Roma, 29 gennaio
2003
NUOVO ORDINAMENTO DEL CORPO FORESTALE
Intervento di Marco Boato per dichiarazione di voto
Resoconto stenografico dell'Assemblea nella seduta n. 255 di mercoledì 29
gennaio 2003
Proposte di legge: Nuovo ordinamento del Corpo forestale dello Stato (A.C.
559-1478-1480-1486-1535-1590-1660)
(Dichiarazioni
di voto finale - A.C. 559)
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà. Onorevole Boato, faccio appello alla sua discrezione.
MARCO BOATO. Signor
Presidente, ho compreso il suo monito ed il mio intervento sarà breve. La
vicenda del Corpo forestale dello Stato ha visto un interessamento diretto
e forte del gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo già nel corso della scorsa legislatura.
La collega Pinto, che è intervenuta per conto di Forza Italia, ha fatto
riferimento ai dibattiti che nella scorsa legislatura si sono svolti a parti
rovesciate tra maggioranza ed opposizione su un tema che abbiamo ritenuto
di grande rilevanza, sia quando i Verdi nella maggioranza di centrosinistra,
nell'ambito dell'Ulivo, hanno ottenuto la titolarità del Ministero dell'ambiente
sia quando, nello scorcio dell'ultima legislatura, hanno ottenuto la titolarità
del Ministero per le politiche agricole e forestali.
Non è un caso che, fra le varie proposte di legge che compongono il testo
unificato in esame in questi giorni, ve ne sia una, la proposta di legge
n. 1590, che reca le firme di tutti i deputati della componente dei Verdi
del gruppo misto. Da questo punto di vista, abbiamo seguito tale iniziativa
legislativa con interesse, ma anche con attenzione critica e, in alcuni
casi, con forte preoccupazione. Mi riferisco ad un problema che ieri, fortunatamente,
è stato superato ed in merito al quale sono intervenuto puntualmente: infatti,
con riferimento all'articolo 2, lettera f) (se non ricordo male), vi è stato
il tentativo di depotenziare ed emarginare totalmente il ruolo del Corpo
forestale dello Stato per quanto riguarda le sue funzioni di vigilanza venatoria.
Quello sciagurato tentativo è stato eliminato con l'approvazione di alcuni
emendamenti sui quali noi stessi abbiamo espresso il nostro voto favorevole.
Tuttavia, questo è stato un segno preoccupante di come, anche in questa
materia che dovrebbe essere di carattere prettamente istituzionale, vi siano
stati tentativi di depotenziare il controllo in materia di tutela faunistica,
di lotta antibracconaggio, nel quadro più generale delle funzioni di polizia
ambientale e non soltanto agricola e forestale che questo corpo deve assumere.
Riconosciamo che, per alcuni aspetti, con riferimento a questo testo unificato
di proposte di legge, tutte di iniziativa parlamentare, vi sono stati apporti
positivi, ma manteniamo ovviamente alcuni rilievi critici che abbiamo, di
volta in volta, trasfuso nei nostri emendamenti, la maggior parte dei quali
non sono stati approvati.
Ci dispiace che in questa circostanza i gruppi che fanno riferimento all'opposizione
di centrosinistra abbiano assunto atteggiamenti di voto differenziati. Ciò
fa parte della dialettica parlamentare: non si tratta di una materia di
esclusivo interesse della maggioranza di Governo e non è neanche una materia
in cui vi sia un vincolo di coalizione all'interno dell'Ulivo. Per questo
motivo, signor Presidente, preannuncio l'astensione dei deputati Verdi,
con un tentativo di indicare un punto di mediazione fra chi, all'interno
del centrosinistra, voterà a favore e chi, invece, esprimerà un voto contrario.
Peraltro, abbiamo già ascoltato le diverse dichiarazioni di voto.
