
Trento,
26 febbraio 2008
DISEGNO DI LEGGE
INTRODUZIONE DEI PRODOTTI BIOLOGICI, TIPICI, TRADIZIONALI,
PRIVI DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM)
E DEI PRODOTTI DI PROSSIMITÀ NELLE MENSE E PROMOZIONE
DI INIZIATIVE DI EDUCAZIONE ALIMENTARE
presentato da Roberto Bombarda
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici del Trentino
RELAZIONE
Dice un noto adagio che “noi siamo quello che mangiamo”. Indubbiamente c’è un fondo di verità: la salute e la qualità della vita delle persone, ma anche l’impatto di una parte rilevante delle attività umane sull’ecosistema dipendono dall’alimentazione, dai metodi di coltivazione e di allevamento, dalla tipologia dei prodotti coltivati e degli animali allevati, dai processi di trasformazione delle materie prime agricole e zootecniche. Non c’è dubbio che l’ente pubblico, che sostiene una parte considerevole della ristorazione collettiva, possa indirizzare in maniera sensibile sia gli orientamenti alimentari dei cittadini, sia le stesse politiche agricole tanto sul versante dell’offerta – indirizzando l’agricoltura e l’allevamento verso una maggiore sostenibilità ed un minore impiego di prodotti di origine chimica – quanto sul versante della domanda, educando il consumatore a privilegiare un certo stile di vita alimentare e determinati prodotti risultato di processi produttivi più rispettosi dell’ecosistema. In particolare, l’ente pubblico può rafforzare la richiesta di prodotti biologici, tipici, tradizionali, privi di organismi geneticamente modificati (OGM) e di prodotti di prossimità – per intenderci, quelli coltivati a breve distanza dal luogo del consumo finale o della trasformazione, così da necessitare di un basso costo energetico di trasporto con la relativa riduzione dell’emissione di gas serra ed inquinanti – e conseguentemente rendere più solide e più competitive le aziende che operano in questi comparti, valorizzando così l’imprenditoria locale più radicata sul territorio e maggiormente impegnata in processi di sviluppo di lungo periodo.
Nel corso della legislatura mi sono occupato in numerose occasioni e con la presentazione di atti politici documentati dell’alimentazione offerta nelle mense pubbliche ed in particolare in quelle scolastiche, impegnando la Provincia ad accrescere il ricorso a prodotti biologici, certificati, locali, privi di OGM ed in particolare quelli tipici e tradizionali trentini.
Tra
gli atti politici approvati dal Consiglio provinciale voglio ad esempio
ricordare la mozione n. 19 approvata nella seduta del 17 febbraio 2005,
la quale ha recepito il testo della proposta di
mozione n. 58 del 6 luglio 2004 “Utilizzo nelle mense scolastiche di prodotti
biologici”, con la quale è stata impegnata la Giunta provinciale a:
1. rivedere, assieme
alla Conferenza dei presidenti dei comprensori, le linee guida per i bandi
di gara per i servizi di ristorazione scolastica, affinché al momento dei
loro rinnovi il Trentino possa porsi ai livelli più adeguati in Italia nella
percentuale dei prodotti da agricoltura e da allevamento biologici utilizzati
nelle mense scolastiche, e comunque su percentuali medie non inferiori all’80
per cento;
2. prevedere, laddove
non fosse possibile per problemi logistici reperire sul mercato locale tali
produzioni a condizioni economiche competitive, un’integrazione da parte
della Provincia nei confronti dei comprensori altrimenti più penalizzati.
Quanto posto dal dispositivo di voto della mozione n. 19 è un obiettivo di grandissimo valore, riconosciuto anche da molte altre regioni italiane (sui siti di alcune regioni, come quello dell’Emilia-Romagna dedicato alle mense bio è addirittura citata ad esempio!), ma purtroppo allo stato attuale non è ancora pienamente raggiunto, a mio avviso più per l’inerzia burocratica della Pubblica amministrazione che non per la reale impossibilità di raggiungere l’obiettivo. Eclatante è ad esempio il caso del latte biologico e dei prodotti derivati, un tema rispetto al quale il Trentino – il Trentino delle malghe e dei pastori, degli alpeggi e dell’alta qualità – purtroppo arranca inseguendo invece improbabili modelli industriali europei.
