Trento, 28 giugno 2007
ROSINA, LA REGINA BUONA DEL GHANA, RINGRAZIA IL TRENTINO
“IL VOSTRO AIUTO E’ UNA SPERANZA PER IL MIO POPOLO”
L’assessore Berasi: “Continueremo a lavorare con voi
a favore di donne e bambini”

Comunicato stampa

Le cronache nazionali si occuparono di lei qualche mese fa, fa si scoprì che da 12 anni viveva in Italia, lavorando come colf nelle famiglie di Schio ma che in realtà Rosina Mawusi (questo il suo nome, ndr.) era la regina di una tribù del Ghana. La regina buona spediva tutti i suoi risparmi e gli aiuti che riusciva a recuperare alla sua gente per garantire loro un futuro migliore. Oggi, Rosina Mawusi è a Trento con gli amici dell’associazione “I bambini di Besoro – Ashnati” di Rovereto. Una visita che lei ha voluto per ringraziare personalmente la Provincia autonoma di Trento e, in particolare, l’assessore provinciale alla solidarietà internazionale Iva Berasi: “Il vostro aiuto – ha sottolineato Rosina – è una risposta concreta alle esigenze del mio popolo. Grazie a voi, i bambini e le madri di Besoro potranno contare su strutture mediche e sanitarie migliori”. La Provincia autonoma di Trento ha, infatti, deciso di finanziare attraverso l’associazione di Rovereto, la realizzazione del reparto di maternità e un laboratorio di analisi presso il Centro sanitario di Besoro. A fine luglio i primi volontari trentini partiranno alla volta del Ghana per iniziare i lavori che continueranno in autunno. “Il nostro impegno – ha rassicurato l’assessore Berasi – continuerà e sarà soprattutto rivolto all’aiuto concreto di donne e bambini”.

Rosina Mawusi, regina della provincia di Kusami in Ghana, ha incontrato oggi l’assessore provinciale alla solidarietà internazionale Iva Berasi. La rappresentante ghanese, accompagnata da Giorgio Festi, presidente dell’associazione “I bambini di Besoro – Ashanti” – ha voluto incontrare l’assessore Berasi per ringraziarla personalmente dell’aiuto garantito dalla Provincia autonoma di Trento alle popolazioni del Ghana.

Di recente la Provincia autonoma di Trento ha deciso il finanziamento di due progetti a favore della provincia di Ashanti in Ghana: la realizzazione di un reparto maternità e di un laboratorio di analisi presso il Centro sanitario di Besoro.

“Le due strutture – ha spiegato la regina – serviranno soprattutto a garantire alle donne condizioni di parto migliori e un miglior monitoraggio delle condizioni sanitarie. Nella nostra provincia le emergenze sono soprattutto la tubercolosi e la malaria. Fortunatamente l’Aids non è così presente come in altre zone del paese o dell’Africa”.

“Da parte nostra – ha sottolineato l’assessore Berasi – opereremo sempre attraverso le associazioni di volontariato che rappresentano una risorsa importante e permettono, grazie al loro modo di operare, di finalizzare al meglio le risorse che la comunità trentina mette a disposizione delle popolazioni più svantaggiate del mondo”.

Il primo progetto riguarda quindi la realizzazione di un laboratorio di analisi presso il centro sanitario di Besoro, nella provincia di Kumasi, in Ghana. A realizzarlo sarà l’associazione “I Bambini di Besoro – Ashanti” costituita nell’aprile 2005, opera solo nella Regione degli Ashanti, foresta di Besoro in Ghana, ove ha già realizzato un presidio ospedaliero con fondi privati raccolti dall’associazione (in corso di realizzazione la costruzione del reparto maternità, in fase di ultimazione scuola elementare, in fase progettazione intervento per potabilizzazione acqua). L’associazione con sede a Rovereto conta 63 soci dei quali 30 operanti in Trentino. I partner locali dell’associazione roveretana guidata da Giorgio Festi sono le istituzione del governo locale (Regina Rosina Mawusi massima autorità locale coadiuvata dal Consiglio degli Anziani) e l’associazione volontariato Jesus Cares Voluntary Centre (ispirazione cattolica), di cui Mawusi è socia e presidente di zona. La collaborazione è iniziata nel 2003.

