
Trento,
4 aprile 2006
BOATO PUNTA ALLA SESTA: «SARA’ L’ULTIMA»
Il deputato: «Dellai pensi all’Unione
e non solo all’Ulivo.
Sulle tasse polemica rischiosa.
Ma le colpe sono della CdL»
da l'Adige di martedì 4 aprile 2006
Marco Boato è in corsa per la sesta legislatura. Campagna elettorale «vecchio stile»: «Qualche comizio alla sera, perché ci vuole. Ma più che altro ho battuto il marciapiede. Come ho sempre fatto». Mercati, fiere, incontri in piazza, nonostante il dolore alla caviglia che lo affligge dalla caduta davanti a casa, ricordo dell'ultima nevicata. Boato a 61 anni - con l'esperienza maturata in quarant'anni di vita pubblica e con il curriculum che si ritrova - si è accorto che negli ultimi giorni il vento è cambiato. Berlusconi ha battuto il ferro «caldo» delle tasse e l'elettorato sembra aver «bevuto» il messaggio: «Quando Prodi usa l'espressione "delinquenza politica" ha ragione, anche se io avrei fatto ricorso ad un linguaggio diverso. La sua forza - dice Boato - è di non cadere nelle provocazioni, di mostrarsi affidabile, sereno e convincente. Con quella reazione è caduto nella trappola del centrodestra, dando la sgradevole sensazione che le accuse di Berlusconi fossero vere». Ecco quindi «che è stato fatto un serio errore», e che negli ultimi giorni di questa campagna elettorale «si dovrà recuperare, con lo stesso metodo utilizzato finora, senza ricorrere al linguaggio demagogico e populista né ai metodi inaccettabili del centrodestra». Boato si spiega così, ai potenziali elettori: «Berlusconi parla come se fosse il leader dell'opposizione e non come il capo del governo di questi cinque anni. Lui dovrebbe rispondere di cosa ha fatto: spiegare perché l'Italia è un paese con crescita zero, perché il debito pubblico è ripreso, perché il deficit aumenta oltre i parametri di Maastricht». Di converso il centrosinistra dovrebbe «ricordare che quando era al governo ebbe il merito straordinario dell'inversione di tendenza nei conti pubblici: si passò dal rischio di collasso ad una fase di ripresa. Oggi, invece, le condizioni sono peggiori».
Marco Boato in questa legislatura ha avuto più di un incontro «diretto» con Berlusconi. Tra i due, dice il deputato dei Verdi, «c'è un rapporto corretto, cortese anche dal punto di vista personale». Ma cosa pensa del premier? «L'anno scorso sono stato in Cina, a capo di una delegazione parlamentare. Ci spiegarono che il 2006 sarebbe stato l'anno dell'Italia in Cina. Iniziativa importante, peccato che il premier se ne sia uscito con la storiella dei bambini bolliti: in questo modo dimostra che il Paese non è affidabile. Me ne ero accorto durante quella missione: in Cina si vedono molti prodotti europei ma non italiani». Altro episodio: «Ho seguito il discorso di Berlusconi al congresso americano. Nel complesso, intervento dignitoso. Il premier ha fatto l'elogio dei militari americani, ma in Italia fa l'accordo con i fascisti e con i nazisti». Boato arriva mai all'insulto. Preferisce il confronto allo scontro. Per questo non nasconde un certo disagio di fronte ad una campagna elettorale troppo accesa: «Questo clima d'odio è un'anomalia - spiega - Altri cinque anni di governo Berlusconi sono una prospettiva drammatica e per questo credo che Prodi dovrà governare senza la logica di Previti, quella del "non faremo prigionieri". Si dovrà ricreare un terreno comune, dopo che il centrodestra ha pensato solo a distruggere».
Boato ha già tre argomenti «forti» in agenda: «La legge elettorale, che lo stesso ministro Calderoli ha definito una porcata, dovrà essere modificata, ma non da noi contro di loro, perché i governi sono alternativi, ma le regole vanno fatte discutendo insieme. Lo stesso dovrà valere per la riforma costituzionale e per la riforma dello Statuto: dopo il voto dovremo dare vita al tavolo dell'Unione - Svp, ma poi le proposte vanno fatte in Parlamento. Il tutto senza che il Travaglio di turno parli di inciucio». Lo stesso metodo dovrà essere utilizzato nell'approvazione della legge sul conflitto d'interessi: «Una legge rigorosa, non vendicativa, ma che tra cinque anni metta Berlusconi nell'impossibilità di essere candidato se prima non avrà risolto il problema del conflitto d'interesse. Sia chiaro: il tutto senza vendette o rappresaglie». Come detto, Marco Boato si prepara alla sesta legislatura. Da sinistra, soprattutto negli anni scorsi, si è levata qualche voce contraria alla sua conferma: «I Verdi di Trento si sono espressi all'unanimità a favore della mia candidatura, con una sola astensione: la mia. A Bolzano, invece, è stato il congresso a votare la candidatura mia e di Cristina Kury, con due voti contrari e due astensioni. Ma quando ho fatto la prima legislatura c'era gente che oggi è ancora candidata, pur senza aver saltato due "giri" come ho fatto io. Violante è all'ottava legislatura, come Bassanini. D'Alema alla settima, Mancino alla nona». Insomma, è in buona compagnia, anche se questa volta Boato annuncia: «Se vengo eletto, sarà la mia ultima legislatura». Così potrà dedicarsi «a me stesso»: tra le prime iniziative, quella di «acquistare finalmente una casa, magari da lasciare a mia moglie».