Nei due anni successivi all’attuazione di questa mozione la mia attenzione ai temi legati all’alimentazione è stata costante, con la presentazione di lettere ed interrogazioni, in particolare per quanto riguarda il già citato problema dell’utilizzo del latte biologico di origine trentina nelle mense pubbliche. Mi sono pure preoccupato di presentare anche altri disegni di legge in materie affini, come ad esempio quello per la “tutela dell’agricoltura tradizionale e biologica” dalla contaminazione da OGM (DDL n. 99 dell’8 febbraio 2005), approvato in parte nella legge provinciale n. 18 del 19 ottobre 2007 (“Disposizioni transitorie in materia di utilizzo di OGM in agricoltura”) e che ha portato al bando degli OGM dal territorio trentino quantomeno fino al 31 dicembre 2013; quindi della “promozione delle diete alimentari vegetariane” (DDL n. 156 del 16 marzo 2006) per favorire questo tipo di alimentazione sana e sostenibile, nonché la proposta di “interventi in materia di allergie e intolleranze alimentari” (DDL n. 160 del 27 aprile 2006), puntando anche ad educare tutti gli operatori delle mense pubbliche rispetto ad un tema fortemente emergente. Il 3 novembre 2006 ho quindi presentato il disegno di legge n. 200 relativo alla possibilità di coltivazione, lavorazione e commercializzazione delle piante officinali, approvato il 27 marzo 2007 all’interno della Legge provinciale n. 9 del 3 aprile 2007, ed il 23 maggio 2007 il disegno di legge n. 240 “Promozione, tutela ed incentivi per l’apicoltura”, già unificato con altri due disegni di legge ed approvato dalla Seconda commissione legislativa (in calendario per l’aula nel corso della primavera). Con il disegno di legge n. 239 – “Tutela dei diritti degli animali” – ho quindi rilanciato il tema dell’alimentazione vegetariana, vista anche nell’ottica del rispetto della vita degli animali tristemente denominati “da reddito”, sui cui metodi di allevamento ci sarebbe credo molto da fare. Del resto sappiamo bene da diversi studi che una dieta alimentare latto-ovo-vegetariana o una dieta vegana possono avere un impatto sull’ecosistema da 4 a 9 minore rispetto ad una dieta “carnivora”, e questo senza considerare gli enormi risparmi sulla spesa sanitaria che si potrebbero ottenere consumando meno proteine di origine animale. Ma l’impatto degli allevamenti sull’ecosistema – risorse idriche, emissione di gas climalteranti, intensificazione delle coltivazioni agricole, impoverimento ed inquinamento dei terreni e delle falde - è stato in parte segnalato anche nel disegno di legge n. 257 “Contributo del Trentino alla lotta contro i cambiamenti climatici” presentato il 2 agosto 2007.
Con
la proposta di mozione n. 506 del 3 ottobre 2007 ho nuovamente rilanciato
il tema della qualità dell’alimentazione e della necessità di investire
nell’educazione alimentare, impegnando la Giunta provinciale a:
–
bloccare la vendita di merendine e dolci nei distributori
automatici presenti negli istituti scolastici;
–
prevedere, in loro sostituzione, la distribuzione di prodotti
vegetali, preferibilmente di stagione e di origine locale o provenienti
dai circuiti del commercio equo e solidale (peraltro sui prodotti del commercio
equo e solidale è stato approvato il 21 dicembre 2006 l’ordine del giorno
n. 133 che ha ripreso in toto la proposta di mozione n. 341 del 5 ottobre 2006 “campagna
di sensibilizzazione al consumo di prodotti del commercio equo e solidale”);
–
istituire a cadenza settimanale, ad iniziare dalle scuole
materne, momenti formativi rivolti al personale docente, al personale ausiliario
ed ai bambini per educare alla cultura della sana e corretta alimentazione.
Due
giorni dopo, con la proposta di mozione n. 509 del 5 ottobre 2007, sono
tornato a chiedere di:
1.
dare piena attuazione nell’arco del triennio 2008-2010 alla mozione n. 19 “utilizzo nelle mense scolastiche
di prodotti biologici”;
2.
sostenere la diffusione dei prodotti biologici dell’agricoltura
e dell’allevamento trentino in tutte le mense pubbliche;
3.
promuovere l’istituzione di uno sportello informativo, con
relativo sito internet, per la promozione dei prodotti biologici nelle mense
pubbliche del Trentino, rivolto alle Amministrazioni locali che gestiscono
servizi di ristorazione, alle ditte che hanno in appalto tali servizi ed
ai cittadini.
