
Trento,
6 giugno 2007
RILANCIARE LA RETE TRENTINA DI EDUCAZIONE
AMBIENTALE
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE E RICONOSCERE LA FIGURA
PROFESSIONALE DI “EDUCATORE
E FORMATORE AMBIENTALE
Proposta di mozione
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici per L’Unione
Il successo
del tema “capitale umano – capitale sociale” del
recente Festival Economia ha confermato l’importanza dell’investimento nella
formazione delle persone ai fini dello sviluppo di un territorio. Per quanto
riguarda l’educazione ambientale e la formazione allo sviluppo sostenibile,
argomenti di rilevante attualità anche alla luce dei cambiamenti climatici
in corso che impongono comportamenti più virtuosi da parte dei cittadini
e delle istituzioni, il Trentino ha sempre svolto un ruolo di primo piano
a livello nazionale. Basti pensare che già nel 1986, per opera dell’Agenzia
del Lavoro su impulso della Provincia, prendeva
il via l’attività di educazione ambientale, confermata nel tempo anche attraverso
alcuni passaggi legislativi. Come ad esempio la legge provinciale n. 32/1990
istitutiva del Servizio Ripristino e Valorizzazione ambientale e la legge
provinciale n. 3/1999 istitutiva dell’Agenzia provinciale per la protezione
dell’ambiente, alla quale veniva affidato il coordinamento
e l’organizzazione dei progetti di formazione e informazione sull’educazione
ambientale. Nel 2001 veniva infine istituita la
Rete provinciale di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile, facente
capo al Sistema Informazione e Qualità Ambientale (SIQA) dell’APPA, con la conseguente
apertura nel corso degli anni successivi di 11 Laboratori territoriali e
di alcuni Centri di esperienza, aventi lo scopo di diffondere l’informazione
e la promozione ambientale a tutti i soggetti, pubblici e privati, circa
gli obiettivi del Piano provinciale per lo sviluppo sostenibile.
Attualmente
la Rete è composta da una trentina di consulenti, diversi dei quali operano
ormai da molti anni, ma la cui condizione professionale e contrattuale non
è certo – per usare un eufemismo – “ottimale”. E’ scontato che un’attività
come quella citata, che incide sulle conoscenze e le competenze delle persone,
degli enti e delle aziende dovrebbe avvenire in un contesto
professionale solido ed in un contesto evolutivo che sappia garantire continuità
e qualità al servizio pubblico (poiché di questo si tratta!) erogato dagli
operatori della Rete.
E’ invece
ormai abbastanza chiaro che, anche a causa del progressivo taglio di risorse
avvenuto nel corso degli ultimi anni, la Rete non è sufficientemente conosciuta
a livello provinciale e locale e non è in grado di garantire – pur tra gli
innumerevoli e pregevoli interventi su tutto il territorio – il completo
raggiungimento degli obiettivi che le sono stati fissati. In particolare,
preoccupa molti cittadini, amministratori locali e provinciali e naturalmente
gli stessi operatori, la carenza di adeguate informazioni
circa la funzione, le attività e le potenzialità della Rete e dei suoi collaboratori
nonché, come già richiamato, un contesto contrattuale in grado di offrire
maggiori garanzie di continuità e qualità agli operatori attualmente impegnati.
Tutto
ciò premesso
il
Consiglio impegna la Giunta provinciale
1.
a rilanciare il ruolo e la presenza sull’intero territorio
della Rete provinciale per l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile,
con i suoi Laboratori territoriali ed i Centri di esperienza, anche con
un aumento dei finanziamenti inseriti nel bilancio della Provincia per i
prossimi esercizi e con una nuova e diffusa campagna di informazione rivolta
ai cittadini, alle associazioni, agli enti ed alle aziende;
2.
a promuovere il riconoscimento della figura professionale di
“Educatore e formatore ambientale”, così da qualificare il ruolo degli operatori
della Rete individuando le soluzioni contrattuali più adeguate per assicurare
continuità e qualità alle prestazioni professionali offerte dagli operatori
della Rete.
Cons.
prov. dott. Roberto Bombarda