Signor Presidente, vorrei concludere ritornando sulla questione che già
ieri avevo sollevato per primo in quest'aula, dopo che il capogruppo della
Lega, onorevole Cè, aveva svolto un intervento offensivo e calunniatore
nei confronti sia dell'opposizione sia dei suoi partner di maggioranza e
dopo che lo stesso gruppo della Lega aveva abbandonato l'aula, atteggiamento
che si è ripetuto nella seduta odierna. È bene, infatti, che si sappia e
che risulti in modo insistente nei resoconti stenografici della seduta che
il gruppo della Lega nord Padania anche oggi ha totalmente disertato la
seduta. A me dispiace che adesso il collega Vito non sia presente in aula
(ovviamente, non lo critico per questo, dal momento che siamo in fase di
dichiarazioni di voto finale). Ieri ho cercato personalmente di intervenire
anche a tutela della dignità dei colleghi della Casa delle libertà che avevano
subìto pesanti ricatti, minacce, insulti e calunnie da parte di un presidente
di gruppo della stessa Casa delle libertà ed ho ascoltato con attenzione
e rispetto l'intervento che il collega Vito ha svolto verso la fine della
seduta, cercando in qualche modo (come si potrebbe dire con un linguaggio
poco rigoroso sul piano giuridico) di mettere una «pezza» ad una situazione
allucinante e paradossale.
Signor Presidente, mi rivolgo a lei istituzionalmente, non perché lei debba
intervenire in questa materia: ha ragione a dire che non è compito della
Presidenza. Mi rivolgo ai colleghi della Casa delle libertà, non ai colleghi
della Lega che sono assenti. Ritenete si possa continuare con questa situazione
da ora fino all'11 maggio, giorno delle elezioni amministrative, o fino
al giorno della presentazione delle candidature, come qualcuno della Casa
delle libertà mi ha ieri suggerito? Ritenete, cioè, che il Parlamento possa
diventare arena, per un gruppo di maggioranza, di operazioni trasversali
di condizionamento e di ricatto per quanto riguarda la presentazione alle
prossime elezioni? Mi riferisco alla capacità di sottrarre voti agli altri
gruppi della Casa delle libertà per portarli a se stesso o di imporre proprie
candidature, e parlo di arena proprio per richiamare i tori, visto lo stile
utilizzato ieri. Vorrei invitare i colleghi di Forza Italia, di Alleanza
nazionale e dell'UDC ad una riflessione al riguardo e ad affrontare tempestivamente
tale questione.
Signor Presidente, ho una lunga esperienza parlamentare e credo di conoscere
anche la storia del Parlamento precedente a quando vi sono entrato: non
ricordo una sola legislatura in cui si sia verificato l'abbandono dell'aula
da parte di un gruppo di maggioranza. Nella scorsa legislatura l'opposizione
di centrodestra ha molte volte abbandonato l'aula; in questa legislatura
rarissimamente, ma qualche volta l'ha fatto, l'opposizione di centrosinistra
ha abbandonato l'aula; ma mai - che io ricordi - nella storia del Parlamento
un gruppo di maggioranza ha abbandonato l'aula. Ciò è avvenuto non tanto
per dissenso su un singolo provvedimento, ma come strumento di ricatto e
condizionamento all'interno della stessa maggioranza.
Per questo, signor Presidente, mi rivolgo rispettosamente ai colleghi della
Casa delle libertà perché affrontino apertamente tale questione. Non vorrei
che la prossima settimana, quando discuteremo di sospensione condizionata
della pena, ci ritrovassimo in una situazione allucinante come quella in
cui ci siamo trovati ieri sera e questa mattina. Credo che si tratterebbe
non solo di un degrado dei rapporti politici interni alla maggioranza -
che non è affar mio affrontare - ma anche di una sorta di oltraggio al Parlamento.
È interesse di tutti tutelare la dignità del Parlamento: sia della maggioranza,
sia dell'opposizione, sia dello stesso Governo. Questa è la preoccupazione
che trasmetto all'Assemblea ed ai colleghi in tale occasione (Applausi dei
deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo
e Misto-Comunisti italiani).