Roma,
Camera dei Deputati, 23 aprile 2007
RICONOSCIMENTO DEL GENOCIDIO ARMENO
Interpellanza di Marco Boato
Il sottoscritto
chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei
ministri, il Ministro degli affari esteri e il Ministro per il commercio
internazionale e delle politiche europee, per sapere - premesso che:
l’interpellante
è politicamente favorevole alla prosecuzione del processo istituzionale
per una futura adesione della Turchia all’Unione Europea;
nell’articolo
si afferma che “secondo fonti concordanti i ministri della Giustizia dell’Unione
Europea hanno raggiunto un’intesa (…) sulla direttiva quadro che prevede
la carcerazione da uno a tre anni per chi “giustifichi, neghi o irrida pesantemente”
i crimini di guerra e contro l’umanità”;
secondo
quanto riportato da La Stampa “il testo del compromesso finale non dovrebbe
riguardare i fatti che hanno portato all’eliminazione di almeno un milione
di persone in Armenia, eccidio che
la maggior parte degli storici attribuisce ai militari turchi”;
ad
avviso del giornalista autore dell’articolo “la decisione è intesa come
un tentativo di limitare la tensione nei rapporti col governo di Ankara,
aspirante membro del club di Bruxelles, che da sempre rifiuta con vigore
l’etichetta di “genocidio” per i sanguinosi eventi avvenuti sulla sua terra
poco meno di un secolo fa”;
conseguentemente,
afferma il giornalista, dinnanzi all’esclusione dello sterminio degli armeni
dalla “cornice legislativa restrittiva” che l’Unione Europea intende definire
con la direttiva quadro in esame, “Ankara ringrazia, ma è chiaro che ci
saranno delle code polemiche. Le potenzialità deflagranti del caso si sono
potute misurare lo scorso ottobre, quando l’assemblea nazionale di Francia
–paese alleato dei Turchi in seno alla Nato – ha
introdotto la pena di un anno di reclusione e 45 mila euro di multa, esattamente
la stessa sanzione imposta nel caso dell’Olocausto, per chi rifiuti di accogliere
come realtà storica il massacro operato in Anatolia. Il voto parlamentare
era chiaramente influenzato dalla pressione dei 500 mila della comunità
armena transalpina, la più numerosa d’Europa”;
per
la legge turca parlare di "genocidio armeno" è considerato un
vilipendio anti-nazionale, punibile come reato. In tale denuncia, comunque
ritirata, è incappato anche lo scrittore turco Orhan Pamuk, premio nobel per la
letteratura 2006, a seguito di un'intervista ad un giornale svizzero in
cui accennava al fenomeno;
ritenuto
che un evento storico non può essere subordinato ad un processo politico
pur condivisibile -:
- quali
siano gli orientamenti del Governo in ordine agli indirizzi che l’Europa intende assumere in merito
alla direttiva quadro citata in premessa;
- se il Governo
intenda procedere in sede comunitaria affinché lo sterminio del popolo armeno
sia compreso fra i genocidi in riferimento ai quali la direttiva europea prevede la pena
da uno a tre anni nei confronti di chi “giustifichi, neghi o irrida pesantemente”
crimini di guerra e contro l’umanità.
Marco
BOATO