Trento,
5 agosto 2007
«SUL PARTITO DEMOCRATICO MARGHERITA SCHIZOFRENICA»
Boato:
Dellai ci dica cosa ha in mente per il 2008
da
l’Adige di domenica 5 agosto 2007
Marco
Boato, deputato e presidente dei Verdi del Trentino, sta seguendo con preoccupazione
il dibattito intorno alla nascita del Partito democratico, nel quale il
Sole che ride non è direttamente coinvolto, ma la cui riuscita interessa
naturalmente tutto il centrosinistra e l’Intesa democratica autonomista.
«I Ds
del Trentino, - dichiara Boato - come giustamente dice Letta e come direbbero
anche Veltroni e la Bindi,
non possono fare il Partito democratico senza Dellai
e senza la Margherita ed è patetico Gianni Kessler quando dice che lo farà lo stesso. Nello stesso tempo però
ritengo schizofrenico l’atteggiamento della Margherita».
«Da quanto è emersa
la candidatura di Enrico Letta – sostiene il deputato
verde - la Margherita trentina si è quasi nella sua totalità proiettata
nel sostenere il sottosegretario, ma poi dice che in Trentino non vuole
costituire un Partito democratico ma un partito territoriale, usando una
fraseologia che non significa nulla. È un grande bluff. Letta nella sua intervista difende questa scelta
con una serie di capriole e un triplo salto mortale
per farci stare dentro tutto. Non so cosa abbia in mente Dellai quando
parla di partito territoriale. Se il suo modello
è la Svp, dico che sarebbe pazzesco e inaccettabile perché la Svp ha come unica politica l’autotutela
del Sudtirolo. Non posso immaginare un Trentino
che si chiude in se stesso. Se non è questo, partito
territoriale è una fraseologia priva di contenuto».
«Sono d’accordo
con Lorenzo Dellai - aggiunge Boato
– quando dice che il Partito democratico non è sufficiente e quando
sostiene che si deve allargare la coalizione al centro. Ricordo che anche
nel 2003 c’era questa preoccupazione del centro e tra le liste che sostenevano
Dellai c’era quella di Gubert, allora senatore che a Roma era nel centrodestra al
governo. Io non mi considero della sinistra radicale e non trovo né scandaloso
né indecente che Dellai si preoccupi di non lasciare
spazi aperti al centro, anche se penso che ci si dovrebbe anche porre il
problema di rafforzare la coalizione anche sul
lato sinistra. Si cita spesso Illy, ma ci si dimentica
di dire che nella sua coalizione ci sono sia Rifondazione
che l’Italia dei valori».
Il presidente
dei Verdi nota però soprattutto che Lorenzo Dellai «non è il leader del Partito democratico
ma è il leader di tutta la coalizione».
«Prima
o poi - sostiene Boato - l’Intesa democratica autonomista dovrà iniziare
a porsi il problema di individuare le forme più adeguate di presentarci
alle prossime elezioni. Purtroppo, Dellai in questi quattro anni ha investito troppo poco sulla
coalizione, non è riuscito a creare una gestione
collegiale. L’ultima volta che ci siamo riuniti è stato il 9 febbraio scorso.
Allora Dellai disse che avrebbe convocato una
riunione della coalizione al mese, ne sono passati
sei e non ci siamo ancora rivisti».
«L’errore della
Margherita nel 2003 - dice Boato - è stato quello di presentare una lista
in gran parte formata da sindaci e creare una gestione dei rapporti con
i territori che ha fatto in modo che fosse vista solo come centro di potere,
questo ha portato a riflessi molto negativi a livello dei territoriale, basti ricordare come sono andate le elezioni
a Nago Torbole, Mori,
Ala, Lavis, Rovereto e più di recente le vicende
di Avio e della Rendena.
Dellai si è reso conto di questi problemi ma non
li ha affrontati e soprattutto non ha cercato di trovare una soluzione collegiale
con la coalizione».