
Rovereto,
23 febbraio 2007
GLI OBIETTIVI: SECONDA FACOLTA’ E CAMPUS
AL FOLLONE
DONATA LOSS: « Una struttura per l’ospitalità
è quello che serve per far volare scienze cognitive»
Tomazzoni punta su un corso di studi dedicato
alla pianificazione ambientale
dal Trentino di venerdì 23 febbraio 2007
La città
della Quercia segue il modello di Urbino, per diventare
un vero e proprio “campus urbano”. Consolidata la facoltà di scienza cognitive, è ora il tempo di guardare
avanti. Oggi il Rotary Club ha convocato una tavola
rotonda, alla quale parteciperanno le massime autorità provinciali e dell’Ateneo
trentino, e il tema sarà proprio il futuro dell’Università a Rovereto.
«L’Università di Trento, lo ha detto lo stesso
rettore Bassi pochi giorni fa, ha due priorità. Una è
la biblioteca d’Ateneo a Trento, l’altra è
il campus di Rovereto. Uno studentato
che renda perciò visibile la presenza della facoltà a Rovereto».
Se ne parla da tempo: l’ipotesi che va per la maggiore è ricavarlo nella
zona del Follone. Lo conferma anche Donata Loss:
«Stiamo cercando una possibile sede, e il Follone è tra le ipotesi. Non
è tuttavia la sola. Lo studentato deve essere
comunque all’interno della città, abbastanza vicino
ai poli di corso Bettini e di via Tartarotti.
Il Cda dell’Università ha già approvato il piano
di edilizia complessiva, in cui è compreso lo studentato
a Rovereto. Il rettore Bassi me lo ha confessato
pochi giorni fa: abbiamo numerose richieste per facoltà cognitive, provenienti
anche dall’estero, che dobbiamo rifiutare, perché non abbiamo posto per
ospitare altri studenti. Attualmente stiamo guardando
con interesse l’esempio di Urbino, città che ha progettato il suo stesso
piano regolatore in funzione dell’Università». L’obiettivo è quindi creare
il campus, rafforzando scienze cognitive. «Sì: la facoltà roveretana
è adesso in una seconda fase, quella del consolidamento. Il lavoro di scienze
cognitive, e la loro applicazione in campo sanitario, sono
guardati con attenzione in Europa. L’altro filone da sviluppare è la formazione
di personale addetto alla cultura. C’è già il master al Mart
in questo, che va ulteriormente sviluppato». L’amministrazione ha però altre
proposte. «Abbiamo accolto molto positivamente la scelta
dell’Università di investire su Rovereto e sullo studentato
- spiega Maurizio Tomazzoni, assessore all’Università
del Comune - significa rafforzare scienze cognitive. Noi da tempo
abbiamo proposto una facoltà sul paesaggio e sull’architettura. Una facoltà che formi a pianificare il paesaggio in base alle identità
di uno specifico territorio. Sarebbe una realtà che potrebbe connettersi
facilmente sul distretto per le energie alternative che nascerà sempre a
Rovereto. Sinora però non abbiamo ancora avuto risposte dall’Università.
Contiamo, inoltre, sull’evoluzione della Ssis,
auspicando che diventi anche un centro per l’aggiornamento degli insegnanti.
Questo tuttavia dipende anche dall’evoluzione nazionale». Braccia aperte,
invece, per lo studentato: «Il Follone sembra
fatto apposta, con una piazza, grandi spazi, e privo di
edificio residenziali».