
Trento,
23 agosto 2007
MUSEI TRENTINI AD IMPATTO ZERO DI CO2
Proposta di mozione
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
Il Museo
“A come Ambiente” di Torino è il primo museo italiano che ha adottato un
sistema di compensazione dei gas serra per il 2007. Ha adottato il sistema
“clean planet” che neutralizza
le tonnellate di CO2 emesse dalle attività del
museo con tonnellate di CO2 evitate grazie alla
produzione di energia da fonti rinnovabili di Asja.biz.
In un anno il Museo produce e annulla circa 100 tonnellate di CO2
equivalente generate dai consumi energetici necessari per lo svolgimento
della propria attività. Il museo agisce per dare l’esempio anche ad altri:
fatti, non solo parole. Enti, istituzioni, strutture sensibili al tema possono
adottare lo stesso sistema. Il risparmio energetico, la produzione di
energia da fonte rinnovabile, l’adozione di buone pratiche nel quotidiano
concorrono a contenere le emissioni di gas colpevoli
dell’attuale aumento dell’effetto serra testimoniato dai cambiamenti
climatici oggi davanti agli occhi di tutti.
La scelta
del Museo “A come Ambiente” di diventare il primo in Italia ad annullare
le proprie emissioni di anidride carbonica ha ottenuto
il plauso di Regione Piemonte, Provincia e Città di Torino, tra i soci fondatori
di un'associazione che svolge un'attenta e divertente azione di divulgazione
nei confronti di bambini e ragazzi.
"Sulla qualità dell'aria – ha detto Nicola de Ruggiero, assessore all'Ambiente
della Regione - abbiamo intrapreso una strada di interventi
strutturali, come ci chiede l'Unione Europea, ma soprattutto per ridurre
i rischi alla salute. Ma è importante anche il ruolo di cittadini ed istituzioni:
è significativo che in Piemonte ci sia un museo
che compensa il CO2 prodotto. E' un buon esempio per tutti".
"Avere proprio a Torino il primo museo d'Italia a zero CO2
– ha affermato Domenico Mangone, assessore
all'Ambiente della Città di Torino - è motivo di grande orgoglio. Una filosofia
questa che non solo contribuisce a proteggere il clima, ma sostiene lo sviluppo
di un nuovo sistema energetico più pulito e sicuro".
L’esempio
del museo scientifico è stato qualche tempo dopo seguito da un altro museo,
se vogliamo ancor più famoso e visitato. Si tratta del Museo nazionale del
Cinema, sempre a Torino, ospitato nella famosa Mole Antonelliana, anch’essa ormai gestita secondo una pratica
ad “impatto zero CO2”.
Visto
l’esempio piemontese, sarebbe utile replicare questa buona pratica anche
in Trentino, in particolare nell’attuale Museo Tridentino di Scienze Naturali
ma soprattutto nel progettato nuovo Museo della Scienza – che peraltro si
auspica sia progettato con criteri di autosufficienza
energetica – nel MART di Rovereto, prestigioso
edificio che presenta però rilevanti costi energetici (e conseguenti impatti
ambientali e sul clima) e negli altri principali musei del Trentino. Ad
esempio il castello del Buonconsiglio, non potendo
per ovvii motivi essere sottoposto ad interventi strutturali per
il risparmio energetico, vi sarebbe un motivo in più per ricorrere a forme
di compensazione.
Ciò
premesso
il
Consiglio impegna la Giunta provinciale
1.
a promuovere la diffusione del modello di gestione ad impatto
zero di CO2 nei musei del Trentino, sull’esempio
di quanto sperimentato con successo in alcuni musei di Torino;
2.
a prevedere che il nuovo Museo della Scienza sia un museo ad
impatto zero di CO2 ed autosufficiente da un punto
di vista energetico.
Cons.
prov. dott. Roberto Bombarda