Con l’approvazione in aula dell’ordine del giorno 214 del 10 ottobre 2007 proposto sulla nuova legge che si occupa di asili, è stata impegnata la Giunta provinciale “a prevedere che nelle attività di programmazione a livello provinciale la Provincia promuova l'introduzione, a cadenza periodica e ad iniziare dagli asili, di momenti formativi rivolti al personale ed ai bambini per educare alla cultura della sana e corretta alimentazione”.
E con l’ordine del giorno n. 215 del 10 ottobre 2007, la Giunta è stata inoltre impegnata a:
1. prevedere, compatibilmente
con le normative vigenti e con i controlli di qualità dei prodotti, negli
standard dei servizi per la prima infanzia l'impiego di prodotti biologici
trentini secondo quanto già previsto nella mozione n. 19 approvata
dal Consiglio provinciale;
Quindi, con l’ordine del giorno n. 218 dell’11 ottobre 2007, il Consiglio ha impegnato la Giunta provinciale su tre questioni molto importanti:
a)
a rappresentare in ogni sede tecnica e politica la contrarietà
dell’agricoltura trentina all’introduzione di colture OGM
nel territorio provinciale;
b)
a promuovere una campagna straordinaria di informazione sugli
OGM basata principalmente su informazioni di centri di ricerca
indipendenti;
c)
a predisporre, nel caso in cui i territori confinanti acconsentissero
tali colture, idonei strumenti di monitoraggio e tutela del nostro territorio.
Mentre con l’ordine del giorno n. 219 approvato lo stesso giorno la Giunta è stata impegnata “ad escludere l’impiego di prodotti OGM nelle mense scolastiche”.
Infine,
con l’ordine del giorno n. 247 del 13 dicembre 2007 si è impegnata la Giunta
a:
1. predisporre la costituzione
di un apposito gruppo di studio per valutare l'incidenza sulla popolazione
provinciale delle allergie ed intolleranze alimentari, proporre misure di
prevenzione e monitoraggio del fenomeno, predisporre apposite linee guida
per la gestione delle mense pubbliche, in particolare quelle scolastiche,
al fine di garantire la somministrazione di alimenti e di diete che tengano
conto delle esigenze di utenti affetti da forme allergiche o da intolleranze
alimentari;
2. valutare - anche
in rapporto agli esiti dell'indagine conoscitiva sul fenomeno delle allergie
ed intolleranze alimentari - con quali modalità e risorse possa eventualmente
essere costituito un centro ad alta specializzazione per la cura delle allergie
e delle intolleranze alimentari nell'ambito del sistema sanitario provinciale.
Come si può in definitiva notare, si tratta di un complesso di atti politici molto articolati che se pienamente attuati porrebbero il Trentino in una posizione di indubbia avanguardia, con innegabili benefici tanto per l’agricoltura trentina e l’ecosistema della nostra provincia, quanto per la salute e la qualità della vita degli abitanti e dei consumatori, in primis dei bambini.
L’opzione politica di puntare ad un trasferimento degli aiuti agricoli verso la ristorazione collettiva mediante un impegno di approvvigionamento di prossimità e di qualità comporterebbe notevoli vantaggi, ben illustrati nell’opera “Per un patto ecologico” da Nicolas Hulot (Aliberti editore, 2008): “Aumento della richiesta di prodotti agricoli biologici e certificati; rialzo dei prezzi pagati ai produttori che si vedrebbero così ricompensati per il loro lavoro senza provocare per questo un rialzo del prezzo dei pasti nella ristorazione collettiva; mantenimento o addirittura estensione delle aziende agricole, specialmente di policoltura e orticola, alla totalità del territorio allo scopo di soddisfare questa richiesta; sollecitazione della creazione di posti di lavoro qualora questo tipo di agricoltura avesse bisogno di ricorrere maggiormente al lavoro contadino; promozione di un’agricoltura che non divori risorse naturali, in particolare acqua, moderata nell’uso di pesticidi e concimi, rispettosa del suolo, della biodiversità e degli ecosistemi, che ricorra a processi di produzione più diversificati e artigianali (prodotti di fattoria), meno standardizzati e meccanizzati, che associno maggiormente agricoltura e allevamento; valorizzazione diversificata dei terreni destinati alla produzione agricola; sviluppo sociale, attraverso la creazione di impieghi locali; organizzazione della distribuzione in circuiti brevi, economici in termini di mezzi ed energia, che favorisca l’economia di prossimità, le economie di energia e la lotta contro l’effetto serra; offerta di un’alimentazione di qualità a consumatori che, spesso, non dispongono di redditi sufficienti per accedervi; educazione al gusto per alunni delle elementari, delle medie, delle scuole superiori, per gli universitari e i giovani lavoratori.”
