
Trento,
17 aprile 2007
LA TESSILQUATTRO DI CARES DI BLEGGIO INFERIORE
Proposta di mozione
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
Facendo
seguito ad una specifica richiesta formulata il 12 dicembre 2006 dall’industria
“TessilQuattro spa” con sede a Cares di Bleggio Inferiore, avente per oggetto “allacciamento alla
rete del metano”, il Consiglio dell’Unione dei Comuni di Bleggio
Inferiore e Lomaso ha approvato all’unanimità
la richiesta di aggiornamento del piano energetico
provinciale per l’inserimento tra i comuni serviti dalla rete di distribuzione
del metano della zona di Ponte Arche/Terme di Comano
e della zona industriale di Cares, chiedendo nel
contempo la collaborazione del Servizio Energia della Provincia ed il coinvolgimento
delle altre Amministrazioni comunali locali. Si tratta di una importante novità rispetto al quadro conoscitivo preesistente,
in base al quale formulai una precedente proposta di mozione oltre ad altri
atti politici (interrogazioni ed interventi). Infatti
la “TessilQuattro” di Cares
rappresenta la maggiore realtà produttiva della valle, impiega al momento
oltre 180 addetti e manifesta interessanti previsioni di crescita. Nella
sua lettera di richiesta all’Unione dei Comuni, il consigliere delegato
della TessilQuattro evidenzia come il fabbisogno stimato per i consumi
dello stabilimento sarebbe pari a circa 8 - 10 milioni di metri cubi annui
e che l’azienda sarebbe seriamente interessata
a fruire dell’allacciamento alla rete del metano “in vista e come condizione
necessaria per la realizzazione di una centrale di cogenerazione
per la produzione di energia elettrica e vapore alimentata da gas metano”.
Va ricordato che al momento la rete di distribuzione del metano ha raggiunto
la Busa di Tione e gli abitati di Bolbeno e Ragoli, i più vicini in
termini chilometrici allo stabilimento industriale, ad una distanza stimabile
attorno ai dieci chilometri. Le previsioni di impiego
di gas da parte dello stabilimento farebbero supporre, da sole (ma evidentemente
alla rete potrebbero allacciarsi anche tutte le altre utenze produttive,
gli enti pubblici ed i privati con un conseguente aumento del consumo locale),
la sostenibilità economica dell’investimento di estensione della rete, soprattutto
se l’area interessata dovesse essere finalmente classificata “metanizzabile”
nel piano provinciale, con i conseguenti sostegni da parte dell’ente pubblico.
Questa
operazione garantirebbe ricadute positive su diversi
piani: innanzitutto si fornirebbe adeguata risposta alle richieste di una
importante realtà produttiva, in qualche modo “vincolandola” a rimanere
in loco con indubbi benefici sull’occupazione e sull’economia locale nell’arco
dei prossimi decenni; l’impianto di cogenerazione
potrebbe fornire energia termica (quella elettrica sarebbe usata dallo stabilimento)
alla località termale di Ponte Arche ed alla frazione di Cares, anche come compensazione dei disagi arrecati dalla
vicinanza dello stabilimento; il teleriscaldamento concorrerebbe in maniera
determinante a ridurre i carichi inquinanti che nella stagione invernale
caratterizzano la zona di Ponte Arche, che per cause orografiche (area di
fondovalle), climatiche (inversione termica) e legate ai trasporti (il frequentatissimo
asse stradale Trento-Tione) si trova a soffrire
di una situazione particolarmente pesante; infine, l’estensione della metanizzazione
alle Giudicarie esteriori per garantire continuità
e competitività alla TessilQuattro offrirebbe
la possibilità di accesso a questa forma di energia anche ad altre frazioni
dei Comuni limitrofi ovvero attraversati dalla rete di distribuzione ed
alle rispettive utenze pubbliche, private e produttive.
E’ a
noi chiaro che il metano non costituisce la fonte di energia più ecologica a disposizione, ne’ una forma di energia
alternativa alla quale sarebbe più opportuno rivolgersi. Ma ci rendiamo pure conto che, in termini quantitativi, le
richieste dell’azienda – e dell’area interessata – difficilmente potrebbero
essere soddisfatte ricorrendo a fonti rinnovabili, se non con costi economici
ed ambientali che potrebbero essere addirittura maggiori (ad esempio realizzando
una centrale a biomassa, che in gran parte andrebbe
“importata” in valle con costi energetici ed ambientali difficilmente calcolabili).
In ogni caso, nella prospettiva temporale dei prossimi decenni, la soluzione
intravista sembrerebbe essere la più sostenibile sotto
i profili ambientale, sociale ed economico.
Appare
dunque con tutta evidenza che la metanizzazione
delle Giudicarie esteriori si può configurare
come una scelta strategica di lungo periodo, con una forte valenza di tipo
industriale prima ancora che energetica o ambientale, atta a garantire nel
tempo capacità competitive ad un’azienda che le Giudicare non possono in nessun caso permettersi di perdere, pena una crisi
di dimensioni disastrose per l’economia locale che pure presenta interessanti
realtà nel campo turistico, agricolo, artigianale e commerciale.
Ciò
premesso
il
Consiglio impegna la Giunta provinciale
1. ad adeguare il Piano di distribuzione del gas metano e, conseguentemente, la rete, nel senso indicato dalla richiesta dell'Unione dei comuni di Bleggio e Lomaso, assicurando così l'allacciamento dello stabilimento industriale giudicariese TessilQuattro, con conseguente beneficio di tipo economico, occupazionale, energetico ed ambientale sia per l’azienda, sia per l’intero contesto locale;
2. a valutare in ogni caso, prima di adottare soluzioni definitive, le alternative atte a soddisfare, con l’impiego di energie rinnovabili, le necessità energetiche di cui abbisognano la TessilQuattro ed i paesi circostanti.
Cons.
prov. dott. Roberto Bombarda