
Trento,
22 giugno 2007
TRENTO-BONDONE,
TRA (IN)SICUREZZA E INCIVILTA’
Interrogazione a risposta scritta presentata
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
A scanso
di equivoci vorrei precisare che personalmente
non ho alcuna preclusione verso la tecnologia e quindi sono disposto a riconoscere
che l’industria automobilistica recupera dalle gare automobilistiche anche
utili informazioni per l’allestimento delle vetture – oltre agli aspetti
promozionali indispensabile per la vendita dei propri prodotti. Il discorso
vale ovviamente per le gare di formula, ma anche per i rally e gare simili.
In altri termini, il problema non sono i motori,
ma l’uso che se ne fa.
Dunque
le perplessità sulla opportunità di autorizzare
la gara automobilistica Trento-Bondone, una manifestazione
che in passato ha avuto certamente un ruolo indiscutibile per far conoscere
Trento e la sua montagna, traggono origine da altre considerazioni.
Anzitutto
questioni di sicurezza. Negli ultimi anni si sono registrati molti incidenti,
fortunatamente non gravi (e speriamo sia così anche per il futuro se la
gara avrà un futuro), ma solo un cieco non
vede che l’eventuale l’uscita di strada di un veicolo potrebbe provocare
molti feriti e forse anche vittime se avviene in un luogo dove sono assiepati
gli spettatori. E’ vero che lungo tutto il percorso sono
esposti a cura degli organizzatori cartelli con la scritta “sosta vietata
al pubblico”, ma è altrettanto vero che né l’organizzazione né le forze
di pubblica sicurezza sono in grado di far rispettare i divieti. Il risultato
è che ci sono spettatori dappertutto e se finora non si sono verificati
gravi incidenti che hanno coinvolto spettatori lo si deve solo alla buona stella della manifestazione, più
che alle misure di sicurezza e prevenzione di incidenti.
Anche
il tracciato presenta criticità. La sede stradale è la medesima fin da
quando la manifestazione è stata proposta per la prima volta, oltre
cinquant’anni fa. Non esistono vie di fuga
laddove sono prevedibili “fuori pista”. Ma, rispetto al passato,
c’è una differenza significativa: la velocità e
la potenza delle autovetture probabilmente è più che raddoppiata. In molti
punti il guard rail,
omologato per contenere vetture normali in caso di sbandata, potrebbe trasformarsi
in una ghigliottina per il pilota poiché alcuni
modelli di autovettura possono tranquillamente infilarsi sotto il guard
rail in caso di fuori pista. Paradossalmente per
queste autovetture sarebbe più sicuro rimuoverlo!
L’ordine
pubblico e gli interessi economici in gioco. Come per la maggior parte delle
manifestazioni sportive il pubblico è sempre più
“specializzato”. Non è solo gente qualsiasi che va a vedere queste manifestazioni.
Fra le persone abituate a moderare tifo e manifestazioni di sostegno (forse
la maggior parte degli spettatori) si mescolano fans
scatenati per i quali la gara è tutto, indifferenti a qualsiasi altra considerazione
di civiltà e buon gusto. Ma anche un pubblico che
segue il “circo” di questo campionato europeo, attrezzato di tutto punto:
camper, roulottes, o semplici tende con tutto
l’occorrente per qualche giorno di campeggio libero. Non è dunque il tradizionale
turista per il quale la gara è anche occasione di pranzare al ristorante,
fare shopping, ecc., per il piacere e la gratitudine
degli operatori commerciali locali. Capita, purtroppo,
nei due giorni di gara, di assistere sul Monte Bondone
ad atti di teppismo, inciviltà e maleducazione, talvolta provocati
dalle abbondanti libagioni, in altri casi dalla mancanza di strutture adeguate,
quali servizi igienici ed altre strutture di supporto. Cinquanta persone
possono al limite anche campeggiare sul Bondone
senza arrecare grandi disturbi, ma non cinquemila! Le forze dell’ordine
non sono in grado di impedire ai campeggiatori improvvisati di
piantare le tende ovunque.
Se proprio
si vuole fare a tutti i costi questa manifestazione, allora non basta invocare
un po’ di tolleranza, occorre prevedere luoghi di sosta per il pubblico,
strutture di accoglienza, servizi. Ma
verrebbe a questo punto da chiedersi: ne vale la pena, considerata la scarsa
ricaduta? Lo scarso interesse dei media (Tv in primo luogo) sta a dimostrare, implacabilmente,
che l’appeal sul grande pubblico di questo tipo di manifestazioni è praticamente
irrilevante e quindi, a maggior ragione, si impone una valutazione “costi-benefici”.
Si è optato invece, sempre più, in questi ultimi
anni, per una organizzazione “casereccia” che lascia molto all’improvvisazione
e finisce per scontentare tutti.
