
Trento,
12 agosto 2002
RIFIUTI:
I VERDI CONDIVIDONO LE SCELTE DEL PIANO PROVINCIALE
Intervista de “L’Adige” a Giorgio Pedrotti dell’Esecutivo provinciale
dei Verdi del Trentino
Mentre
a Roma i Verdi presentano il referendum contro gli inceneritori, a Trento
il partito del Sole che ride segue la strada opposta. Giorgio Pedrotti,
dell’esecutivo provinciale, assicura che il vertice del partito non è isolato
e che gli attacchi degli ambientalisti sono dettati da qualcuno che il prossimo
anno vuole presentarsi alle elezioni provinciali. Difende l’inceneritore,
insomma, Pedrotti e stronca la bioessiccazione: “se si facesse l’impianto
di bioessiccazione prima dell’inceneritore, saremmo gli unici in Europa
a spendere soldi per ridurre rifiuti che vanno poi buttati nel forno”.
Il
Sole che ride a Roma non è lo stesso che sogghigna sopra le nubi trentine
di questo perfido agosto. Venerdì mattina, mentre l’assessore Iva Berasi
portava in Giunta provinciale il piano rifiuti confermando lo sbocco finale
dell’inceneritore, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente nazionale del suo
partito, depositava in Cassazione oltre mezzo milione di firme per indire
un referendum teso a limitare gli impianti di questo tipo.
E’ senza
dubbio il segno che nel movimento verde c’è notevole libertà di posizioni,
ma visto lo scontro locale con le associazioni ambientaliste, sempre in
tema di inceneritore, se ne potrebbe ricavare l’idea di un vertice provinciale
isolato. Giorgio Pedrotti, dell’esecutivo provinciale, assicura che non
è così e contrattacca su tutti i fronti.
Pedrotti,
c’è questo referendum nazionale, non vi imbarazza?
Il referendum nazionale non è per eliminare gli inceneritori ma è un
quesito che riguarda questioni marginali. Non è che se vincerà si potrà
buttare fuori meno diossina perché sono standard fissati a livello europeo.
La federazione provinciale non ha aderito a questo referendum ma appoggia
solo quello sulla sicurezza alimentare. C’è invece un grandissimo equivoco
nel dibattito locale sulla questione del cdr...
Dica.
Se si facesse
l’impianto di bioessiccazione prima del termodemolitore saremmo gli unici
in Europa a spendere soldi per ridurre rifiuti che vanno poi buttati nel
forno. Inizialmente la bioessiccazione era sembrata un’ottima soluzione
perché si pensava di buttare il combustibile derivato dai rifiuti che esce
dal processo nelle centrali termiche dell’Enel. Poi però si sono accorti
che c’erano problemi di incrostazione dei forni e che ci voleva un diverso
sistema di filtraggio, tanto è vero che adesso si brucia cdr solo nella
centrale di Fusine, vicino a Mestre.
A
Bergamo però bioessiccazione e incenerimento formano un sistema integrato.
Ma l’altro
grande equivoco è che la gente non sa che lo smaltimento lo pagheranno gli
utenti, non la Provincia. Bisognerà allora iniziare a vedere se c’è una
reale convenienza ad essiccare rifiuti per fare mattonelle da bruciare.
Inoltre non è vero che bruciando cdr si inquina meno, anzi, c’è il rischio
che si disincentivi la raccolta differenziata.
Perché?
Perché essendoci
un sistema di prevaglio molti potrebbero essere indotti a delegare la differenziazione
a quel momento.
Ad
ogni modo dopo tre mesi di dibattito si è arrivati a ipotizzare un inceneritore
che è quasi la metà rispetto alle dimensioni ipotizzate all’inizio. Come
lo spiega?
Secondo me quando si parla di 330 mila tonnellate/anno si è presa l’ipotesi
iniziale come fosse quella finale. Sappiamo che c’era qualche tecnico che
diceva che bisogna bruciare tutto e chi invece spingeva per insistere sulla
differenziata. Il pregio di questo piano è che finalmente fornisce dati
analitici sul fenomeno e sulle categorie di rifiuti, in modo da poter intervenire
a ragion venduta.
A
proposito, perché, con tutti i dati in mano e le proiezioni sulla raccolta
differenziata, il dimensionamento dell’inceneritore è stato delegato ai
tecnici dell’ufficio V.I.A.?
Perché partiamo da una raccolta differenziata al 16%. Devo dire che
la cosa straordinaria di questi mesi è lo straordinario risveglio di sensibilizzazione
che c’è stato. Il dimensionamento verrà perciò deciso in base alla capacità
di fare sul serio la raccolta differenziata. Ci sono alcuni mesi di tempo
per fare la scelta migliore.
Ma
come, il progetto non deve essere depositato e valutato adesso?
Io non sono un tecnico ma mi hanno spiegato che gli impianti sono costruiti
per linee di incenerimento, quindi hanno una certa elasticità. Eppoi si
dà una dimensione che va intesa come massima perché ci sono i tempi morti,
non è che un impianto deve andare sempre a pieno ritmo.
Quindi
non c’è il rischio che si faccia troppo grande? In Germania molti sono adesso
costretti a importare rifiuti.
In Germania hanno fatto prima gli inceneritori e poi hanno spinto sulla
raccolta differenziata, quello è il loro problema. In ogni caso secondo
me qui non c’è, non vedo perché la Sit dovrebbe progettare un impianto superiore
alle esigenze.
I
critici parlano di interessi economici, di un ruolo determinante di Asm
Brescia, socia di Trentino Servizi.
Ma sul progetto
c’è una procedura di garanzia. Per ora abbiamo un buon sistema di monitoraggio,
costruito dalla Berasi e dai tecnici in due anni di lavoro. Il problema
purtroppo, e questo non è colpa della Giunta ma semmai del Consiglio, è
che finché non c’è la riforma istituzionale si è costretti ad operare con
16 gestori diversi.
Prima
ha parlato di dibattito positivo. Ci sono però stati attacchi molto duri
da parte delle associazioni ambientaliste. Una cosa che preoccupa i Verdi?
Mi piacerebbe vedere l’elenco delle 28 associazioni ed è chiaro che
qualcuno ai vertici si prepara per le elezioni dell’anno prossimo. Che abbiano
idee diverse in ogni caso non mi spaventa ma invito a ragionare sui dati.
Mi pare ad esempio che alla conferenza informativa di giugno in Consiglio
provinciale c’era maggior preoccupazione nel mettere in scena la commediola
esterna piuttosto che dire qualcosa di concreto. Credo comunque che non
possano pretendere di rappresentare tutti gli ambientalisti. Ci sono associazioni
che non sono allineate in quel senso.
Quali
sono?
Non voglio aprire polemiche su questo. Voglio solo dire, per rispondere
a Passerini, che l’inceneritore non è un buco nero del piano, è un sottocapitolo
che rimane aperto perché abbiamo alcuni mesi per ragionare sulle dimensioni.
Questa mi sembra una cosa positiva e trovo la polemica un po’ esagerata.
Non parliamo poi delle posizioni del centro destra. Quando vedo che gente
della Lega, che dove governa sta facendo inceneritori ovunque e che Alleanza
Nazionale si battono con questa foga mi sorgono molti dubbi.