Roma, Camera dei Deputati, 30 novembre 2005
VISITE AGLI ISTITUTI PENITENZIARI
PROPOSTA DI LEGGE REALACCI ED ALTRI: MODIFICA ALL'ARTICOLO 67
DELLA LEGGE 36 LUGLIO 1975, N. 354
Intervento di Marco Boato per dichiarazione di voto
Resoconto stenografico Aula seduta n. 714 del 30 novembre
2005
È un fatto positivo, come è stato già sottolineato
dai colleghi che mi hanno preceduto, che si introduca nell'articolo 67 dell'ordinamento
penitenziario, cioè nella legge 26 luglio 1975, n. 354, la possibilità per
i presidenti della provincia e per i sindaci, come anche per gli assessori
provinciali e comunali delegati, di accedere senza autorizzazione agli istituti
penitenziari situati nei loro territori. Inoltre, si prevede la possibilità
di ingresso nelle carceri senza autorizzazione
per il Garante dei diritti dei detenuti, ove costituito presso la regione
nel cui territorio è situato l'istituto penitenziario. Infine, è stata finalmente
sancita in via ufficiale la possibilità di ingresso
nelle carceri senza autorizzazione, e senza limitazioni di territorio, per
i membri italiani del Parlamento europeo: all'epoca, nel 1975, quando fu
varato l'ordinamento penitenziario, non c'era ancora l'elezione diretta
dei membri italiani del Parlamento europeo e, quindi, non era stata prevista
questa ipotesi.
Vi è una piena condivisione del testo di questa proposta di
legge, di questa modifica ed integrazione all'articolo 67 dell'ordinamento
penitenziario e c'è da augurarsi che, subito dopo la legge finanziaria,
la Camera possa varare anche il provvedimento che prevede l'istituzione
a livello nazionale del Garante delle persone private della libertà personale.
Si tratta di un provvedimento, di cui è relatore il collega Palma, che più
volte abbiamo portato all'attenzione di quest'Assemblea
e il cui esame è però continuato a slittare a causa delle vicende di «affollamento»
e di difficoltà di carattere politico dell'aula in questi giorni.
Tuttavia, vorrei richiamare la situazione paradossale in cui si colloca
questa innovazione, che, anche se il tempo residuo di questa
legislatura è ormai limitatissimo, mi auguro che molto rapidamente il Senato
della Repubblica possa approvare in via definitiva. Ieri, il Senato della
Repubblica ha approvato definitivamente la cosiddetta legge ex-Cirielli,
di cui tanto abbiamo discusso in quest'aula, e
da parte nostra, come deputati dell'opposizione, abbiamo più volte sottolineato uno degli aspetti più gravi di quella legge di
cui meno si è discusso. In altre parole, mi riferisco al fatto che l'irrigidimento
dell'istituto della recidiva contenuto in quella legge provocherà, nel giro
dei prossimi mesi e dei prossimi anni, l'aumento
di molte migliaia di detenuti rispetto ad una situazione penitenziaria che
già oggi fa registrare oltre 60 mila presenze nelle carceri italiane. Sembrava
che questo fosse un allarme strumentale da parte delle forze dell'opposizione.
Ora, qualche decina di minuti fa ...
PRESIDENTE:
MARCO
BOATO.
Concludo,
signor Presidente.
Le agenzie di stampa hanno riportato una dichiarazione del
ministro Castelli, ministro della giustizia, il quale annuncia che,
dopo l'entrata in vigore della legge ex-Cirielli,
aumenteranno di migliaia - parole del ministro Castelli - i detenuti nelle
carceri, ma che non ci sono i fondi per far fronte a questa emergenza.
Volevo cogliere questa occasione per denunciare
la gravità di quanto sta avvenendo e per sottolineare, a maggior ragione,
l'importanza di una più ampia possibilità d'intervento dei rappresentanti
degli enti locali rispetto alla situazione penitenziaria (Applausi dei deputati
del gruppo Misto-Verdi-l'Unione).