Roma,
Camera dei Deputati, 2 febbraio 2006
ESENZIONE DALLA RACCOLTA DELLE FIRME
PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE
ALLE ELEZIONI POLITICHE PER I PARTITI O I GRUPPI
CHE ABBIANO DIMOSTRATO UNA REALE RAPPRESENTATIVITA’
Intervento di Marco Boato per dichiarazione di voto sulla mozione Violante
ed altri n. 1-00513
Resoconto sommario e stenografico Aula della seduta
n. 743 di giovedì 2 febbraio 2006
(Dichiarazioni
di voto)
Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido anche gli interventi svolti
poco fa dal collega Boselli, dalla collega
Mascia e dal collega Oricchio.
È sconcertante che il pur sempre garbato e cortese rappresentante del Governo,
onorevole Saponara, con il garbo e la cortesia
propri del suo stile personale, abbia letto il documento ufficiale del Governo
- già letto ieri al Senato - che è un documento di chiusura totale. Avrei
anche potuto immaginare che da parte del Governo si potesse per una prima
parte dare una risposta del tipo di quella letta di
nuovo poco fa. Però, se vi fosse stata una volontà di confronto e di dialogo,
come le opposizioni hanno chiesto con la mozione e con l'intervento del
collega Castagnetti, a mio parere il Governo avrebbe dovuto - riconoscendo
la fondatezza della questione posta in termini specifici dai colleghi de
la Rosa nel Pugno ed in termini esterni al Parlamento, ma con una grande forza politica e morale, dalla battaglia di Marco Pannella - proporre una soluzione diversa, ed ancora adesso
sarebbe in tempo a farlo.
Laddove vi fosse un'indisponibilità, come vi è stata, ad accogliere il dispositivo
della mozione presentata, si potrebbe e si può proporre un disegno di legge
di iniziativa governativa, che, se si verificasse
l'unanimità dei gruppi, essendo ciò attinente alle regole, ai principi,
ai pari diritti in campagna elettorale, potrebbe (come ahimè è successo
per altre materie quali i finanziamenti elettorali) essere anche approvato
nell'ultima settimana della legislatura, in poche ore, dalle due Camere.
Al parere negativo espresso dall'esecutivo, rispondo riproponendo
al Governo ed alla maggioranza che lo sostiene un'ipotesi percorribile,
che supererebbe le obiezioni espresse dal rappresentante del Governo mi
riferisco ad un disegno di legge di iniziativa governativa che trovasse
il consenso unanime dei gruppi parlamentari alla Camera e al Senato, in
modo da essere approvato in pochi giorni, entro la prossima settimana.
Aggiungo, signor Presidente e colleghi, che diciamo ciò nell'arco e nell'ambito
dell'attuale legge elettorale, imposta unilateralmente
dal centrodestra, e che noi non abbiamo condiviso.
Il sottosegretario Saponara sa, essendo stato
prima di divenire sottosegretario relatore sulla materia, che avevo
proposto e ribadito che la raccolta delle firme, in un'autentica
concezione liberale, doveva essere prevista per tutti (come giustamente
la prevedeva la legge Mattarella), perché ai blocchi
di partenza di una nuova gara tutti dovrebbero trovarsi nelle stesse condizioni.
Avevo anche suggerito l'ipotesi, di presentare prima le candidature e poi
la sottoscrizione delle firme. Ma, ormai purtroppo
è «acqua passata».
Queste proposte sono state avanzate anche durante l'esame della nuova legge
elettorale. Sono stati presentati emendamenti, tutti dichiarati ammissibili,
da parte del gruppo de la Rosa nel Pugno, a prima firma Giacomo Mancini,
e votati da tutta l'opposizione, anche durante l'esame del recentissimo
provvedimento riguardante le procedure di voto. Ciò che
manca non è la praticabilità procedurale delle nostre proposte, ma la volontà
politica di affrontarle. Purtroppo, ciò che prevale è una conferma
del carattere discriminatorio ed unilaterale della legge elettorale impostaci,
anche sul terreno delle procedure, e ciò è veramente molto grave.
In conclusione, annuncio il voto favorevole sulla mozione.