
Trento,
10 maggio 2008
UN PUNTO DI RIFERIMENTO INSOSTITUIBILE
Ricordo di Alex Langer
di Lucia Coppola
Sono
stata qualche mese fa a Barbiana, a rendere omaggio
alla figura di don Milani. In quel luogo, nelle
mie riflessioni, mi comparve ad un tratto la figura sottile e mite di
Alexander Langer. Mi parve che molte cose li accomunassero (tra queste
il fatto che Langer era stato uno dei primi frequentatori
ed estimatori di don Milani, colui che, forse più di ogni altro, contribuì a farlo conoscere
in Europa, e traduttore di “Lettera ad una professoressa” in lingua tedesca),
e che l’evidente legame tra queste due indimenticabili e nobili persone
fosse la sconfessione e la confutazione dell’affermazione di Nicolò Macchiavelli che “li profeti disarmati tutti ruinarono”.
Ho avuto
la fortuna e il privilegio di conoscere e frequentare Alex
Langer sin dagli anni ’70.
Anni di furori ideologici, settarismi, dogmatismi, insieme
a tante sacrosante ragioni. Quello che colpiva in Alex
era il pensiero vivo, mai schematico, la capacità di dialogo con
tutti, lo sforzo costante di capire l’altro, sempre, sia che l’approccio
fosse politico, sia etnico o religioso.
Voglio
ricordare sommariamente il suo impegno per la convivenza e l’incontro nella
sua terra, il Sudtirolo, dove ha pagato pesantemente
il suo rifiuto di dichiarazione etnica con la perdita del posto di
insegnante al liceo di Bolzano.
Il
dialogo, lui laico e di sinistra, con la Chiesa cattolica sui temi della
vita e della bioetica.
I suoi
frequentissimi viaggi nella ex Jugoslavia dilaniata
dalle guerre interetniche ed interreligiose, il suo costante impegno al
Parlamento Europeo a favore di queste popolazioni e per la composizione
politica e pacifica dei conflitti.
Fu tra
i primi in Italia e in Europa a mettere al centro dell’agire politico l’ecologia,
la difesa ambientale, lo sviluppo sostenibile.
Fu la
guida politica dei Verdi italiani, ma anche punto di riferimento insostituibile
per le associazioni ambientaliste e per i movimenti di persone e cittadini,
in modo volutamente trasversale, anti-ideologico,
interpartitico.
L’esempio
morale e il notevole corpus degli scritti e delle riflessioni di Langer sono stati spesso
profetici a causa dell’acutezza della sua analisi e della capacità
di osservare e interpretare eventi, cause, effetti, trasformazioni. La sua
lettura aperta, lucida e mai
pregiudiziale degli eventi ha attraversato il tempo, invero troppo breve,
della sua vita. E sono tuttora di interesse e attualità;
lo saranno a lungo per il futuro.
Troppo
gravoso in lui il senso del dovere, il farsi carico di imprese al limite dell’impossibile. La sua sensibilità e
vicinanza umana alle tragedie che ha attraversato, una certa solitudine,
propria delle menti lucide e grandi e generose, causarono una fine tragica
nello sconforto di un pomeriggio d’estate, il 3 luglio 1995.
Le sue
ultime parole, lasciate per iscritto insieme all’estremo saluto, ci raccontano
la sua fatica di vivere: “I pesi mi sono divenuto davvero insostenibili. Continuate in ciò che
era giusto”.
Alexander
Langer, nel suo andare spesso contro corrente
ebbe molti avversari ma nessun nemico: un monito per tutti noi. Un
modo di far politica colto, umano, rispettoso da cui ciascuno di noi può
imparare qualcosa.
Lucia
Coppola