di specialisti
nel settore della salute. L’Hogar San Camillo accoglie le mamme con i loro bambini, e
si rivolge loro offrendo sostegno emotivo, nutrizionale e assistenza medica.
Il progetto
affronta il grave problema della denutrizione che spesso impedisce alle
mamme sieropositive di nutrire i loro bambini senza ricorrere al latte materno.
Per non trasmettere il virus HIV è infatti indispensabile che i bambini non ricevano il latte
dalle madri sieropositive. Il progetto intende quindi fornire il latte necessario
allo sviluppo del bambino e integrare l’apporto nutrizionale insufficiente.
Con “Latte per la vita” si è inteso fornire l’apporto nutrizionale che,
attraverso una adeguata dieta di base, garantisca
lo sviluppo dei bambini.
L’incontro
odierno è servito a tracciare il bilancio (“molto positivo”,
secondo il missionario), del progetto “Latte per la vita” e individuare
altre, possibili azioni concrete di solidarietà a favore di donne e bambini.