L’intervento sarà realizzato nel villaggio di Besoro, provincia Kumasi, Regione di Ashanti (Ghana), nella parte centrale del Paese. Si tratta di un villaggio di 5.000 abitanti, punto di riferimento per altre 10.000 persone  distribuiti nei contigui villaggi della foresta pluviale.  Qui è stato costruita alla fine del 2005 la “Clinic Besoro”, su iniziativa della regina Mawusi, presidio ospedaliero con le specialità di base di Medicina, Pediatria e Ginecologia (in corso il progetto di realizzazione reparto maternità e camera mortuaria), costruito con fondi dell’associazione, dotato di una camera con 6 posti letto per i ricoveri (in corso di rifacimento un’ altra camera con 8 posti letto), ambulanza per il trasporto dei malati ai maggiori centri ospedalieri (il primo dista 50 km). Vi operano due medici e tre infermieri, tutti locali. La struttura non è dotata né di servizi specialistici di chirurgia né di servizi di diagnostica. Le diagnosi, riscontrate dai sanitari per sintomatologia, vedono una gran parte dei ricoveri imputabili alle infezioni da HIV (> 3%), alla malaria (28%), alle infezioni intestinali (18%), nonché alle vie respiratorie (20%, frequente la tubercolosi). Le diagnosi vengono effettuate per sintomatologia e non per analisi di laboratorio.

Il progetto deriva da un bisogno individuato nella missione del novembre 2006 da parte di due volontari dell’associazione. Il medico che opera presso la struttura, incontrato in occasione della visita, ha evidenziato l’importanza di una diagnosi precoce delle malattie, di rilevare con certezza e rapidità le patologie dei malati, intervenendo con le terapie appropriate,  per salvare numerose vite umane.

L’obiettivo è di promuovere la riduzione della  mortalità infantile e materna e delle malattie, oltre a introdurre un sistema di diagnosi delle patologie e malattie endemiche basato su strumenti affidabili e rapidi.

Il secondo progetto riguarda la realizzazione di un reparto di “Maternità” sempre presso il centro sanitario di Besoro, utilizzato da centinaia di donne all’anno. Con l’aiuto della loro regina, gli ashanti nel 2005 hanno realizzato un ospedale a cui contribuiscono anche il Comune di Rovereto ed una parrocchia veneta, con la dotazione di un’ambulanza per il trasporto dei malati più gravi nei centri sanitari di riferimento (distanti uno 25 l’altro 50 chilometri). Inoltre, attualmente, la struttura non è dotata di servizi diagnostici o specialistici di chirurgia.

L’associazione intende ora completare l’intervento con la costruzione di un reparto di maternità, stipulare una convenzione con il Ministero della sanità per la formazione del personale medico e infermieristico, realizzare una campagna di informazione alla popolazione ed in particolare alle donne in gravidanza. Il monitoraggio sarà effettuato tramite l’analisi dei dati rilevati, secondo i parametri previsti dal Ministero della Sanità, ed il confronto con quelli forniti da analoghe strutture.

Secondo i programmi, la costruzione del reparto sarà terminata entro i prossimi mesi, a cui seguiranno dei corsi di formazione del personale.

Si prevede che la struttura possa diventare finanziariamente autosufficiente entro il 2010, tramite il pagamento delle prestazioni da parte dei soggetti più abbienti nonché del trasporto in ambulanza negli altri centri sanitari, se tale necessità non viene rilevata dal medico dell’ospedale, secondo delle tariffe che saranno decise dalla Regina e dal Consiglio degli Anziani.