
Trento,
8 maggio 2002
«RIFIUTI: SCONTIAMO GRAVI RITARDI»
Aldo Pompermaier, lancia alcune proposte e difende il lavoro dell’assessore
Berasi
Aldo
Pompermaier è consigliere comunale dei Verdi a Trento. Per anni è stato
anche presidente della Circoscrizione Centro Storico-Piedicastello. Quindi,
l’argomento «inceneritore» lo conosce molto bene non è vero?
Ma
oggi i Verdi dono in difficoltà. L’Accusa che vi viene mossa è di non aver
preso le distanze dall’inceneritore di Ischia Podetti. Cosa risponde?
Siamo un forza di governo e come tale non possiamo nasconderci i problemi.
I rifiuti rappresentano una grave emergenza che va affrontata. Con serietà
e prudenza.
Ma
l’inceneritore è proprio indispensabile?
Attenzione, nessuno dice che tutto è già stato deciso. C’è un’opinione,
è vero. Ma questa va discussa e lo si deve fare in maniera concreta. Allora
io dico che la cosa sulla quale nessuno potrà barare è la sicurezza per
i cittadini.
Non si faranno
sconti. Mi pare che questa sia anche la posizione del sindaco Pacher.
L’assessore
Berasi è nel mirino degli ambientalisti. Le accuse sono giuste?
Quindi,
condivide la sua politica?
Certo. Grazie alla sua azione il Trentino ha preso coscienza del problema
rifiuti. La verità è che siamo in grave ritardo e la bacchetta magica non
ce l’ha nessuno. Nemmeno la Berasi. E’ grazie al suo lavoro se nel piano
dei rifiuti si è arrivati a fissare il 40% di raccolta differenziata. E’
stata lei inoltre a imporre alla giunta provinciale di ridurre le dimensioni
dell’eventuale inceneritore. I Verdi, insomma, non sono rimasti al palo.
D’accordo,
ma dai Verdi, forse, la gente si aspettava altro non crede?
Ripeto, scontiamo ritardi pazzeschi. Siamo rimasti indietro e adesso
ci troviamo con le discariche esaurite. E quindi in piena emergenza. Anche
se la situazione complessiva ci consente ancora di ragionare e di usare
la necessaria prudenza.
Vuol
dire che l’inceneritore, insomma, potrebbe essere solo una possibile soluzione?
Io dico una cosa: lo sforzo massimo da fare è sulla raccolta differenziata.
Bisogna spingere e investire.Ho la netta sensazione che se c’è la necessaria
convinzione la quota di differenziata può raggiungere livelli oggi impensabili,
attorno al 60-70%.
Non
le sembra un’utopia?
E perché? Certo, si devono calibrare gli interventi. Il cittadino deve
essere stimolato a fare la differenziata. Quindi, deve essere messo nelle
condizioni migliori. Si devono pensare anche forme di agevolazione tariffaria.
Serve un’adeguata e capillare informazione.
Una
differenziata spinta, quindi, eviterebbe l’inceneritore?
Se fatta con determinazione sì. A quel punto basterebbe un piccolo
bioessiccatore per smaltire ciò che non viene diviso.
Ma
non si arriva tardi ad impostare questo tipo di ragionamento?
No, basta fare un anno di sperimentazione. La Provincia deve però crederci
e deve imporsi sui Comuni. Deve legare, ad esempio, l’erogazione di eventuali
contributi alla situazione dei rifiuti. E’ la questione centrale. Coinvolge
tutti noi, il nostro modo di vivere.
E
se invece…
Se invece tutto dovesse fallire, avanti con un’altra ipotesi.
Dunque,
l’inceneritore?
In questo caso la tecnologia, le sperimentazioni e il buon senso dovranno
farci decidere per il meglio. In nome di una sola cosa: la massima sicurezza.