Il contemporaneo
svolgimento della Formula 1 – trasmesso in diretta tv – finisce per ridurre
perfino il numero degli spettatori locali, appassionati di motore. La formula
uno è sicuramente più interessante.
Molto
malumore solleva fra i residenti la prolungata chiusura della strada (anche
oltre i tempi di gara): Sardagna, Candriai
e Vanezze sono praticamente isolate per due giorni
e i residenti sono confinati in casa sia per l’impossibilità di muoversi
liberamente, sia per la necessità di sorvegliare le proprie case e i propri
beni. Per non parlare del fastidio di dover esibire documenti attestanti
la residenza, per non pagare pedaggi o l’obbligo di pagare il pedaggio anche per eventuali ospiti di residenti
(si tratta di 10 euro/persona).
Infine
chi ha autorizzato la manifestazione, anche quest’anno, ha dimostrato di tenere in poco conto l’opinione
delle forze dell’ordine le quali hanno ammesso
la difficoltà, per non dire l’impossibilità, di garantire adeguatamente
l’ordine pubblico. Lo scorso anno alcuni poliziotti sono stati minacciati
e oggetto di intemperanze non solo verbali. Ed
in ogni caso in passato – mi riferisco alle edizioni degli anni settanta/ottanta,
la presenza di forze dell’ordine era molto più consistente che nelle ultime
edizioni, malgrado i problemi siano aumentati e
non diminuiti.
In conclusione,
se in passato ad opporsi a questa manifestazione erano “i soliti ambientalisti”
contrari al rumore ed al puzzo insopportabile di idrocarburi,
inevitabilmente accusati di contrarietà “ideologica”, oggi a protestare
sono semplici cittadini che vivono e risiedono sulla montagna di Trento
e mal sopportano di vedere le loro proprietà (spesso villette incustodite
ed utilizzate nei fine settimana) invase da campeggiatori improvvisati che
fanno i propri comodi, incuranti anche di minime regole di civiltà.
Tutto
questo, ovviamente non c’entra con gli organizzatori, i quali si
impegnano perché tutto funzioni al meglio. E’ ormai nella logica
delle cose: determinate categorie di tifosi – lo si è visto anche in certi stadi – sono abituati a comportarsi
così. Qualcuno, impropriamente, ha fatto paragoni con l’invasione del Monte
Bondone di due anni fa, in occasione della tappa
del Giro d’Italia. Impropriamente, sostengo, perché ognuno
ha potuto constatare un grado di rispetto e di civiltà invidiabile.
Forse un numero di spettatori (molti dei quali saliti in bicicletta) maggiore
di quelli della Trento-Bondone automobilistica
ha creato infinitamente meno problemi. Peraltro una tappa ciclistica crea
un disagio ai residenti al massimo per un paio d’ore ma
offre una visibilità internazionale che in termini di promozione non è nemmeno
paragonabile. Obiettivamente oggi il Monte Bondone
è conosciuto internazionalmente soprattutto per alcune memorabili tappe
del Giro d’Italia, non per la Trento-Bondone automobilistica.
Tutto ciò premesso, e preso atto che per il corrente anno la manifestazione è stata ormai autorizzata,
si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere
se
non intenda assumere, anche di concerto con le Autorità preposte all’ordine
pubblico, alcune misure più incisive per migliorare la situazione dell’ordine
pubblico non solo durante la gara, ma anche nella settimana precedente,
quali:
1.
aumentare il numero di guardie forestali
al fine di evitare che possano essere accesi falò o fuochi o allestiti campeggi
al di fuori dei luoghi appositamente individuati;
2.
sollecitare il Sindaco del capoluogo ed
il Questore, a predisporre, nella settimana che precede la gara, un servizio
di sorveglianza stradale straordinario e per l’arco temporale delle 24 ore,
per evitare gare di velocità improprie che sempre si verificano. Va tenuto
presente che ogni giorno la strada provinciale del Monte Bondone è meta di escursioni ciclistiche
e che i ciclisti, soprattutto in discesa, possono fare molto poco se sbuca
un’auto contromano (come succede talvolta) a forte velocità. La Stazione
dei carabinieri di Candriai opera con molto impegno
e disponibilità, ma il personale assegnato è appena
indispensabile per il lavoro di routine, non certo per un carico simile
di lavoro straordinario;
3.
promuovere un servizio navetta con mezzi
pubblici per trasportare gli spettatori in quota, evitando così l’invasione
di automobili private. Ovviamente tale servizio dovrebbe essere coordinato
con provvedimenti che limitano l’accesso agli autoveicoli privati (salvo
residenti ed ospiti di residenti) ed adeguatamente pubblicizzato;
4.
promuovere un monitoraggio attento di eventuali
atti di malcostume ed inciviltà imputabili agli spettatori, anche al fine
di valutare l’opportunità di concedere il nulla-osta per la prossima stagione.
Cons.
Roberto Bombarda