
Trento,
20 luglio 2007
SUL PRELIEVO DI ACQUE DA PARTE DELLA
SOCIETA’ AGRICOLA LE GRAVE DI CADINE
E SULLE CONSEGUENZE DELLA BONIFICA AGRICOLA
Interrogazione a risposta scritta
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
Nei
mesi scorsi la società agricola Le Grave di Cadine
ha avviato ed in parte già completato lavori di bonifica agraria che hanno
sensibilmente modificato gli aspetti ambientali e paesaggistici dei territori
adiacenti il sobborgo di Trento, nell'area digradante verso la conca di
Terlago, sostituendo alla vegetazione spontanea
ed al bosco ceduo i più redditizi vigneti. Si tratta di
aree caratterizzate dalla presenza di rilevanti fenomeni carsici,
nelle quali la presenza di acque superficiali è molto limitata ed è in ogni
caso riconducibile a complessi sistemi ipogei collegati con la limitrofa
valle dell'Adige. Della bonifica agraria si sono occupati per vari motivi
pure l'autorità giudiziaria nonché, in numerosi interventi, le associazioni locali, in
particolare La Regola di Cadine, anche perchè la bonifica stessa è stata in parte realizzata con
materiale di risulta di importanti opere infrastrutturali
ed urbanistiche. Recentemente il naturalista Cavagna,
che da molti anni si occupa degli stagni di Vela, un sito di
interesse comunitario, ha avanzato l'ipotesi, non ancora verificata, che la bonifica abbia impermeabilizzato il terreno
compromettendo il naturale afflusso d'acqua agli stagni.
Come
in altri casi recenti riguardanti il territorio trentino - vedi pendici
del monte Stivo dove un pregiato castagneto che non utilizzava acqua da
sorgenti o falde è stato sostituito dal "solito" vigneto necessitante
invece di abbondanti risorse idriche o, nel caso
degli impianti di innevamento artificiale della Paganella, con l'autorizzato prelievo dal lago di Molveno dopo che erano già stati ampliati gli impianti sciistici
- anche in questo caso sembra che nella fase autorizzativa
del progetto non sia stato tenuto in debito conto il fatto che un vigneto
moderno necessita di determinate quantità di acqua ad uso irriguo. Ciò è
chiaramente dimostrato dal fatto che, ad opere in gran parte ultimate, la
società Le Grave ha sottoposto alla Provincia - Servizio di
utilizzazione delle acque pubbliche - una domanda di concessione per l'utilizzo
di acqua sotterranea, mediante la realizzazione di un pozzo per il
prelievo quotidiano (dal primo giugno al 30 settembre) di 4,5 litri al secondo.
Non si tratta certamente di una grande derivazione,
ma ciò che rileva in questo caso è appunto il fatto che i buoi seguano il
carro.... Inoltre, che il territorio in questione sia particolarmente delicato
sotto gli aspetti idrici. Il pozzo dovrebbe infatti avere una profondità non superiore ai 60 metri. Almeno
oggi, in futuro, ad opera realizzata, non si sa se basterà o se si dovrà
andare più in basso. Ma se togliamo ai 491,5 metri slm
della quota esterna del pozzo i 60 metri di profondità dello stesso, ci
posizioniamo poco sopra i 430 metri slm,
cioè solo 10-12 metri più in alto della quota
di superficie dal Lago di Terlago. E' evidente
che, stando le segnalate problematicità dell'area, spingersi
a prelevare acqua ancora più a fondo rischierebbe di drenare acqua
proprio al lago di Terlago, ma non è da escludere
che la presenza e l'attivazione del pozzo possano comunque pregiudicare
l'alimentazione del lago e/o di altre sorgenti, sia sul versante di Terlago, sia su quello di Trento.
Ciò
premesso si interroga il presidente della Provincia
per sapere
1.
come mai gli uffici provinciali non hanno rilevato che la domanda
di concessione dell'acqua ad uso irriguo è stata presentata dopo e non prima
della realizzazione della bonifica agraria, quando era chiaro che un moderno
impianto viticolo necessita di rilevanti risorse idriche;
2.
se si può escludere con certezza, per l'oggi e per il domani,
che l'entrata in funzione di un pozzo per il prelievo di acque ad uso irriguo
nel punto individuato dalla società Le Grave di Cadine
possa pregiudicare l'alimentazione del Lago di Terlago
e/o di sorgenti o depositi idrici ipogei presenti sui diversi versanti idrografici
interessati.
Cons.
prov. dott. Roberto Bombarda