Roma, Camera dei deputati, 27 aprile 2007
A 22: UNA SCELTA SBAGLIATA
CHE LASCERA’ IL SEGNO
Comunicato stampa

La preannunciata elezione, di strettissima misura, di Silvano Grisenti alla presidenza dell’autostrada A22 è una scelta sbagliata, gravida di conseguenze negative.
Non è, ovviamente, in discussione la persona di Grisenti, a cui comunque, anche nel dissenso, invio il mio augurio di buon lavoro.
Ciò che è in discussione è il pessimo modo con cui si è arrivati a questa decisione, con ripercussioni che temo non saranno facilmente superabili nel breve periodo.
Sintetizzo per punti le ragioni di questo giudizio critico.

1. Il presidente Dellai ha chiesto un giudizio sulla candidatura Grisenti alle forze politiche del centro-sinistra autonomista nella riunione dello scorso 9 febbraio. Tre forze politiche della coalizione si sono dichiarate motivatamente contrarie, ma non se ne è tenuto minimamente conto. Mi chiedo allora a cosa servano le riunioni di maggioranza e se questo sia il modo migliore di praticare la collegialità e il “gioco di squadra”.
2. In questi ultimi giorni c’è stato un silenzio assordante da parte dei DS, mentre veniva fatta trapelare la notizia della attribuzione ad un loro assessore della competenza sugli Enti locali, già in capo a Grisenti. Se questa è la spiegazione del silenzio, mi chiedo se nessuno avverta in tutto ciò il ritorno di metodi d’altri tempi.
3. Nell’imminenza della sua nomina al vertice della A22, Grisenti si è pronunciato a favore della Valdastico, ed ha prontamente incassato il sostegno della neo-presidente leghista della “Serenissima”  Brescia-Padova. Una volta la Valdastico veniva denominata PIRUBI, dalle iniziali del doroteismo trentino e veneto (Piccoli, Rumor, Bisaglia). Ora forse bisognerà cambiare le sigle, e i partiti di riferimento, ma purtroppo la sostanza è sempre la stessa, con l’aggravante incredibile che si riproduce 35 anni dopo sempre uguale a se stessa.
4. Il presidente Dellai ha, giustamente, richiamato al fatto che le scelte sulla Valdastico non vengono certamente fatte dalla A22. Ha pienamente ragione, ma tutto ciò rende ancora più evidente la gravità di quanto è accaduto. Tanto più che recentemente Grisenti ha pubblicamente dichiarato che intende “continuare a fare politica”. Se questo è il modo, anche questo suscita gravi preoccupazioni.
5. Si è detto che i 15 anni di Ferdinand Willeit erano troppi. Ma si è dimenticato di ricordare che i 22 anni precedenti erano stati tutti a presidenza trentina e che l’ultimo presidente, Enrico Pancheri, aveva provocato l’esplosione della “tangentopoli” trentina, da cui era emerso che le casse della A22 venivano usate per finanziare i partiti di governo. E’ stato merito della presidenza Willeit chiudere definitivamente con questi metodi, consolidare e rilanciare la A22 e farne lo strumento principale, d’accordo col primo governo Prodi, di una strategia di trasferimento del traffico pesante dall’autostrada alla ferrovia. Ipotizzare (anche solo ipotizzare) la Valdastico significa adottare una strategia opposta, nella logica di uno sviluppo insostenibile, tanto caro ai “poteri forti” e al “modello veneto”, che tanti disastri ha provocato in questi decenni.
6. Non c’è dubbio che errori siano stati commessi da entrambe le parti (Trento e Bolzano), ma non c’è altrettanto dubbio che in un colpo solo si è inferta una ferita mortale alla Regione come ambito di consultazione, cooperazione e collaborazione tra il Trentino e l’Alto Adige–Südtirol. A cosa è servita la staffetta dei due presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano al vertice della Regione, se alla prima prova “strategica” si è arrivati alla totale contrapposizione attuale?
7. Non so quali e quante promesse siano state fatte per conquistare la risicatissima maggioranza a favore di Grisenti. Ma so che il primo voto sul bilancio, che ha provocato la prima contrapposizione frontale e ha delineato tale infima maggioranza, è stato all’insegna dell’aumento dei dividendi. E’ questo il primo segno che si cominciano a pagare gli interessi (anche privati) coinvolti e che si è fin da subito invertita una scelta strategica. Non so se questa è solo la prima avvisaglia. Se il buon giorno si vede dal mattino, questo vale anche per il brutto giorno. E il 27 aprile è stato un brutto, pessimo giorno per la A22 e, soprattutto, per i rapporti tra Trento e Bolzano.
8. Vedo che già a Bolzano gioisce AN, nel Veneto esulta la Lega e il tutto vede il fallimento di qualunque ipotesi di “partito democratico autonomista”. Di “autonomista” in ciò che è successo non c’è neanche l’ombra, ma c’è invece una inedita alleanza trasversale del Trentino contro l’Alto Adige/Südtirol. In questo Trentino non mi riconosco, molte volte ho anche criticato la SVP, ma questa volta Ferdinand Willeit esce a testa alta e chi ha provocato questa lacerazione ne farà pagare le conseguenze a tutti noi. Altro che “modello Brennero”: questo è un modello auspicato solo dai “poteri forti”, che già esultano.

Sono certo che il presidente Dellai, che ha ignorato anche le sollecitazioni contrarie del Governo Prodi, è ben consapevole di aver imboccato una strada avventurosa, e ora ne teme e ne esorcizza le conseguenze. Tuttavia sono altrettanto certo che anche il presidente Durnwalder non cercherà ricadute sulla maggioranza nazionale (che non ha responsabilità), ma lascerà il segno sui rapporti col Trentino, il quale ha avuto una “vittoria di Pirro”, che sarà pagata a caro prezzo nel prossimo futuro. Ne valeva davvero la pena?

Marco Boato
 Presidente dei Verdi del Trentino