
Trento,
15 giugno 2007
MONTE STIVO:
CARENZE IDRICHE PER L’AGRICOLTURA
E TRIVELLAZIONI PER NUOVI POZZI
Interrogazione a risposta scritta
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
Sul
Monte Stivo, all'incirca in loc. Carobbi, è stata
autorizzata qualche anno fa l'espianto di circa una ottantina
di piante secolari di castagno per realizzare un vigneto. Tale cambio di
coltura parve allora a molti discutibile per la scarsità d'acqua della zona,
compatibile per un castagneto, ma non per un vigneto.
Da qualche
tempo pare che in zona si trovino apparecchiature per trivellazione, forse
per ricercare acque sotterranee, utili alle nuove coltivazioni.
La questione
– se trovassero conferma le ipotesi da più parti formulate – potrebbe
farsi delicate perché nuovi pozzi in zone povere d'acqua potrebbero impoverire
le sorgenti esistenti e su cui contano, per consolidate consuetudini, altri
coltivatori o gli stessi acquedotti pubblici.
Anche
recentemente, la stampa ha riferito, a proposito questa volta di masi situati
sulla collina della val d'Adige, di polemiche e contrasti – portati anche all'attenzione
degli uffici provinciali e dello stesso difensore civico – per troppo disinvolte
deviazioni di condotte idriche utilizzate da masi coltivati da molto tempo
rispetto alle nuove bonifiche effettuate (con trasformazione dei boschi
in vigneti).
Da ultimo,
un noto naturalista che da molti anni studio il Sic degli stagni di Vela, avanza l'ipotesi che il
quasi totale prosciugamento degli stagni, constatabile da chiunque, malgrado
piova da molti giorni, possa essere attribuito alla radicale trasformazione
di un sito a monte, incolto e per lo più boscato
in un vigneto con notevole apporto di terreno, tale da chiudere le porosità
naturali e quindi impedire la penetrazione dell'acqua in profondità.
Esistono
quindi motivi di preoccupazione ed allarme per le modalità con cui sono
effettuate le bonifiche agrarie, tanto più quando
si tratta di cambi di coltura, con particolare riguardo alle risorse idriche
sempre più scarse (stando almeno alle previsioni più accreditate).
Tanto premesso
si interroga il Presidente della Giunta provinciale
per sapere:
a)
se sulle pendici dello Stivo e in prossimità dei nuovi vigneti
di cui in premessa sono state autorizzate trivellazioni allo scopo di reperire
risorse idriche da destinare all'agricoltura;
b)
in caso di risposta affermativa quali misure sono state prese
per tutelare le poche sorgenti esistenti ed in generale la falda che alimenta
eventuali utenze precedentemente autorizzate;
c)
nell'eventualità assai probabile che il cambio di coltura
e la bonifica agraria abbiano beneficiato di contributi pubblici, come sia
stata valutata la ben nota scarsità d'acqua superficiale della zona, in
rapporto all'esigenza consistente d'acqua che un vigneto richiede.
dott.
Roberto Bombarda