
Trento,
16 gennaio 2008
PIU’
SENSO CIVICO, MENO SCORCIATOIE HI-TECH
di Aldo Pompermaier, da il Trentino di mercoledì
16 gennaio 2008
Caro
de Battaglia, l’emozione che fa seguito ai fatti di Napoli mi porta a rispondere
ad una lettera di “Diario” un po’ datata (8 settembre 2007) in aggiunta
a quella di ieri, con la quale un lettore s’interrogava su come si poteva
affrontare il tema della differenziazione dei rifiuti e richiedeva più fatti.
Bene mi sembra arrivato il momento giusto per puntualizzare alcune cose.
Il recente esperimento del “porta a porta” a Gardolo e Meano ha dimostrato chiaramente
che con un progetto di raccolta credibile e solido, unitamente ad un elevato
grado di civiltà ed impegno delle comunità interessate, si possono ottenere
risultati fino ad ieri impensabili. Gardolo, una
frazione difficile per la presenza di condomini oltre a quella di una fetta
di cittadini stranieri che ancora non conoscono i meccanismi della raccolta
differenziata, ha superato la soglia del 65%. Meano vola oltre il 70% con la probabilità di raggiungere
l’80% di raccolta differenziata. Tutte e due le
comunità hanno centrato, anzi addirittura migliorato l’obiettivo di riduzione
del rifiuto residuo da avviare a smaltimento (i famosi 175KG/ab equivalente annuo). Sono dati straordinari che ci stimolano
ad accelerare al massimo il passaggio del porta
a porta su tutta la città. Ci siamo impegnati a fondo per arrivare a questo.
E lo dimostrano le decine e decine di riunioni che abbiamo effettuato.
Siamo stati in mezzo alla gente, abbiamo vissuto momenti anche critici,
ma grazie all’impegno degli operatori di Trentino Servizi e del Servizio
Ambiente del Comune di Trento, siamo riusciti ad ingranare una marcia che
ci porterà lontano. Tra qualche settimana porterò in Consiglio comunale
i risultati, le criticità superate e da superare, i costi, e a quel punto,
con il via libera del Consiglio, potremo ampliare le zone di raccolta a
porta ad altre comunità periferiche e sulla città consolidata.
Altre città hanno fallito, altre città importanti sono a livelli di
raccolta decisamente inferiori alle nostre. Con questo non dobbiamo fermarci.
La raccolta differenziata non può e non deve essere
più l’unico mero indicatore dell’impegno ambientale di una comunità. Occorre
introdurre la tariffa puntuale e puntare alla minimizzazione
dei rifiuti. Per una politica ecosostenibile serve
promuovere il riuso, la riparazione, il riciclo.
Occorre varare politiche dedicate alla sensibilizzazione sociale non solo
più dedicate alla raccolta differenziata, ma riservare
una particolare attenzione a politiche della prevenzione del rifiuto, all’impegno
assoluto nella riduzione del “packaging” e stretta
collaborazione tra enti locali, cittadini ed imprese. Occorre l’introduzione
di prodotti eco-compatibili, serve cambiare le abitudini dei consumatori
(che non consumano proprio un bel niente)! Altro che cercare
soluzioni ingegneristiche, con la scusa di trasformare
rifiuti in energia. Certo che i sostenitori degli
impianti hanno trovato soddisfazione in questi giorni. Pensiamoci
bene. Dotiamo il Trentino di una fase finale del ciclo rifiuti all’altezza
della nostra straordinaria storia fatta di semplicità e di stili di vita
misurati. L’impianto procurerebbe un’accelerazione nei consumi, in particolare
quelli usa-getta, che ci porterebbe al peggioramento delle qualità
dell’aria con le conseguenze che tutti, o quasi, sappiamo.
Aldo Pompermaier
ass. Ambiente e Vivibilità urbana Comune di Trento
Sono
dati davvero straordinari, quelli che l’assessore Pompermaier comunica, perché riguardano non solo le statistiche
(positive) sulla raccolta differenziata, ma l’“anima” stessa della città,
la sua voglia di civiltà in situazioni difficili. Lo si
sapeva, ma veder tradotto questo spirito in cifre colpisce. Del resto chi
ha partecipato, l’anno scorso, agli incontri nei quartieri promossi dal
nostro giornale “Trentino” (Gardolo è stato il
primo appuntamento) ha potuto rendersi conto di persona di come i problemi
anche difficili (convivenza, traffico, scuola, rifiuti, mobilità) venissero
affrontati con atteggiamento critico, ma fattivo, con totale partecipazione,
senza faziosità strumentali. Naturalmente questo atteggiamento
richiama una forte responsabilità da parte della politica e dell’amministrazione.
Gli impegni vanno coltivati, le disponibilità non vanno
disperse, i furbi (e pensiamo esplicitamente all’urbanistica, con esempi
non all’altezza della città) non vanno premiati.
Resta il dato di fondo: questi dati dimostrano
che per “vincere” i problemi immani della post-modernità occorre agire sul
senso civico delle comunità, non basta affidarsi alle scorciatoie tecnologiche
che sempre - sempre - presentano costi più alti dei benefici che promettono.
Gli inceneritori richiamano “più” rifiuti, come le strade
richiamano “più” traffico. Oggi la nuova frontiera è ridurre i rifiuti
all’origine. Ci riusciremo.