Trento, 6 giugno 2007
“SONO TREMILA GLI IMPIANTI SPORTIVI DEL TRENTINO:
UN PATRIMONIO PER LO SPORT, LA COMUNITÀ E IL TURISMO”
Lo ha detto l’assessore Iva Berasi alla presentazione di un’indagine statistica sulla consistenza delle strutture sportive in provincia di Trento
“Mi batterò fino a fine legislatura, affinché ai bambini fino ai 16 anni
venga
permesso di praticare tutti gli sport, senza appartenenza di società
e senza cartellini”

Comunicato stampa

“Quasi tremila impianti sportivi diffusi sull’intero territorio del Trentino e a disposizione di tutte le discipline sportive che di strutture e di campi hanno bisogno – ha sintetizzato l’assessore allo sport Iva Berasi, stamani, alla presentazione del volume che raccoglie i risultati di un’indagine statistica compiuta dagli uffici del suo Assessorato, in collaborazione con i tecnici del Sevizio Statistica. – Vien da dire che il Trentino può ritenersi un’isola felice, almeno per quel che riguarda le strutture, eppure io dico che ciò non basta. Anche nel settore delle dotazioni strutturali, bisogna ragionare per sistemi, bisogna fare rete, bisogna lavorare avendo ben presente l’imperativo dell’ottimizzazione. Posso garantire che la Provincia autonoma di Trento, e l’assessorato di competenza, in questi ultimi dieci anni hanno lavorato per sistemi: sistema campi da calcio in sintetico, sistema piscine coperte da ristrutturare, sistema degli spogliatoi dei campi da calcio... Solo facendo così abbiamo raggiunto ottimi risultati, che ci sono riconosciuti a livello nazionale! Possiamo esser ben soddisfatti, per com’è cresciuto, in quantità e in qualità, lo sport trentino in questi ultimi due lustri. Adesso, per quel che mi riguarda, rimane un solo altro obiettivo: consentire ai giovani di fare sport liberamente, e quando dico liberamente, affermo che fino ai sedici anni i giovani non devono esser cartellinati per questa o per quella disciplina, ma devono avere la possibilità di provare diverse discipline, tutte le discipline sportive se lo vogliono. Solo così la pratica sportiva diventa strumento di vera crescita, di arricchimento, di esperienza”.

L’invito dell’assessore Berasi, in sede di conferenza stampa, ha ricevuto l’avvallo delle singole Federazioni, “anche se –ha chiosato il presidente del CONI trentino Giorgio Torggler, – mi meraviglia che alla presentazione ufficiale di uno studio così importante e di così grande soddisfazione per lo sport locale, si siano presentate solo quattro Federazioni (ciclismo, tennis, nuoto e pallavolo, n.d.r.) e la UISP.

È toccato invece a Carlo Basani, dirigente del dipartimento istruzione dal quale dipende anche il settore dello sport, ampliare il raggio di utilizzo della ricerca presentata questa mattina: “È uno strumento formidabile per i professionisti dello sport, ma anche per le famiglie e per i turisti. È anche un implicito invito alle amministrazioni comunali e per gli enti di gestione a fare la adeguata manutenzione degli impianti, che costituiscono un patrimonio non tanto della singola realtà municipale o di valle, bensì dell’intera comunità trentina”.

513 sono le palestre; 376 campi di tennis; 356 le corsie per le bocce; 329 i campi di calcio; 100 quelli per il calcetto; 177 gli spazi per l’atletica leggera; 122 i percorsi per corsa orientamento; 130 le corsie per il tiro a segno; 108 le palestre di roccia; 70 i campi per il volley; 48 i campi per il basket; 70 i campi polivalenti all’aperto; 50 i maneggi; 288 le vasche per il nuoto.

Il censimento delle strutture sportive esistenti sul territorio provinciale ha permesso di disporre di un gran numero di informazioni riferite ad ogni singolo spazio sportivo, informazioni che vengono periodicamente aggiornate. Il modello e la metodologia di rilevazione sono stati elaborati e definiti nel 1989 dal CONI in collaborazione con l'ISTAT e l'Istituto per il Credito Sportivo, in occasione del primo censimento degli impianti sportivi organizzato in modo sistematico su tutto il territorio nazionale.

Per cogliere la complessità del patrimonio impiantistico, gli enti promotori del censimento avevano scisso le strutture sportive in tre livelli:

- spazio di attività sportiva: inteso come uno spazio conformato per la pratica di una o più attività sportive;

- impianto sportivo: costituito da uno o più spazi di attività dello stesso tipo o di tipo diverso, che hanno in comune i relativi spazi accessori e/o i servizi;

- complesso sportivo: corrispondente ad uno o più impianti sportivi contigui aventi in comune elementi costitutivi, spazi accessori e/o servizi.

Uno spazio di attività sportiva costituisce sempre e comunque impianto sportivo e complesso sportivo.

