
Trento,
17 luglio 2007
VARIANTE DI PONTE ARCHE-TERME DI COMANO:
SCEGLIERE TRA LE DIVERSE SOLUZIONI
QUELLA CON L’IMPATTO AMBIENTALE MINORE
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
Il 13
aprile 2007, nel corso di un’apposita riunione
presso la sala convegni delle Terme di Comano,
l’ex assessore ai Lavori pubblici, Silvano Grisenti,
ha informato la popolazione, gli amministratori e gli operatori turistici
delle Giudicarie esteriori sul fatto che entro il corrente anno
il progetto di variante sarebbe stato sottoposto a valutazione di impatto
ambientale. Questa importante notizia, che ha posto un tassello storico
nelle vicende di un’infrastruttura chiesta da molti anni ma che sono nell’ultima
legislatura è stata inserita dalla Giunta provinciale nell’apposito
Piano provinciale, presuppone però il fatto che entro l’autunno sia redatto
il progetto ed esperite tutte le indagini geologiche necessarie ad individuare
l’itinerario e la scelta tecnica più opportuna tra le diverse soluzioni
ipotizzate. La variante in oggetto è un’opera prioritaria per il Trentino
e senza un intervento rapido la situazione del traffico e della conseguente
vivibilità dell’abitato e della località termale sono destinate a peggiorare
ulteriormente, come si evidenzia in modo particolare nella stagione estiva.
A causa dei comprensibili rallentamenti generati dalla mobilità interna
al centro turistico, si formano sulla direttrice Trento-Tione,
all’altezza dell’abitato di Ponte Arche, lunghe colonne di camion ed auto,
tanto che diventa difficile e rischioso per i residenti ed i turisti passeggiare
o attraversare la strada. Il traffico rende peraltro la vita difficile ai
residenti nel corso di tutto l’anno, poiché l’abitato è attraversato da
una delle vie più trafficate del Trentino e la morfologia del territorio
comporta un ristagno dell’aria inquinata in fondovalle. Il fatto che l’ingorgo
quotidiano di Ponte Arche sia l’unico rallentamento tra Trento-Tione (e poi Val Rendena o Valle del Chiese) rende improrogabile la realizzazione
della variante stradale all’abitato ed al centro termale. Variante che è
già obiettivo concreto dell’amministrazione provinciale
ma della quale non si conoscono ancora con precisione tracciati e
tempi di realizzazione.
Per
risolvere questo annoso problema sono state ipotizzate
negli anni diverse soluzioni sia per l’itinerario – comunque in ogni caso
in sinistra Sarca – sia per le tecniche di realizzazione,
con parti a cielo aperto e parti in galleria. Poiché oltre all’aspetto tecnico
e finanziario si debbono tenere in conto anche
gli impatti ambientali e paesaggistici su un’area particolarmente pregiata
e che ospita la più rinomata fonte di acqua termale della provincia (impatti
ambientali che debbono considerare anche il disagio generato alla popolazione
locale ed agli ospiti dalle operazioni di cantiere nonché l’energia necessaria
alla realizzazione dell’opera, ivi comprese le emissioni complessive di
gas climalteranti) appare necessario considerare
diverse ipotesi riguardanti l’itinerario e la tecnica di costruzione della
variante stradale – almeno due, ma preferibilmente di più! – da sottoporre
alla comunità locale per un’opportuna condivisione della scelta finale e
considerando come elemento prioritario il rispetto ambientale e paesaggistico,
individuando perciò tra le diverse soluzioni quella che minimizza gli impatti
ambientali e paesaggistici, nonché i disagi per
la popolazione locale e per gli ospiti nella fase di costruzione dell’opera.
Ciò
premesso,
il
Consiglio impegna la Giunta provinciale
1.
a predisporre almeno due diverse ipotesi riguardanti l’itinerario
e la tecnica di costruzione relativamente al progetto della variante stradale
all’abitato di Ponte Arche ed alla stazione termale di Comano da sottoporre alla Valutazione d’impatto ambientale;
2.
a considerare come elemento prioritario il rispetto ambientale
e paesaggistico individuando tra le diverse soluzioni quella che minimizza
gli impatti ambientali e paesaggistici, nonché i disagi per la popolazione
locale e per gli ospiti nella fase di costruzione dell’opera;
3.
a convocare una nuova riunione con la comunità locale non appena
saranno pronte le diverse soluzioni progettuali, anche al fine di individuare
quella maggiormente condivisa.
Cons.
prov. dott. Roberto Bombarda