
Trento,
25 marzo 2007
ANNA
DONATI: «LA VALDASTICO NON È UNA PRIORITÀ DEL
GOVERNO»
La senatrice dei Verdi chiede che il potenziamento
degli snodi sia fatto prima del tunnel del Brennero
dal Corriere dell’Alto Adige di domenica 25 marzo 2007
« La
Valdastico non è compresa nelle grandi opere del
Governo. Come verde ribadisco sempre il mio no
ad un'altra autostrada e mi impegno a dirottare gli interessi dell'Unione
verso il trasporto su rotaia » . È così che la senatrice
Anna Donati ( Verdi) dichiara le proprie posizioni davanti alla platea
della scuola di politica " Alexander Langer",
durante l'incontro sul tema della mobilità sostenibile.
Mentre aRoma si differisce il momento in cui bisognerà
riprendere in mano ed attualizzare la controversa lista delle grandi opere
( il 78,2% delle quali risulta privo di copertura economica), a Trento le
idee non mancano. Donati conferma ancora una volta la ferma opposizione
dei Verdi ad un modello di viabilità che rischia di congestionare ancora
di più l'asse già saturo del Brennero, portando
magari a riprendere in mano l'idea, per ora accantonata, della terza corsia
in autostrada. Secondo la senatrice, in regione scorre una delle arterie
più importanti: quella che arriva direttamente al cuore commerciale dell'Europa
attraverso l'Austria che, da parte sua, ha già cominciato ad imporre restrizioni
al traffico su gomma. « Per questo — spiega Donati — sono favorevole al
progetto di alta velocità del Brennero: servono
investimenti ferroviari affinché non vinca la strada » . Questo non toglie
che il progetto le paia presentare alcune manchevolezze.
In primo luogo, Donati riconosce che le valutazioni ambientali effettuate
sono chiaramente insufficienti dal punto di vista di un trasporto sostenibile;
in più, il progetto va profondamente rivisto per quanto riguarda le priorità.
Per Anna Donati, sebbene la ferrovia del Brennero
presenti indici di utilizzo altissimi ( 65%) ed abbia sperimentato numerosi
ammodernamenti, rimane da rivedere la tempistica dei lavori. Per i Verdi
essi devono cominciare dal potenziamento degli snodi attorno ai centri urbani
ed arrivare solo in un secondo momento al tunnel vero e proprio. « Fino
agli Anni ' 90 — afferma Donati — la crescita della mobilità è stata vissuta
in modo esclusivamente positivo e correlata alla
performance economica, solo da poco si è cominciato a ragionare sul tema
della sostenibilità » . Anche il mondo industriale,
per Donati, si sta ponendo il problema di come risparmiare sulla mobilità,
che ad oggi rappresenta per le aziende un costo notevole. Gli ambientalisti
sono convinti che il nodo centrale resti l'inquinamento: il traffico rappresenta
il 20% delle emissioni inquinanti e queste sono cresciute di un 22% dal
1990 al 2002.