Chi
lo conosce assicura però che appare lontano il giorno dell'addio di Boato
alla politica: la competenza, la passione e la preparazione - che tutti
riconoscono al parlamentare - saranno patrimonio
del Trentino ancora a lungo. Ieri Casini era a
Trento. Il presidente della Camera si è mostrato più che altro sorpreso
dalla polemica di Boato sull'autonomia, ricordando peraltro di essere stato
ringraziato dai colleghi della Svp per non aver
ammesso alcuni emendamenti alla riforma costituzionale: «Sì, erano gli emendamenti
ispirati da Mitolo e Biancofiore
- ricorda Boato - Giusto non ammetterli: erano palesemente in contrasto
con l'accordo De Gasperi
- Gruber». Boato preferisce polemizzare con gli avversari, piuttosto
con gli alleati. Ma in questa campagna elettorale
non gli è piaciuta anche l'attenzione riservata da Prodi e Dellai all'Ulivo: «Le elezioni non si vincono solo se il simbolo
di Margherita e Ds va bene, ma se l'aggregazione supera il cinquanta per cento. Dellai non può fare campagna elettorale per l'Ulivo, perché
è il leader di tutto il centrosinistra».
IL RITRATTO
NOME
E COGNOME:
Marco
Boato, candidato regionale dei Verdi - Grüne - Vërc
per la Camera dei deputati
LUOGO E DATA
DI NASCITA: Venezia,
2/7/1944
STATO CIVILE:
coniugato con
Antje Messerschmidt
TITOLO DI STUDIO:
laurea in sociologia
SERVIZIO MILITARE:
reggimento Lagunari
"Serenissima"
PROFESSIONE:
ricercatore universitario
e giornalista pubblicista
RELIGIONE:
cristiano nella
fede,
laico in politica
CASA:
in affitto, a
Povo
STIPENDIO MENSILE
NETTO:
5.150 euro
ULTIMO INCARICO
AMMINISTRATIVO:
deputato uscente
ALLE ULTIME
COMUNALI
HA VOTATO PER:
Pacher e Verdi
ALLE POLITICHE
2001
HA VOTATO PER:
Ulivo - Svp e Girasole
ALLE REGIONALI
2003
HA VOTATO PER:
Dellai e Verdi
UN VOTO ALLA
LEGISLATURA BERLUSCONI:
al di sotto delle
peggiori aspettative
UN AGGETTIVO
PER
BERLUSCONI:
anomalo
UN AGGETTIVO
PER PRODI:
affidabile
UN AGGETTIVO
PER
IL PROPRIO PARTITO:
autentico
L'ASSOCIAZIONE
DEL CUORE:
Fondazione Alexander
Langer
LA SQUADRA DEL
CUORE:
Itas Diatec
LO SPORT PRATICATO:
sci di
fondo, voga, equitazione
LA VACANZA ESTIVA
2005:
Val Badia e
Isola del Giglio
DOVE
VORREBBE VIVERE:
Trento e Venezia
ANIMALI IN CASA:
no, ma coccolo
i gatti dei vicini
IL COLORE PREFERITO:
rosso bordeaux
LO SCRITTORE
PREFERITO:
Leonardo Sciascia
e Arthur Schnitzer
L'ATTORE O ATTRICE
PREFERITO/A:
Catherine
Denevue
LA MUSICA DEL
CUORE:
W.A.
Mozart e Keith Jarrett
L'HOBBY PREFERITO:
libri, libri
e ancora libri
risotto alla pescatora
IL GIORNALE
PIÙ APPREZZATO: Corriere
della Sera
e Repubblica
IL PERSONAGGIO
PIÙ AMMIRATO:
Nelson Mandela
UNA VIRTÙ DEI
TRENTINI:
la solidarietà
UN SUO DIFETTO:
testardaggine
UNA SUA PAURA:
cambiamenti
climatici
UN SUO SOGNO:
essere in pace
con me stesso
QUANTI GIORNI
STARÀ
A ROMA ALLA SETTIMANA?
Tre - quattro