
Intervento
all'Assemblea nazionale dei Verdi
di Elio D'Annunzio
(delegato dei Verdi del Trentino e successivamente eletto nel Consiglio
federale nazionale del Verdi italiani)
Care amiche e cari amici,
solo pochi minuti
per dire che sono rincuorato dal constatare l'esistenza di un filo conduttore
che unisce le varie mozioni ed interventi, cioè la voglia di stare
insieme e di agire insieme; e sono rincuorato anche dal rispetto che tutto
sommato esiste, delle differenti interpretazioni dell'agire verde.
E quindi appare
giustificato il fatto di non essere oggi, in questo fine settimana, accanto
alle mie figlie, ma di essere qui, per dare un piccolo contributo alla nuova
nascita dei Verdi.
Molti, prima di
me e molto meglio di come potrei farlo io, hanno approfondito le tematiche
centrali di questo momento così critico della vita del nostro partito.
Io quindi voglio
dare solo qualche immagine che possa, spero, essere d'aiuto alla causa comune.
Come il cuore che
si dilata nella diastole e si contrae nella sistole, occorre ora una contrazione,
un ricompattarsi, un concentrarsi, perché se è vero che non
siamo in crisi di identità, è vero anche che non sappiamo bene
cosa dobbiamo anche essere.
Occorre un fondamentale
periodo di riflessione al nostro interno per crescere dentro, e così
come un bambino diventa grande aumentando le dimensioni di quello che è
già, così noi possiamo crescere solo con il contributo di tutti
noi ed anche grazie al contributo delle malattie che possono sorgere al nostro
interno.
E così come
le malattie dei bambini fanno crescere, così questa crisi che stiamo
vivendo ci può far diventare grandi. E la guarigione può avvenire
grazie a medicine naturali.
Come medico mi limito
ad indicare due rimedi:
1) agire localmente
e pensare globalmente
2) globalizzazione
dei diritti ("new global") e localizzazione dei doveri cioè agire sul
territorio secondo il dovere che indica l'essere Verdi.
Il nostro esistere
ha un senso se riusciamo ad essere ocme un fiume che è in grado di
raccogliere dentro di sé le acque provenienti dai vari torrenti.
E come il fiume
arriva al mare grazie al dono dei torrenti, così il nostro partito
deve poter raccogliere tutte le istanze che provengono dalle varie anime che
popolano l'universo ambientalista-ecologista e poi diventare portavoce politico
di queste istanze.
Però deve
essere un portavoce riconoscente verso i torrenti che portano le loro
acque.
Per fare questo
occorre diventare noi stessi, prima di tutti tolleranti e per essere
tolleranti occorre dialogare, occorre il dialogo; e possiamo iniziare
a praticare il dialogo a partire dal nostro interno.
Concludo con una
citazione da una fiaba di W. Goethe dal titolo "Il serpente verde e la bella
Lilia" che suona così: "… che cosa c'è di più prezioso
dell'oro? Più prezioso dell'oro è il dialogo".
Elio D'Annunzio