Descrizione
del disegno di legge
L’articolo 1 elenca le finalità della proposta, riassumibili nella
volontà della Provincia di impiegare nelle mense prodotti
esclusivamente OGM free e prevalentemente provenienti da produzioni biologiche,
di cui siano garantite tipicità e tradizionalità,
oltre ad un’origine il più prossima possibile al consumo. Ciò anche nell’ottica della riduzione dei consumi energetici necessari
al trasporto dei prodotti. L’educazione al consumo consapevole, l’adozione
di corretti comportamenti alimentari e nutrizionali e la diffusione di una
cultura corretta sui singoli prodotti sono elementi fondamentali della presente
proposta. Le finalità di questa legge
sono perseguite dalla Provincia nell'ambito dei servizi di mensa e di ristorazione
gestiti direttamente o mediante appalto dalla Provincia e da enti, aziende
o altri soggetti da essa dipendenti, compresi gli
istituti scolastici. Per il conseguimento delle finalità di questa legge la Provincia può erogare contributi ai comuni e a soggetti
privati gestori di asili nido, scuole dell'infanzia e scuole del primo e
del secondo ciclo d'istruzione. Di particolare importanza appare l’attenzione
rivolta alle allergie ed intolleranze alimentari ed alla conseguente necessità
di formare il personale alla loro conoscenza.
L’articolo 2 definisce le caratteristiche per la fornitura dei prodotti alimentari e fissa nel 60% delle forniture medesime il limite minimo di impiego di prodotti biologici, chiarendo in ogni caso che tutti i prodotti dovranno essere OGM free.
L’articolo 3 si occupa delle informazioni agli utenti sulle caratteristiche dei prodotti impiegati.
Con l’articolo 4 vengono fissati i limiti di contributo della Provincia, nell’ordine del 30% per l’utilizzo dei prodotti elencati all’articolo 1 e del 50% per le iniziative di educazione alimentare, che risultano di rilevante importanza in particolare nei confronti dei bambini e delle persone interessate da allergie ed intolleranze alimentari.
Gli articoli 5 e 6 sono rispettivamente dedicati alla norma finanziaria ed all’entrata in vigore della legge.
Cons. prov. dott. Roberto Bombarda
DISEGNO
DI LEGGE
Art.
1
Finalità
1.
La Provincia di Trento, nell'ambito delle iniziative volte a tutelare
la salute dei cittadini, promuove il consumo dei prodotti agricoli e zootecnici
biologici, tipici, tradizionali, privi di organismi
geneticamente modificati (OGM) e dei prodotti
di prossimità, con particolare attenzione con quelli trentini, e la diffusione
di una corretta educazione alimentare, compresa la prevenzione delle allergie
e delle intolleranze di origine alimentare.
Per questo favorisce:
a)
l'educazione al consumo consapevole, attraverso la comprensione delle
relazioni esistenti tra sistemi produttivi, consumi alimentari e ambiente,
nella prospettiva di uno sviluppo ecocompatibile
e della riduzione dei consumi energetici e di trasporto e della relativa
produzione di gas climalteranti;
b)
l'adozione di corretti comportamenti alimentari e nutrizionali, attraverso
la conoscenza e il consumo di prodotti alimentari e agroalimentari ottenuti nel rispetto della salute e dell'ambiente o
legati alla tradizione e alla cultura del territorio provinciale;
c)
la diffusione d'informazioni sugli aspetti storici, culturali, antropologici
legati alle produzioni alimentari e al loro territorio d'origine.