I criteri definiti pongono come oggetto di rilevazione tutti gli spazi sportivi esistenti con requisiti sufficienti ad una pratica sportiva a qualsiasi livello, indipendentemente dalla disponibilità di strutture accessorie come ad esempio spogliatoi o tribune ecc., nei quali viene praticata abitualmente un'attività anche a carattere stagionale, ma con un utilizzo di interesse pubblico, anche se di proprietà e/o gestione privata; sono compresi gli impianti scolastici e quelli turistico alberghieri, quando non ad uso esclusivo della proprietà. Per opportuna omogeneità di informazione la banca dati provinciale degli impianti sportivi mantiene l’impostazione e lo standard di rilevamento creato per il censimento nazionale del CONI.

In provincia di Trento sono esclusi dalla rilevazione gli impianti sciistici per la pratica del fondo, della discesa e dello snowboard, che sono oggetto di specifiche norme e di appositi regolamenti attinenti il settore del turismo. Sono invece censiti i trampolini per il salto con gli sci.

Dopo il censimento generale del 1989 la Provincia ha effettuato vari aggiornamenti dei dati. Le sintesi presentate in queste pagine sono riferite alla situazione risultante dopo l’aggiornamento del censimento degli impianti sportivi ultimato nel dicembre 2005.

L’intera banca dati del censimento è pubblicata e risulta consultabile sul sito della Provincia autonoma di Trento all’indirizzo: www.sport.provincia.tn.it, periodicamente aggiornato a cura dell’Ufficio Attività sportive.

Va puntualizzato che nel censimento promosso dal CONI le informazioni raccolte sono riferite al livello di spazio di attività sportiva (ciascuna singola area dedicata ad un’attività sportiva) per motivi strettamente legati alla necessità di definire nel modo più preciso possibile l’oggetto del rilevamento. Infatti quello che viene comunemente chiamato “impianto sportivo” non corrisponde ad una singola entità definibile ma ricomprende situazioni assolutamente disomogenee. L’aggregazione a livello superiore accomuna e conta in modo analogo impianti minimali dotati di un unico e magari inadeguato spazio sportivo con impianti di eccellenza dotati di più spazi sportivi. È normalmente considerato impianto sportivo il singolo campo da tennis come il centro tennistico con vari campi coperti o non, lo stadio con 2 campi da calcio e le varie piste per le innumerevoli specialità dell’atletica leggera. È evidente che per poter diversificare tali realtà risulta indispensabile riferire la rilevazione a livello di spazio sportivo e non di impianto. In questo modo si supera anche il problema di censire le realtà sportive che comprendono spazi dedicati ad attività diverse, come ad esempio una palestra dove si pratica la pallavolo, pallacanestro, pallamano che contiene anche una parete per l’arrampicata. Se in quest’ultimo esempio il rilevamento fosse riferito a livello di impianto non si potrebbe certo definire la palestra come impianto per l’arrampicata e tanto meno censire la stessa due volte. La scelta operata in questa pubblicazione di riportare i dati quantitativi e di riferire le elaborazioni a livello dei singoli spazi di attività sportiva, risponde a precise esigenze di qualità del dato fornito, oltre a prevedere una comparabilità con i dati rilevati nel resto del territorio nazionale.

Nella lettura dei dati bisogna quindi tenere in debita considerazione che costituisce ad esempio “spazio di attività sportiva” ogni vasca di un impianto natatorio o ciascuna delle piste di salto o di lancio o di corsa esistenti in un impianto per l’atletica, la singola corsia in un poligono di tiro o delle bocce e così via.

La pubblicazione dopo aver riportato il quadro generale della Provincia, che evidenzia il numero degli spazi di attività sportiva esistenti per ciascuna disciplina, il confronto della dotazione di spazi sportivi per 1000 abitanti, la localizzazione della struttura sportiva in ambito turistico o scolastico, la proprietà pubblica o privata scende alle singole realtà comprensoriali riportando per ogni realtà comunale gli spazi censiti.

I 2974 spazi sportivi aperti al pubblico vengono utilizzati per circa 50 diverse discipline. Sul territorio provinciale sono però praticati vari altri sport che, pur non avendo uno spazio sportivo espressamente dedicato, contano complessivamente un significativo numero di praticanti, come il  ciclismo o il duathlon, il rugby ospitato sui campi di calcio, pugilato, arti marziali e badminton all’interno di palestre o sale ginniche polivalenti, altri svolti in ambiente naturale come il rafting o il torrentismo o l’arrampicata su ghiaccio. Dalle cifre emerge l’immagine di un Trentino ricco di offerte ed occasioni per praticare lo sport, rivolte sia alla popolazione residente sia al turista. In provincia possiamo contare più di 500 tra palestre sale fitness e aule ginniche, 430 spazi per calcio e calcetto, 376 campi per la pratica del tennis e 356 per le bocce, tanto per citare i più diffusi. Per le discipline più praticate è stata messa a confronto la dotazione esistente nei vari comprensori per evidenziare la specifica vocazione di ciascuna area. Anche i dati riferiti alla qualità dell’impiantistica compongono un’immagine assai positiva, gli spazi sportivi coperti sono 930 su 2974 cioè il 31,2 %, risultano illuminati 2013 spazi su 2974 corrispondenti al 67,8 % e la data di realizzazione o ristrutturazione evidenzia che 1366 spazi sono stati realizzati prima del 1990, mentre 1090 nel periodo 1991/2000 e 428 tra il 2001 e il 2005.