Roma,
Camera dei deputati, 28 marzo 2007
ITALIANO “LINGUA UFFICIALE”
SENZA PREVARICARE MINORANZE LINGUISTICHE E IMMIGRATI
La modifica dell’art. 12 della Costituzione
Intervento di Marco Boato per dichiarazione di voto nella seduta di mercoledì
28 marzo 2007
MARCO
BOATO. Signor Presidente, confermo ed annuncio il voto favorevole del
gruppo dei Verdi alla proposta di legge costituzionale in esame, anche se
in sede di esame degli emendamenti - e ci dispiace
- è stato respinto il nostro emendamento (che prevedeva, in aggiunta, che la Repubblica
valorizza gli idiomi locali) che, comunque, avrebbe positivamente integrato
la norma costituzionale che ci accingiamo ad approvare. Le questioni di
carattere più generale le ho affrontate nell'ormai
lontano 12 dicembre 2006, nel corso della discussione sulle linee generali,
ma voglio richiamare anche l'intervento che il nostro capogruppo, Angelo
Bonelli, ha svolto questa mattina in sede di discussione degli
emendamenti. Signor Presidente, colleghi, se la proposta di legge costituzionale
verrà definitivamente approvata con la doppia deliberazione
prevista dall'articolo 138 della Costituzione, per la prima volta, dal 1948
ad oggi, si modificherà - meglio, si integrerà - uno dei principi fondamentali
della Costituzione, inserendo un nuovo comma all'articolo 12, che è appunto
l'ultimo dei principi fondamentali. Mi auguro e ci auguriamo che, fra qualche
mese, sarà possibile avanzare un'analoga iniziativa integrativa e di
arricchimento sul piano dei principi fondamentali anche per quanto
riguarda l'articolo 9 della Costituzione, introducendo - come già facemmo
in prima lettura, nella scorsa legislatura, all'articolo 9 - anche i principi
che riguardano la tutela dell'ecosistema e degli animali. Ho presentato,
a nome dei Verdi, una proposta di legge costituzionale
sia in questa che nella precedente legislatura: oggi è l'atto Camera n.
1782, che fra poco verrà approvato in un testo unificato; nella XIV
legislatura avevo presentato l'atto Camera n. 2289 anche con i colleghi
Bressa e Amici; in questa legislatura ho anche
sottoscritto, a nome dei Verdi, la proposta di legge costituzionale Zaccaria
ed altri, atto Camera n. 1849, che richiamo con particolare forza perché
ha proposto e propone esattamente il testo che oggi verrà approvato dall'Assemblea
così come è stato licenziato in sede referente dalla Commissione affari
costituzionali.
Noi Verdi riteniamo che occorra depotenziare al massimo la carica ideologica
- nazionalistica e ostile alla tutela delle minoranze linguistiche - che,
purtroppo, era contenuta nelle relazioni alle due proposte di legge costituzionali
presentate dal gruppo di Alleanza Nazionale, anche
se debbo dare atto che da parte di tale gruppo questi toni e questi accenti
oggi non sono stati riproposti in aula. Bisogna anche evitare qualunque
uso strumentale di questo principio costituzionale - che qualcuno
ha tentato di fare - contro gli immigrati, che in molti casi costituiscono,
fra l'altro, nuove minoranze linguistiche rispetto a quelle storiche. È
evidente che la conoscenza della lingua italiana è un fattore di positiva integrazione sociale e culturale degli immigrati,
ma è altrettanto evidente che questo non c'entra assolutamente nulla con
la riforma costituzionale, la quale ha una lunga storia alle spalle. Nessuno
in quest'aula ha mai messo in dubbio che l'italiano sia la lingua
ufficiale della Repubblica da sempre, principio che - ben prima della stessa
Repubblica ma, comunque, a partire dallo Stato
unitario - è sempre stato parte del nostro ordinamento. Comunque,
bisogna ricordare che, durante tutto il regime fascista, per vent'anni si è tentato di cancellare, di reprimere, di espropriare
e di conculcare tutte le minoranze linguistiche, in modo particolare la
minoranza linguistica tedesca in Alto Adige. Per questo, sono state di pessimo
gusto le dichiarazioni che abbiamo ascoltato anche in quest'aula questa mattina, in riferimento
polemico con la minoranza linguistica tedesca dell'Alto Adige Südtirol. Proprio perché c'è stata l'oppressione e la repressione
da parte del regime fascista nei confronti delle minoranze linguistiche,
la Costituente ha inserito tra i principi fondamentali della nostra Costituzione
l'articolo 6, che, come tutti sanno, recita: «La
Repubblica tutela con apposite norme le minoranze
linguistiche».
Anzi,
come ho già ricordato, inizialmente la Commissione aveva proposto questa
disposizione costituzionale nell'ambito del Titolo V, seconda parte della
Costituzione. Nella Costituente, invece, venne
deciso di anticipare la disposizione sulle minoranze linguistiche fino ai
principi fondamentali, non a caso, dopo l'articolo 2 sui diritti inviolabili
dell'uomo dopo l'articolo 3 sulla pari dignità di tutti senza distinzione
di lingua, dopo l'articolo 5, relativo alla Repubblica una e indivisibile
e che riconosce e promuove le autonomie locali, nonché prima dello stesso
articolo 7, sui rapporti tra Stato e chiesa.