2.
Le finalità di questa legge sono perseguite dalla Provincia nell'ambito
dei servizi di mensa e di ristorazione gestiti direttamente o mediante appalto
dalla Provincia e da enti, aziende o altri soggetti da essa
dipendenti, compresi gli istituti scolastici.
3.
Per il conseguimento delle finalità di questa legge
la Provincia può erogare contributi ai comuni e a soggetti privati
gestori di asili nido, scuole dell'infanzia e scuole del primo e del secondo
ciclo d'istruzione.
Art.
2
Forniture di prodotti alimentari
1.
Nell'ambito dei servizi di mensa di cui all'articolo 1, comma 2,
si usano prodotti provenienti da coltivazioni e da trasformazioni biologiche
certificate ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/1991 del Consiglio, del
24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli
e alla indicazione di tale metodo sui prodotti
agricoli e sulle derrate alimentari, o tutelati da denominazioni di origine
protetta o indicazioni geografiche protette, o dichiarati tradizionali ai
sensi del decreto del Ministro per le politiche agricole 8 settembre 1999,
n. 350 (Regolamento recante norme per l'individuazione dei prodotti tradizionali
di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998,
n. 173), o adatti a essere somministrati a persone afflitte da allergie
e intolleranze di origine alimentare. Questi prodotti, nell'arco dell'anno,
sono usati in una misura superiore al 60 per cento del totale dei prodotti
utilizzati per i pasti. Tutti i prodotti utilizzati devono garantire di
essere liberi da organismi geneticamente modificati.
2.
I bandi e i contratti relativi alla fornitura
dei prodotti destinati alle mense si adeguano a quanto previsto dal comma
1.
Art.
3
Informazioni agli utenti
1.
All'inizio di ogni anno i soggetti indicati nell'articolo 1, comma 2 e
quelli indicati nell'articolo 1, comma 3 che hanno ottenuto contributi ai
sensi dell'articolo 4 forniscono agli utenti materiali informativi di educazione
alimentare e le seguenti informazioni sul servizio di mensa:
a)
le sue condizioni generali;
b)
le tabelle dietetiche e i valori nutrizionali dei menù;
c)
la natura, la quantità e i risultati dei controlli sanitari, merceologici
e sulle strutture compiuti dai competenti soggetti pubblici o eventualmente
affidati a soggetti privati.
2.
L'effettuazione e il contenuto delle iniziative previste dal comma
1 è comunicata alla Provincia, contestualmente
alla domanda per accedere ai contributi di cui all'art. 1, comma 3.
Art.
4
Contributi
1.
La Provincia eroga contributi ai soggetti indicati nell'articolo
1, comma 3:
a)
per l'utilizzo di prodotti provenienti da coltivazioni e trasformazioni
biologiche certificate ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/1991, o tutelati
da denominazioni di origine protetta o indicazioni geografiche protette, o dichiarati
tradizionali ai sensi del decreto del Ministro per le politiche agricole
8 settembre 1999, n. 350, o adatti a essere somministrati a persone afflitte
da allergie e intolleranze di origine alimentare. Il contributo è concesso
nella misura massima del 30 per cento, calcolato sull'importo totale della
spesa sostenuta nell'anno precedente, secondo criteri stabiliti dal regolamento
di esecuzione di questa legge, tenendo conto della
percentuale di utilizzo di questi prodotti;
b)
per iniziative di educazione alimentare
degli utenti, di aggiornamento professionale del personale scolastico e
addetto ai servizi, nella misura massima del 50 per cento della spesa ammessa.
2.
Le iniziative di cui al comma 1, lettera b), hanno come finalità
prevalente la promozione del modello di alimentazione mediterraneo mediante
il consumo di prodotti biologici, tipici, tradizionali, privi di organismi
geneticamente modificati e di prodotti di prossimità, con particolare attenzione
a quelli trentini e la promozione della conoscenza delle allergie e delle
intolleranze alimentari, con le relative precauzioni da adottare a livello
di mense.
Art.
5
Disposizione finanziaria
1.
Alla copertura degli oneri derivanti da questa legge si provvede
con legge successiva.
Art.
6
Entrata in vigore
1.
Questa legge entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.