
Trento,
21 agosto 2007
PELLEGRINAGGIO DEI GIOVANI SULL’ADAMELLO:
IN ELICOTTERO, A SPESE DEI TRENTINI, INQUINANDO IL PARCO
Interrogazione a risposta scritta
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
La legge
provinciale 5/96 stabilisce che «al fine di assicurare la salvaguardia
dell'ambiente naturale e la prevenzione dell'inquinamento acustico», nei
parchi sono vietati l'atterraggio, il decollo e il sorvolo a quota inferiore
a 500 m dal suolo. A questa norma di carattere generale si applicano, ovviamente,
delle eccezioni in occasioni di rilevante importanza – soccorso alpino,
interventi di protezione civile, ricerca scientifica e poco altro
– sulla base di autorizzazioni rilasciate dai competenti servizi della Provincia.
Come
segnalato con dovizia di particolari dal quotidiano “L’Adige” nell’edizione
del 10 agosto scorso, nella sola giornata di domenica 8 luglio, i due elicotteri
Ecureil della Provincia hanno effettuato
62 atterraggi nel cuore dell'Adamello. Voli andata e ritorno
dal fondovalle per accompagnare a Passo Lobbia autorità ecclesiastiche e
civili che dovevano presiedere e presenziare alla celebrazione eucaristica
del pellegrinaggio dei giovani in Adamello, con relativa diretta televisiva.
Voli per recuperare a fine giornata materiale e tecnici Rai. Ma
non solo, parrebbe.
Scrive
l’Adige: “Nel dettaglio il 2 luglio sono stati effettuati 14 atterraggi per il trasporto di generatori corrente
della Provincia e 7 per il trasporto di persone; il 4 luglio 11 atterraggi
per i generatori e 2 per trasporto persone e materiali; il 5 luglio 13 atterraggi
per trasporto materiale e tecnici Rai; il 6 luglio 36 atterraggi per trasporto
materiale e tecnici Rai; il 7 luglio 21 atterraggi per trasporto tecnici
Rai e l'11 luglio 18 atterraggi per trasporto al gancio per recupero dei
generatori della Provincia. Tirando le somme, in sette giorni in cima alla
Val Genova sono stati effettuati 184 atterraggi
per un totale di ore 29.06' di volo (dato comprendente
i trasferimenti per e dall'Adamello) e per una spesa - in base al dato fornito
da Bortolotti - di 22 mila 698 euro”.
Come
è stato ricordato anche in un commento pubblicato il 13 agosto, “scendendo
a valle in cordata il passaggio sopra le teste dell'elicottero in virata
è preciso come un pendolo, ogni 1-2 minuti. A salire sul velivolo non sono solo le autorità,
ma anche giovani con lo zaino appresso. Il sentimento non è di invidia o rabbia, ma di delusione: ma noi giovani non siamo
capaci di andare al di là delle furbate di cui
è pieno il mondo? Ma soprattutto: una tale occasione
non dovrebbe spingere a farsi qualche domanda etica e morale in più? Dove è finito il piacere di vivere la montagna camminando con
calma, chiacchierando e magari fermandosi spesso per ammirare il panorama?
Tornati al rifugio Mandron terminano i «voli passeggeri»
dell'elicottero….”
Proprio
un bell’esempio da dare ai giovani! Altro che
rispetto della Natura! Altro che rispetto per chi fa fatica con le proprie
gambe! Altro che rispetto per coloro che sono saliti
prima di noi! Altro che rispetto per coloro – e per fortuna sono molti –
che cercano ancora nella montagna il regno del silenzio ed il respiro dell’ambiente
più puro!
A
prescindere dunque dal valore e dal significato del “pellegrinaggio” in
Adamello e dall’effetto mediatico – e conseguentemente
turistico – generato dalla diretta televisiva che ha proiettato ovunque
le bellezze delle nostre montagne, rimane a dir poco scandaloso l’abuso
dell’elicottero per una tale manifestazione. Ancora una volta il
rispetto per l’ambiente e per gli alpinisti, proprio in un “tempio” come
il ghiacciaio del Parco naturale Adamello-Brenta
viene all’ultimo posto, superato dalla “necessità” di portare in vetta tecnici
Rai (e passi), il celebrante la santa messa (e
passi), qualche persona anziana o disabile altrimenti impossibilitata a
salire (e passi….): ma nulla che giustifichi 184 atterraggi in un luogo
dove sarebbe oggettivamente vietato atterrare, con un impiego di mezzi pubblici
il cui utilizzo dovrebbe essere ben altro e con un uso distorto delle professionalità
dei piloti ed uno sperpero di risorse pubbliche. E’ questo il pellegrinaggio
dell’Adamello? Allora è meglio che si celebri la santa messa al Pian di
Bedole, dove tutti possono arrivare a piedi o con i mezzi
pubblici!
Insomma,
non interessa proprio a nessuno il mega impatto ambientale – inquinamento atmosferico, acustico,
dell’acqua, dei rifiuti - derivante da simili manifestazioni di massa a
3100 metri su un ghiacciaio?
Per
ultimo, spiace rilevare il silenzio “ufficiale” degli amministratori del
Parco naturale Adamello-Brenta. Che fa il paio con il silenzio (ovviamente anche in questo
caso “ufficiale” perché altrimenti si potrebbe arrabbiare qualcuno a Trento…)
sul collegamento Pinzolo-Campiglio, “spacciato”
per “mobilità alternativa” una storiella che si può raccontare solo a persone
totalmente incompetenti - ma che in realtà devasterà una delle aree più
sensibili del Parco.
Ciò
premesso
si
interroga il Presidente della Provincia
per
sapere:
1.
quante persone hanno trasportato gli elicotteri della Provincia
di Trento in occasione della manifestazione dell’8 luglio 2007 al Passo
della Lobbia;
2.
se non ritenga eccessivo, nel cuore di un Parco naturale, l’utilizzo
che si è fatto dell’elicottero;
3.
quanto è costato alle casse della Provincia autonoma l’impiego
dell’elicottero – oltre che dei piloti, dei tecnici di assistenza - in questa
occasione;
4.
quanto carburante è stato consumato dagli elicotteri della
Provincia per i voli in questione e quali interventi sono stati adottati
per ridurre i gas nocivi ed i rumori emessi dai velivoli;
5.
se non ritenga doveroso impartire direttive più rigorose per
l'impiego degli elicotteri provinciali nel caso di future manifestazioni
di questo genere;
6.
se non ritenga il caso di suggerire lo svolgimento di manifestazioni
di questo genere a quote minori, lasciando alle quote più elevate solo eventi
di minore impatto ambientale.
Cons.
prov. dott. Roberto Bombarda