Tuttavia,
onorevoli colleghi, ci sono volute - a parte gli statuti speciali del 1948
- ben tredici legislature per arrivare ad attuare l'articolo 6, con la legge
n. 482 del 15 dicembre 1999 «Norme in materia di
tutela delle minoranze linguistiche storiche», approvata per l'appunto dal
Parlamento di quella legislatura. E verso
la fine di quella stessa XIII legislatura fu approvata
anche la legge n. 38 del 2001, per la tutela della minoranza slovena nella
regione Friuli-Venezia Giulia. Già la citata legge
n. 482 del 1999 affermava - e afferma, in quanto
è ancora in vigore - all'articolo 1: «La lingua ufficiale della Repubblica
è l'italiano ». Questo è del resto un principio - come ho già detto - contenuto
in numerose norme dell'ordinamento, a partire dalla legge n. 89 della 1913
sul Notariato, all'articolo 54. Tuttavia, nella
XIII legislatura la prima proposta di legge costituzionale
in questa materia era - purtroppo - proprio finalizzata ideologicamente
e nazionalisticamente quasi allo scopo di compensare
e ad attenuare - impropriamente e polemicamente - la legge appena allora
approvata (la n. 482 del 1999, sulla tutela delle minoranze linguistiche
storiche). Non è un caso che non andò in porto in quella legislatura. Per
questa carica ideologica, soprattutto contro la minoranza linguistica di
lingua tedesca in Alto Adige Südtirol, purtroppo,
tale proposta di legge è sempre riapparsa in quelle presentate da Alleanza
nazionale, anche nella scorsa legislatura, oltre che in quella attuale; basta leggersi le relazioni che l'accompagnano.
Lo ripeto: per fortuna, non ho sentito da parte del gruppo di
Alleanza nazionale riecheggiare in quest'Aula
contenuti di questo tipo, sebbene purtroppo li ho sentiti da parte di qualche
esponente di Forza Italia.
Come
ho già detto io stesso, a nome dei Verdi, ho tuttavia
presentato una proposta di legge costituzionale sia nella scorsa che nella
attuale legislatura. In quest'ultima, ho sottoscritto
a nome dei Verdi anche la proposta di legge costituzionale
Zaccaria.
Dopo
un ampio e difficile dibattito, nel testo approvato in sede referente della
I Commissione, è risultato condivisibile e più
equilibrato il rispetto dei testi originali, proprio perché ha recepito
alla lettera, e non solo, il principio ovvio - ma che è giusto introdurre
in Costituzione - che l'italiano è la lingua ufficiale della Repubblica,
oltre all'affermazione che ciò è riconosciuto «nel rispetto delle garanzie
previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali». In quest'aula sono stato altresì presentati un emendamento di
Forza Italia ed uno di Alleanza nazionale che tendevano
a sopprimere questo periodo e, fortunatamente, sono stati entrambi ritirati.
Il riferimento
alla garanzie previste dalla Costituzione e dalla
legge costituzionali riguarda ovviamente gli articoli 2, 3 e 6 della Costituzione
- che ho già citato - oltre che gli statuti delle regioni a statuto speciale,
dove sono riconosciute le minoranze linguistiche. Si tratta di statuti che
- come si sa - sono leggi parificate a quelle costituzionali.
In questo
modo, noi riteniamo che ogni strumentalizzazione identitaria nazionalistica è evitata in radice nel testo costituzionale
che approveremo, anche se più di una volta le ho sentite
riecheggiare in quest'aula.
Il
nuovo principio già presente nell'ordinamento come più volte ho detto, assume
di certo rango costituzionale, senza tuttavia in alcun modo poter violare
le altre garanzie costituzionali per la minoranze linguistiche.
Questo principio, del resto, è già inserito nella costituzione francese,
all'articolo 2, comma 1; in quella portoghese all'articolo 11, comma 3;
in Austria, all'articolo 8; in Spagna, all'articolo 3 ed in altre Costituzioni.
Il testo spagnolo è il più coerente e completo, come ho già avuto modo di
dire stamattina in quest'aula.
In
ogni caso, nell'ambito della legislazione regionale è possibile valorizzare
gli idiomi locali, tanto più che esiste anche il patto internazionale relativo
ai diritti civili e politici. Tale patto è già stato ratificato nel
nostro paese da trent'anni. Inoltre,
vi è la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, il cui provvedimento
di ratifica il Governo - proprio poco fa - si è impegnato a ripresentare.
Queste sono le ragioni per cui il gruppo dei Verdi voterà a favore di questa
proposta di legge costituzionale che abbiamo noi stessi contribuito a presentare
e di cui siamo anche cofirmatari. Grazie, signor Presidente.