
Trento,
25 marzo 2007
DONATI: «SI AL TUNNEL DEL BRENNERO.
IL VALICO PORTA NEL CUORE DELL’EUROPA»
La senatrice Anna Donati alla
Scuola di formazione politica e culturale Alexander Langer
da l’Adige di domenica 25 marzo 2007
Ha definito
una tragedia lo «spacchettamento» tra ministero
dei Trasporti e ministero delle Infrastrutture.
«Le continue discussioni tra Di Pietro e Bianchi, note
a tutti e all'ordine del giorno, preoccupano soprattutto per il rischio
che si vengano a creare politiche contrapposte sulla mobilità». La senatrice verde Anna Donati, presidente della commissione
Lavori Pubblici del Senato, è intervenuta ieri per una lezione sulla mobilità
sostenibile alla Scuola di formazione politica e culturale Alexander
Langer, presso la sala Rosa del palazzo della
Regione. «Troppo facile dire no a tutto - ha sostenuto - La strategia vincente è sedersi insieme a un tavolo e ragionare sui progetti».
Il rischio che si corre sono dei blitz dove vengono
approvati progetti non sostenibili. Sul tavolo ci sono un miliardo e mezzo
di finanziamenti ciascuno per i valichi del Brennero
e della Valsusa. «Sono convinta che la maggioranza
della popolazione non sia contraria a nuove ferrovie. Lo sono delle minoranze
attive che gridano più forte - ha continuato - Se condiviso dalla popolazione
un progetto può essere approvato, ma sono necessarie modifiche sostanziali.
Ora i sindaci della Valsusa, sulla questione Tav, possono partecipare alla discussione e definire le loro
priorità. Come Verdi dico che non ci può essere
contrarietà assoluta, ma dialogo. Il finanziamento si concentra sui valichi,
mentre noi abbiamo bisogno di progetti unitari che comprendano l'ammodernamento
e gli snodi ferroviari intorno alle città, progetti che invece sono in forte ritardo. Se in Valsusa
il progetto è diviso in due parti, valico e tutto il resto, quello del Brennero è spezzettato in più parti, e non comprende le
tratte di accesso e i collegamenti delle città. Occorre fare un riesame
in senso unitario dei progetti, ma sullo sfondo c'è Bruxelles, che vuole
l'avvio del bando entro aprile 2006 e un progetto "maturo" entro
la fine di dicembre, altrimenti addio finanziamenti». Caso Brennero e caso
Valsusa sono diversi sono molti aspetti. L'autostrada
del Brennero ha una saturazione del 65%, si è intervenuti
con ammodernamenti robusti della ferrovia, non si vuole la terza corsia
e la concessionaria sta accantonando fondi che vuole investire sul treno,
e il valico porta nel cuore dell'Europa. «La gestione Willeit è ottima, anche se tutto ruota
sul valico e di quello che succede tra Verona e il confine non è dato sapere»
mentre in Valsusa non c'è nulla di tutto ciò e
la Francia non ha politiche di contenimento del traffico come l'Austria.
«La priorità va data al Gottardo - ha detto Donati - poi al
Brennero e infine alla Valsusa». Sulla
mobilità e la necessità di trovare alternative
rapide la senatrice ha presentato statistiche desolanti. In Italia ci sono
581 auto per mille abitanti. Nelle città questo rapporto sale a 955 auto,
mentre la statistica europea parla di 450 auto per mille abitanti. Il 93%
degli italiani usa l'auto per spostarsi, solo il 6% usa il trasporto pubblico,
le corsie dedicate a autobus e tram sono risibili
così come la rete delle ciclabili, appena 0,1 metri per abitante. Il traffico
nelle città è il diretto responsabile del 70% delle emissioni inquinanti
e uno studio ha messo in evidenza come nel periodo 1996-2002
i picchi di inquinamento siano responsabili diretti di 4.800 morti. Una
situazione allarmante che però si scontra con una
mentalità trasversale agli schieramenti politici: il binomio più auto più
benessere. «La ricetta, ha concluso la senatrice
- è governare la domanda. Dissuadere in ogni modo l'accesso delle auto alla
città, creando ostacoli, barriere, riducendo le corsie e creare percorsi
lunghissimi per collegare due punti della città, oltreché
aumentare le tariffe dei parcheggi e eliminare
i parcheggi, di superficie e sotterranei, nei centri storici».